bronchite
Bronchiolitis - Inflammation of the bronchioles
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Bronchite: cos’è? Come viene effettuata la diagnosi? Trattamento e farmaci per la cura.

La bronchite è un’infiammazione acuta o cronica dei Bronchi, i cui sintomi della bronchite durano giorni o qualche settimana.

Quando si parla di “bronchite”, ci si riferisce di solito alla bronchite acuta.

Come riporta msdmanuals.com, In caso di sintomi persistenti più di 90 giorni, si passa alla definizione di cronicità.

Quando la bronchite cronica insorge insieme a una riduzione della velocità del flusso aereo dai polmoni quando il soggetto espira (flusso d’aria espiratorio), questa viene considerata una caratteristica peculiare della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Anche l’esposizione a irritanti, come fumo, smog, particelle di polvere e vapori (di irritanti come acidi forti, ammoniaca, alcuni solventi organici, cloro, solfuro di idrogeno, biossido di zolfo e bromo) può infiammare la trachea e i bronchi, causando sintomi simili a quelli della bronchite acuta.

La bronchite acuta è generalmente causata da infezioni dovute a:

  • Virus (più comunemente);
  • Batteri.

Nella bronchite alcune aree della parete bronchiale diventano infiammate ed edematose e aumenta la produzione di muco. Di conseguenza, la via per il passaggio dell’aria è ridotta.

Cos’è la bronchite?

La bronchite si manifesta più frequentemente durante l’inverno.

La bronchite virale può essere causata da numerosi virus comuni, tra cui il virus dell’influenza. Anche dopo la risoluzione dell’infezione virale, l’irritazione può continuare a provocare i sintomi per settimane.

Talvolta la bronchite di origine batterica si presenta in seguito a un’infezione delle vie aeree superiori di origine virale. L’infezione da Mycoplasma pneumoniaeChlamydia pneumoniae e Bordetella pertussis (che causa la pertosse) sono tra i batteri che causano la bronchite acuta. Le cause batteriche della bronchite acuta sono più probabili quando ne sono interessate molte persone (un’epidemia).

Se i soggetti con pneumopatie croniche come BPCO, bronchiectasie o fibrosi cistica sviluppano un’infiammazione di trachea e bronchi, l’infiammazione viene considerata una riacutizzazione (esacerbazione) della patologia di base piuttosto che una bronchite acuta.

La bronchite infettiva esordisce, in genere, con i sintomi di un comune raffreddore: gocciolamento nasale, mal di gola, affaticamento e brividi. Possono manifestarsi mal di schiena e dolori muscolari con febbre lieve (37,5° – 38°), in particolare se l’infezione è dovuta a influenza.

La comparsa di tosse (inizialmente secca) segnala l’inizio di una bronchite acuta.

Successivamente è possibile osservare la produzione di muco.

Il muco spesso varia da bianco a verde o giallo. Il cambiamento di colore non è indicativo della presenza di infezione batterica. Significa soltanto che le cellule associate all’infiammazione si sono spostate nelle vie aeree e conferiscono colore all’espettorato.

In presenza di bronchite grave, la febbre può aumentare lievemente (da 38° a 39° C) e durare per 3-5 giorni

Temperature più elevate sono insolite, salvo laddove la bronchite sia causata da uno stato influenzale.

La tosse è l’ultimo sintomo a scomparire e spesso occorrono 2-3 settimane, o anche un periodo più lungo, prima che si risolva completamente. I virus possono danneggiare le cellule epiteliali che rivestono i bronchi e l’organismo richiede tempo per riparare tali lesioni.

L’iperreattività bronchiale, un restringimento temporaneo delle vie aeree con alterazione o limitazione della quota di aria immessa ed emessa nei polmoni, è frequente nella bronchite acuta. L’ostruzione del flusso aereo può essere scatenata da esposizioni comuni, come inalazione di lievi irritanti (per esempio, profumi, odori forti o gas di scarichi) o aria fredda. Se l’alterazione è grave, il soggetto può avere difficoltà a respirare. I sibili, soprattutto dopo un attacco di tosse, sono frequenti.

Complicanze gravi, come l’insufficienza respiratoria acuta o la polmonite, insorgono di solito in persone anziane o con alterazioni a carico del sistema immunitario.

Diagnosi.

La diagnosi di bronchite si basa generalmente sulla sintomatologia del paziente. Le febbri alte o prolungate o sia alte che prolungate possono indicare la presenza di polmonite. È possibile percepire un sibilo durante l’esame obiettivo.

La radiografia toracica serve, in alcuni casi, per escludere la polmonite, ad esempio quando si percepisce la presenza di crepitii o congestione polmonare, oppure se il paziente lamenta respiro affannoso.

È possibile utilizzare un campione prelevato dalla gola o dal naso per rilevare i virus dell’influenza o la Bordetella pertussis, se sembrano probabili infezioni dovute a questi organismi.

L’espettorato viene in genere analizzato solo se il medico riscontra evidenze alla radiografia toracica o all’esame obiettivo.

Se la tosse persiste per più di due settimane, è possibile eseguire una radiografia del torace per escludere una patologia polmonare di base, come una neoplasia maligna del polmone.

Trattamento.

Gli adulti possono assumere aspirina, paracetamolo o ibuprofene per ridurre la febbre e i sintomi generali della malattia; ai bambini non si deve somministrare l’aspirina, ma solo paracetamolo o ibuprofene, in quanto i bambini che assumono aspirina sono a maggior rischio di sindrome di Reye.

In presenza di bronchite acuta, soprattutto se associata a febbre, si raccomanda un’elevata idratazione.

Gli antibiotici non vengono utilizzati, eccetto per i soggetti la cui infezione è causata da batteri.

Gli antibiotici non sono efficaci nelle bronchiti virali. Il trattamento con un farmaco antivirale per l’influenza come oseltamivir o zanamivir può aiutare ad accelerare la guarigione dell’influenza (indipendentemente dal fatto che abbia causato o meno bronchite acuta) se somministrato entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi.

Nei bambini, sintomi molto lievi di ostruzione delle vie aeree possono essere alleviati da umidificatori a vapore freddo o vaporizzatori. Nei bambini con forme più gravi e negli adulti con respiro sibilante, possono trovare impiego i broncodilatatori, che aprono i bronchi, per deostruire le vie aeree e ridurre il sibilo.

I farmaci per la tosse servono in presenza di tosse secca, fastidiosa, in particolare quando interferisce con il sonno. Tuttavia, il grado di efficacia di questi farmaci non è chiaro. Inoltre, di solito non deve essere sedata la tosse che produce grandi quantità di espettorato. Gli espettoranti sono utili per fluidificare le secrezioni, facilitandone così l’espulsione, ma non è chiaro se tale misura rechi beneficio.

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