OKI, ketoprofene: indicazioni, uso in gravidanza ed effetti collaterali.

Oki: quanto ne sai del ketoprofene?

🔴 👉 OKI, ovvero il Ketoprofene. Ecco indicazioni, uso in gravidanza ed effetti collaterali. Attenti a non abusarne, mai.

OKI fa parte della categoria degli antiinfiammatori non steroidei ed è un prodotto commerciale a base di Ketoprofene e sali di lisina. Usato nel trattamento sintomatico e di breve durata di stati infiammatori associati a dolore quali quelli a carico dell’apparato osteoarticolare, dolore post operatorio ed otiti .

Controindicazioni

Il ketoprofene sale di lisina (principio attivo dell’OKI) è controindicato nei pazienti con una storia di reazioni da ipersensibilità come broncospasmo, attacchi di asma, riniti, orticaria o altre reazioni allergiche a ketoprofene, acido acetil salicilico (ASA) o altri FANS.

Il ketoprofene è controindicato nei seguenti casi:

  • Severa insufficienza cardiaca.
  • Ulcera peptica attiva: emorragia o storia di emorragia.
  • Ulcera peptica ricorrente: due o più episodi accertati di sanguinamento o ulcerazione.
  • Storia di perforazione o sanguinamento gastrointestinale conseguenti a precedente terapia con FANS.
  • Diatesi emorragica.
  • Grave insufficienza epatica.
  • Grave insufficienza renale.
  • Leucopenia o piastrinopenia.
  • Gravi disturbi dell’emocoagulazione.
  • Colite ulcerosa.
  • Precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione o dispepsia cronica.
  • Terzo semestre di gravidanza: il ketoprofene è controindicato in casi di proctite o anamnesi di proctorragia. Bambini di età inferiore ai 6 anni.

Precauzioni per l’uso

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono in concomitanza farmaci che possono incrementare il rischio di ulcerazioni o emorragie, tra cui corticosteroidi orali, anticoagulanti come farfari, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti piastrinici come l’acido acetil salicilico.

Il rischio di ulcera, perforazione o sanguinamento gastrointestinale è più alto con dosi aumentate di FANS, nei pazienti con una storia di ulcera, soprattutto se aggravata da emorragia o perforazione e negli anziani.

Questi pazienti devono iniziare il trattamento alla dose più bassa possibile. La terapia combinata con farmaci protettori deve essere presa in considerazione per questi pazienti e per coloro che devono assumere in concomitanza basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali.

Reazioni cutanee gravi, alcune delle quali fatali, come dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso di FANS.

I pazienti sembrano avere un maggiore rischio di sviluppare queste reazioni nella fase iniziale del trattamento, con insorgenza delle reazioni nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.

Interrompere l’assunzione di ketoprofene alla prima comparsa di rash cutanneo, lesioni delle mucose o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Diversi studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’utilizzo di alcuni FANS può essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombo embolici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus).

Pazienti con ulcera peptica attiva o pregressa.

All’inizio del trattamento, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, nei soggetti in terapia diuretica o affetti da insufficienza renale cronica, soprattutto se anziani.

In questi pazienti, la somministrazione di ketoprofene può indurre una riduzione del flusso ematico renale causata dall’inibizione delle prostaglandine e determinare uno scompenso renale.

Come gli altri FANS, in presenza di una malattia infettiva, le proprietà antiinfiammatorie, analgesiche ed antipiretiche del ketoprofene possono mascherare i sintomi comuni della progressione dell’infezione, come la febbre.

Nei pazienti con anomalie nei test di funzionalità epatica o con una storia di malattia epatica, i livelli della transaminasi devono essere controllati periodicamente, soprattutto in caso di trattamento a lungo termine.

Con l’uso di ketoprofene, sono stati riferiti rari casi di ittero ed epatite.

I pazienti con asma associata a rinite cronica, sinusite cronica e/o poliposi nasale sono maggiormente esposti al rischio di allergia all’acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione.

ASSOCIAZIONI CON ALTRI FARMACI:  

  • Diuretici: pazienti che stanno assumento diuretici e tra questi, quelli particolarmente disidratati sono maggiormente a rischio di sviluppare insufficienza renale secondaria alla riduzione del flusso ematico renale causata dall’inibizione delle prostaglandine. Tali pazienti devono essere reidratati prima di iniziare la somministrazione ed è necessario monitorare strettamente la funzionalità renale  dopo l’inizio del trattamento. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici.
  • ACE inibitori ed antagonisti dell’angiotensina II:nei pazienti con compromissione della funzionalità renale (per esempio pazienti disidratati e in pazienti anziani) la somministrazione di un ACE-inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II ed agenti in grado di inibire la ciclo-ossigenasi può comportare un ulteriore deterioramento di tale funzionalità, che comprende una possibile insufficienza renale acuta. Quindi la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
  • Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana: nel corso delle prime settimane dell’associazione, eseguire un monitoraggio settimanale dell’esame emocromocitometrico
  • Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento.
  • Pentossifillina: aumento del rischio di sanguinamento. Controlli clinici più frequenti e monitoraggio del tempo di sanguinamento.

Avvertenze

L’uso dei FANS può compromettere la fertilità e non è consigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza così come l’uso di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi.

La somministrazione dei FANS dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte ad indagini sulla fertilità.

Come per tutti gli antiinfiammatori non steroidei, l’uso del ketoprofene in pazienti con asma bronchiale o con diatesi allergica può far insorgere una crisi asmatica.

In pazienti con funzionalità renale compromessa la somministrazione di ketoprofene deve essere effettuata con particolare cautela in considerazione dell’eliminazione essenzialmente renale del farmaco.

Se il soggetto ha problemi cardiaci, o precedenti di ictus o pensa di potere essere a rischio per queste condizioni (per esempio PA alta, diabete o colesterolo elevato o fumo) deve discutere la sua terapia con il suo dottore o farmacista.

In caso di disturbi della vista, come visione offuscata, è necessario interrompere il trattamento.

Gravidanza

I dati degli studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell’1%, a circa l’1,5 %. Si ritiene che il rischio aumenti in base al dosaggio e alla durata della terapia.

In studi sugli animali, si è osservato che la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale.

Inoltre, si è osservato un aumento dell’incidenza di diverse malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, negli animali a cui sono stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, il ketoprofene non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se il ketoprofene è usato da una donna che desidera una gravidanza, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:

  • Tossicità cardiopolmonare: con chiusura prematura del dotto arterioso ed ipertensione polmonare.
  • Disfunzione renale: può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios.

la madre ed il neonato, alla fine della gravidanza, a:

  • Possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse.
  • Inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
  • Il ketoprofenenon è raccomandato durante l’allattamento.

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