Halcion: indicazioni, uso e controindicazioni del Triazolam

Halcion: tutto quel che devi sapere sul Triazolam

L’Halcion (principio attivo: Triazolam) è una benzodiazepina ad azione ipnotica utilizzata nel trattamento a breve termine dell’insonnia.

Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando l’insonnia è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.

Controindicazioni:

L’Halcion è controindicato in pazienti con ipersensibilità alle benzodiazepine, al triazolam, o ad uno qualsiasi degli eccipienti di Halcion.

E’ controindicato anche in pazienti con miastenia grave, insufficienza respiratoria grave, sindrome da apnea notturna ed insufficienza epatica grave.

La somministrazione concomitante di triazolam con ketoconazolo, itraconazolo, nefazodone, efavirenz ed inibitori delle proteasi dell’HIV è controindicata.

Precauzioni:

Deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata in trattamento con triazolam.

Nei pazienti con funzionalità respiratoria compromessa.

Le benzodiazepine producono un effetto additivo se vengono somministrate in maniera concomitante ad alcool o altre sostanze deprimenti il SNC.

Le benzodiazepine devono essere usate con estrema cautela in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool.

Tolleranza:

Una certa perdita dell’efficacia agli effetti ipnotici delle benzodiazepine può svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane.

Dipendenza:

L’uso di benzodiazepine può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci.

Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool.

Triazolam deve essere usato principalmente per il trattamento occasionale a breve termine dell’insonnia, solitamente fino a 7-10 giorni, fino ad un massimo di 4 settimane.

L’uso per periodi superiori alle due settimane richiede una completa rivalutazione del paziente.

 

 

Sintomi da sospensione:

 

Una volta che la dipendenza si è sviluppata, l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnato da sintomi da sospensione.

Questi possono consistere in: cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione ed irritabilità.

In casi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: de realizzazione, depersonalizzazione, ipersensibilità, intolleranza ai suoni, intorpidimento e formicolio delle estremità, allucinazioni o crisi epilettiche.

Insonnia da rimbalzo:

L’insonnia da rimbalzo è una sindrome transitoria in cui l’indicazione per il trattamento (insonnia), che ha condotto al trattamento con benzodiazepine ricorre con maggiore gravità all’interruzione del trattamento rispetto alla fase iniziale.

Può essere accompagnata da altre reazioni, comprese alterazione dell’umore, ansia, disturbi del sonno ed irrequietezza.

Poiché il rischio di fenomeni da astinenza o da rimbalzo è maggiore dopo sospensione brusca del trattamento, si raccomanda di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio.

Sebbene le benzodiazepine non siano depressogene, possono essere associate a depressione mentale che può essere o meno associata a idee di suicidio o a veri tentativi di suicidio. Ciò accade in modo raro e non prevedibile.

Pertanto il triazolam deve essere usato con cautela e la quantità della prescrizione deve essere limitata nei pazienti con segni e sintomi di disturbi depressivi o tendenze suicide.

Durata del trattamento:

La durata del trattamento deve essere la più breve possibile, ma non deve superare le quattro settimane, compreso un periodo di sospensione graduale.

L’estensione della terapia oltre questi periodi non deve avvenire senza rivalutazione della situazione clinica.

Può essere utile informare il paziente quando il trattamento è iniziato che esso sarà di durata limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente.

Inoltre è importante che il paziente sia informato della possibilità di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomi se dovessero accadere alla sospensione del medicinale.

Amnesia: 

Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Ciò accade più spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco e, quindi, per ridurre il rischio i pazienti si devono accertare di poter avere un sonno ininterrotto per 7 -8 ore.

Si deve procedere con cautela nei pazienti anziani e debilitati.

Triazolam non è raccomandato nei bambini e adolescenti con un’età inferiore a 18 anni poiché non vi sono sufficienti dati sulla sicurezza e l’efficacia.

Interazioni:

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica.

Interazioni farmacocinetiche possono verificarsi quando triazolam viene somministrato con medicinali che interferiscono con il suo metabolismo.

I composti che inibiscono certi enzimi epatici possono aumentare la concentrazione di triazolam e rafforzarne l’attività.

Dati derivanti da studi clinici con triazolam, studi in vitro con triazolam e studi clinici con farmaci metabolizzati in modo simile al triazolam, hanno fornito prova di livelli di interazione variabile e possibili interazioni con triazolam in un gran numero di farmaci.

