Ansia e attacchi di panico, effetti negativi di un lavoro stressante
Ansia e attacchi di panico, effetti negativi di un lavoro stressante
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Si definisce “anedonia” l’incapacità, totale o parziale, di provare soddisfazione, appagamento od interesse, per le consuete attività piacevoli (cibo, sesso e relazioni). “Anedonia” è sinonimo e riflesso di disturbi mentali, come depressione e psicosi croniche in genere.

L’anedonia è una condizione in cui la capacità di provare piacere è completamente o parzialmente perduta, e si riferisce sia ad un sintomo di stato, riscontrabile in vari disturbi psichici, sia ad un tratto di personalità. Possiede uno specifico substrato neurobiologico, consistente nel circuito della gratificazione(reward), ovvero nei circuiti dopaminergici mesolimbico e mesocorticale. L’anedonia si riscontra frequentemente nei disturbi dell’umore, come sintomo negativo nella schizofrenia e nel disturbo da uso di sostanze.

Il termine anedonia, dal greco antico: 􏰀aν- (an-), “senza” ed􏰁δονη’,“piacere”, è stata introdotta nella nosografia psichiatrica da Ribot nel 1896. Egli definì l’anedonia come l’incapacità di esperire piacere, riferendosi sia ad un sintomo, presente in vari disturbi psichici, sia ad un tratto di personalità. Il DSM-5 definisce l’anedonia come un diminuito interesse o piacere in risposta a stimoli precedentemente percepiti come gratificanti in una fase premorbosa.
In tempi recenti, grazie agli studi volti ad evidenziare le basi genetiche della psicopatologia, identificando degli endofenotipi, l’anedonia ha gradualmente guadagnato nuove attenzioni da parte della ricerca.
L’importanza dell’anedonia in psicopatologia è evidenziata accanto ad un’aumentata reattività allo stress, rappresenti il più importante candidato per assurgere al ruolo di endofenotipo psicopatologico della depressione maggiore.

Questa assenza di piacere può riflettersi sia nelle attività sia nelle relazioni. Viene definita “sociale” quando il disinteresse è mirato alle sole relazioni interpersonali, mentre è detta “fisica” quando il cibo, il sesso e le emozioni non procurano alcun piacere al soggetto. Entrando nello specifico si parla di “anedonia sessuale” per indicare l’incapacità di godere nel mero atto sessuale, una sorta di anorgasmia.

Considerando l’anedonia un disturbo mentale, le terapie sono pressoché identiche a quelle utilizzate per la cura della depressione e dei disturbi di natura psicologica: le sedute di psicoterapia e supporto farmacologico, per diminuire la negatività derivata dal disturbo anedonico.

L’anedonia non è una patologia a sé stante, ma accompagna molti disturbi della personalità, peggiorandoli: lo specialista deve riuscire a capire il vero motivo che crea l’anedonia nel paziente e quale patologia nasconde per poterla curare al meglio. Può anche correlarsi a disturbi di abuso di sostanze come l’alcol. Tra le malattie correlate ad essa vi è il morbo di Parkinson. Inoltre vi sono due teorie che la correlano la schizofrenia; infatti per alcuni studiosi l’anedonia è sintomo della malattia schizofrenica, mentre per altri è un tratto della personalità predisponente alla schizofrenia stessa.