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martedì, Maggio 11, 2021
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Gotta e Iperuricemia: cos’è, come si manifesta e come si cura.

Viaggio alla scoperta di una delle patologie più invalidanti e dolorose di sempre: la Gotta (Iperuricemia). Ecco cos’è, come si manifesta e come si cura secondo la Fondazione Veronesi.

La Fondazione Umberto Veronesi non si occupa solo di turmori e di pazienti terminali, ma anche di gestione del Dolore Acuto e Cronico.

Parliamo di “Gotta” (Iperuricemia), una delle patologie più invalidanti che può portare a richiedere una tempestiva e mirata terapia antalgica, oltre che farmaco-sistemica.

Questo servizio è stato reso possibile grazie alla consulenza scientifica della dott.ssa Elisa Gremese, ricercatrice presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Cos’è la Gotta.

La gotta è una malattia infiammatoria acuta, dovuta alla deposizione di cristalli di acido urico, legata all’eccesso di tale sostanza nel sangue, che si manifesta in genere con rapida comparsa di dolore, arrossamento e gonfiore articolare. L’articolazione che risulta più di frequente colpita è la metatarso-falangea dell’alluce, ma l’acido urico può accumularsi anche in altre sedi e tessuti, generando i cosiddetti tofi (aggregati di acido urico nel derma, nella cute o nei tendini). L’attacco è molto doloroso e spesso ha inizio nel corso della notte.

La gotta colpisce quasi l’1% della popolazione ed è più diffusa nel sesso maschile.

È tipicamente una malattia dell’età adulta e non di rado risulta associata ad altre condizioni patologiche come l’obesità, l’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia.

Il rischio di avere la gotta è aumentato nei parenti dei pazienti gottosi, soprattutto in quelli di sesso maschile.

Le cause e i fattori di rischio della Gotta.

La malattia è causata da un eccessivo accumulo di acido urico nel sangue (iperuricemia). Si tratta di una sostanza normalmente presente nel nostro organismo e derivata dal metabolismo delle purine, coinvolte nella costituzione degli acidi nucleici e di diversi cofattori. Livelli normali di acido urico risultano escreti attraverso le urine, ma quando la produzione o l’apporto con gli alimenti (birra, carne rossa, crostacei e frutta) risulta eccessivo e l’escrezione renale risulta ridotta, l’acido urico si accumula nell’organismo sotto forma di cristalli di urato monosodico. È questa la condizione che predispone alla gotta.

I sintomi.

I sintomi della gotta sono abbastanza riconoscibili. Il dolore alle articolazioni (quasi sempre all’alluce) esordisce acutamente, è molto intenso e gli attacchi durano solitamente per alcuni giorni, per poi sfumare progressivamente. Gonfiore e arrossamento sono altri segni che caratterizzano un attacco acuto di gotta. Oltre alle altre articolazioni (polsi, caviglie, talloni, ginocchia), i lobi delle orecchie e i reni sono sedi in cui i cristalli di acido urico tendono a depositarsi in maggior concentrazione (tofi) quando la malattia evolve verso la forma gottosa cronica.

La diagnosi di Gotta.

La diagnosi avviene attraverso specifici esami di laboratorio riguardo concentrazione di acido urico nel sangue e il suo dosaggio nelle urine delle ventiquattro ore.

Le radiografie sono utili a evidenziare l’eventuale danno osseo, visibile però dopo diverso tempo dall’inizio della malattia. La diagnosi certa si ha con l’esame al microscopio del liquido sinoviale, da cui emergono i cristalli di acido urico.

La terapia farmacologica.

Nella fase acuta dell’attacco di gotta, si interviene per alcuni giorni con farmaci antinfiammatori (o steroidi) e colchicina, allo scopo di spegnere rapidamente l’infiammazione.

Una volta risolto l’evento acuto, l’obiettivo della terapia è quello di mantenere normali livelli di uricemia, per prevenire l’insorgenza di nuovi attacchi ed evitare la formazione dei tofi e la cronicizzazione dell’artropatia.

Questo risultato si ottiene attraverso un corretto stile alimentare, assumendo almeno due litri di acqua al giorno, evitando le bevande alcoliche, in particolare la birra, limitando gli alimenti ad elevato contenuto di purine (in particolare carni rosse e legumi) , mantenendo un peso corporeo entro i limiti.

Se questo non dovesse essere sufficiente, si possono utilizzare farmaci che aiutano a ridurre i livelli di acido urico, come l’allopurinolo e il febuxostat.

Redazione AssoCareNews.it

Redazione AssoCareNews.it

Redazione di AssoCareNews.it

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