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martedì, Agosto 3, 2021
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Tachipirina: indicazione, effetti collaterali e uso in gravidanza del Paracetamolo.

La Tachipirina. Ruolo del paracetamolo, a cosa serve, effetti collaterali e come si assume.

Il Paracetamolo (conosciuto anche con il nome commerciale di Tachipirina) agisce sul sistema nervoso alterando la percezione del dolore da parte dell’organismo principalmente mediante l’azione dei recettori dalla serotonina, dagli oppioidi e dai cannabinoidi. Quindi, è un analgesico, ovvero un inibitore del dolore.

É un farmaco antipiretico perché inibisce la sintesi delle molecole responsabili per i processi infiammatori (le prostaglandine), e quindi abbassa la temperatura corporea.

A cosa serve la tachipirina?

Il Paracetamolo viene impiegato per contrastare il dolore lieve-moderato associato a mal di testa, fastidi muscolari, ciclo mestruale, sindromi da raffreddamento, mal di gola, mal di denti, mal di schiena, artrosi e reazioni alle vaccinazioni.
Un suo frequente utilizzo è per abbassare la febbre.
Può essere anche utilizzato per ridurre il dolore provocato dall’emicrania se è assunto in combinazione con aspirina e caffeina.

Assunzione.

Il Paracetamolo può essere assunto sotto forma di compresse, compresse masticabili, capsule, sospensioni, soluzioni, compresse a rilascio prolungato o compresse che si sciolgono in bocca, quindi per via orale .
É possibile anche la sua assunzione per via rettale, sotto forma di supposte.

Effetti collaterali.

L’assunzione eccessiva di Paracetamolo può danneggiare il fegato.
Un medico andrebbe contattato immediatamente ove l’assunzione del farmaco sia associata a:

  • arrossamenti della pelle;
  • esfoliazioni o formazione di vesciche;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • difficoltà respiratorie;
  • gonfiore a volto, gola, lingua, labbra, occhi, mani, piedi, caviglie o polpacci;
  • orticaria;
  • prurito;
  • rash;
  • raucedine.

Tachipirina, controindicazioni ed avvertenze.

Prima di somministrare il Paracetamolo a pazienti pediatrici è bene verificare che il medicinale a disposizione sia idoneo all’uso pediatrico.

É sempre buona norma, a prescindere da ciò, chiedere consigli al proprio medico, ed è essenziale evitare di somministrare

Paracetamolo a bambini con mal di testa, rash, nausea o vomito o mal di gola forte associato a vomito.

Questi sintomi potrebbero segnalare un problema che richiede un trattamento di tipo diverso.

Per usare in sicurezza il Paracetamolo è essenziale:

  • non assumere contemporaneamente più prodotti a base di Paracetamolo;
  • seguire la posologia indicata sul foglietto illustrativo o dal medico e non superare mai i 4.000 mg al giorno;
  • non superare 2 dosi di alcolici al giorno.

Il proprio medico andrebbe sempre informato in caso di:

  • disturbi al fegato (anche in passato);
  • fenilchetonuria;
  • allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o ad altri farmaci;
  • assunzione contemporanea di altri medicinali, fitoterapici o integratori, ricordando di menzionare anticoagulanti, anticonvulsivanti, antidolorifici, antipiretici, medicinali contro tosse e raffreddore e fenotiazine;
  • si è in stato di gravidanza o si pratica l’allattamento naturale al seno.

Gravidanza e Allattamento.

Il paracetamolo può essere utilizzato in gravidanza, ma solo dopo aver chiesto il consiglio del medico e solo dopo che quest’ultimo ha effettuato una valutazione del rapporto fra i benefici attesi per la madre e i potenziali rischi che potrebbero esserci per il feto.

Il paracetamolo viene escreto in piccole parti nel latte materno e sono stati riportati casi di rash nei lattanti le cui madri hanno assunto paracetamolo.

Tuttavia, il farmaco può essere comunque assunto durante l’allattamento, ma con cautela e solo dopo aver chiesto il consiglio del medico.

Leggi anche:

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Studio inglese conferma: paracetamolo pericoloso a lungo termine.

Tre OSS licenziati: somministravano Tachipirina a pazienti non collaboranti.

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