Sulla base del livello di interazione e del tipo di dato disponibile, occorre seguire le seguenti raccomandazioni:

  • La somministrazione concomitante di triazolamcon ketoconazolo, itraconazolo e nefazodone è controindicata;
  • Le interazioni che coinvolgono gli inibitori della proteasi dell’HIV (es. ritonavir) e triazolamsono complesse e tempo-dipendenti. Bassi dosaggi di ritonavir somministrati per brevi periodi causano un indebolimento consistente della clearance del triazolam (meno del 4% dei valori di controllo), un prolungamento dell’emivita di eliminazione ed un potenziamento degli effetti clinici. La somministrazione concomitante di triazolam e di inibitori della proteasi dell’HIV è controindicata.
  • La somministrazione concomitante di triazolamcon altri antimicotici azolici non è raccomandato.
  • Si raccomanda di usare cautela e di considerare una riduzione della dose quando triazolamviene somministrato contemporaneamente ad antibiotici macrolidi, quali eritromicina, claritromicina e
  • Si raccomanda cautela quando triazolamviene somministrato contemporaneamente ad: isoniazide, sertralina, paroxetina, diltiazem e
  • Rifampicina ecarbamazepina causano l’induzione del CYP3A4, pertanto gli effetti del triazolam possono diminuire significativamente durante la terapia con rifampicina o carbamazepina. I pazienti devono passare a farmaci ipnotici alternativi che vengono prevalentemente eliminati come glucuronidi.
  • Efavirenzinibisce il metabolismo ossidativo del triazolam e può causare effetti fatali come una sedazione prolungata e una depressione respiratoria. Per precauzione, il trattamento concomitante è controindicato.
  • Aprepitant: un potenziamento degli effetti clinici può verificarsi in caso di uso concomitante con triazolamdovuto all’inibizione dell’enzima CYP34A. Tale interazione può richiedere una riduzione della dose di

Avvertenze:

  • Gravidanza ed allattamento: chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale. I dati relativi alla teratogenicità ed agli effetti sullo sviluppo e comportamento post natale a seguito del trattamento con benzodiazepine, sono inconsistenti. Da alcuni primi studi con altre benzodiazepine è risultato che una esposizione in utero può essere associata a malformazioni. Studi successivi con benzodiazepine non hanno fornito prove evidenti di malformazioni. I bambini esposti alle benzodiazepine durante l’ultimo trimestre di gravidanza o durante il travaglio hanno presentato sia la sindrome del bambino flaccido che i sintomi da astinenza neonatale. Se triazolam viene usato durante la gravidanza o la paziente rimane incinta mentre assume triazolam, occorre informare i pazienti del potenziale pericolo per il feto. Il triazolamnon deve essere usato dalle madri che allattano al seno.
  • Effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari: il triazolampuò influenzare notevolmente la capacità di guidare o utilizzare macchinari. I pazienti devono essere avvisati di non guidare o utilizzare macchinari durante il trattamento fino a che sia stata esclusa la presenza di sonnolenza diurna o capogiri. Se la durata del sonno è stata insufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può essere aumentata.

Posologia:

Il trattamento deve essere il più breve possibile. La durata del trattamento, generalmente varia da pochi giorni a due settimane fino ad un massimo di quattro settimane, compreso un periodo di sospensione graduale.

In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in caso affermativo non deve avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Il trattamento deve essere iniziato con la dose consigliata più bassa.

La dose massima non deve essere superata.

Sovradosaggio:

I sintomi da sovradosaggio con triazolam sono amplificazioni della sua azione farmacologica e includono sonnolenza, disturbi del linguaggio, disturbi della coordinazione motoria, coma e depressione respiratoria.

Le conseguenze gravi sono rare a meno che non siano stati ingeriti in concomitanza altri farmaci e/o etanolo.

Il trattamento del sovradosaggio consiste principalmente nel supportare le funzioni respiratoria e cardiovascolare.

A seguito di una dose eccessiva di benzodiazepine per uso orale, deve essere indotto il vomito (entro un’ora) se il paziente è cosciente o intrapreso il lavaggio gastrico con protezione delle vie respiratorie se il paziente è privo di conoscenza.

Se non si osserva un miglioramento con lo svuotamento dello stomaco, deve essere somministrato carbone attivo per ridurre l’assorbimento.

Il sovradosaggio di benziodiazepine si manifesta solitamente con vario grado di depressione del sistema nervoso centrale che varia dall’obnubilamento al coma.

Nei casi lievi, i sintomi includono obnubilamento, confusione mentale e letargia.

Nei casi più gravi , i sintomi possono includere atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente come e molto raramente morte.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Halcion avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Scadenze e conservazione:

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

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