fidato ceftriaxone
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Fidato: cos’è? a cosa serve? quali indicazioni e quali effetti collaterali? Si può usare in gravidanza? Tutto sul ceftriaxone.

Fidato è un farmaco antibiotico betalattamico ad uso sistemico.

Indicazioni.

Fidato è di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram-negativi “difficili” o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni antibiotici.

In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o immunodepressi e nella profilassi delle infezioni chirurgiche.

Effetti collaterali.

Come tutti i farmaci, Fidato può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Inoltre gli effetti indesiderati sono generalmente lievi e di breve durata.

Effetti indesiderati sistemici.
  • Disturbi gastrointestinali (circa il 2% dei casi);
  • Alterazioni ematologiche (circa 2%)
  • Reazioni cutanee (circa 1%);
Altri effetti indesiderati rari.
  • cefalea, vertigini e capogiri;
  • precipitazione sintomatica di sale di calcioceftriaxone nella cistifellea, aumento degli enzimi epatici;
  • glicosuria, ematuria, oliguria;
  • aumento della creatinina sierica;
  • micosi genitale;

La comparsa di shock anafilattico è estremamente rara e richiede immediate contromisure quali la somministrazione endovena di adrenalina seguita da un glucocorticoide.

Ceftriaxone non deve essere miscelato o somministrato in concomitanza con soluzioni o prodotti contenenti calcio, neanche attraverso le linee di infusione diverse.

Effetti indesiderati locali

In rari casi dopo la somministrazione e.v. si sono verificate reazioni flebitiche. Queste possono essere ridotte al minimo praticando un’iniezione lenta (2-4 minuti).

L’iniezione intramuscolare senza soluzione di lidocaina è dolorosa.

In soggetti predisposti possono quindi manifestarsi reazioni di ipersensibilità.

Gravidanza e allattamento.

La sua sicurezza durante la gravidanza umana non è stata stabilita.

Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna prova di embriotossicità, fototossicità o teratogenicità, né effetti negativi sulla fertilità maschile o femminile, sul parto o sullo sviluppo perinatale e postnatale.

Per quanto riguarda l’allattamento invece si deve procedere con cautela in quanto ceftriaxone viene escreto nel latte materno, per quanto con livello bassissimi (fonte: my-personaltrainer.it).

Pertanto nelle donne in stato di gravidanza, durante l’allattamento e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo medico.

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