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lunedì, Novembre 29, 2021
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Artemisia: proprietà terapeutiche ed effetti dell’erba medicale.

Artemisia: effetti terapeutici e curativi. Perché si utilizza e perché fa così bene all’Uomo?

Oggi parleremo degli effetti curativi naturali dell’Artemisia. Il nome scientifico per indicare questa pianta è “Artemisia vulgaris L.. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae (ovvero Compotitae) ed è diffusa in tutto il mondo. Originariamente proveniva dall’Asia e dal Nord America, poi si è diffusa in tutta Europa. Poco presente nel Sud del mondo.

Viene chiamata anche volgarmente “Erba del brigante” o “Assenzio selvatico“. Anche per questo motivo spesso viene confusa con l’Assenzio (Artemisia absinthium L.), della stessa famiglia, ma con caratteristiche differenti.

Cosa si utilizza della pianta e per quale motivo.

Solitamente vengono utilizzate le punte dei ramoscelli secchi per produrre:

Perché l’Artemisia è così ricercata in Erboristeria: digestione e dolori mestruali.

La pianta è considerata utile a promuovere la digestione ed è impiegata anche come antispasmodico per i dolori mestruali.

Al momento, tuttavia, non vi sono evidenze scientifiche tali da giustificare questa tipologia d’uso. Nella Medicina di origine popolare l’Artemisia ha prioprietà:

  • diuretiche;
  • amaro-toniche;
  • emmenagoghe;
  • antispasmodiche;
  • ansiolitiche;
  • anticonvulsionanti;
  • inducenti il sonno;
  • sudorifere;
  • febbrifughe;
  • colagoghe;
  • sedative;
  • antielmintiche;
  • anoressizzanti;
  • digestive;
  • ed altro.

Su questo, va precisato, non vi sono evidenze scientifiche a comprova.

L’attività biologica dell’Artemisia.

Come dicevamo l’Artemisia è utilizzata per il suo olio essenziale e per l’estratto acquoso ottenuto dopo particolari procedure estrattive. In realtà, però, a suscitare il maggior interesse di chi l’assume sono le sue proprietà digestive e antispastiche. Anche in questo caso, però, mancano evidenze scientifiche a sostegno della tesi popolare.

Omeopatia.

L’Artemisia è di facile reperimento in preparati omeopatici sotto forma di granuli. In base alla diluizione omeopatica consigliata viene assunta in dosi differenziate.

L’assunzione di Artemisia.

Non è possibile assumere Artemia in maniera massiccia perché potrebbe portare a disturbi anche molto importanti per la salute dell’Uomo. Per cui la sua assunzione va limitata all’effettivo bisogno. Si assume quasi sempre per via orale e naturale (fatta eccezione per gli olii), può essere acquistata negli esercivi di vendita di prodotti omeopatici o in Erboristeria. Seguire sempre attentamente i consigli delle case produttrici dei vari estratti, olii e estratti acquosi.

Avvertenze.

E’ chiaro che in assenza di rilievi scientifici non è garantita l’efficacia terapeutica dell’Artemisia e, come dicevamo poco fa, la sua assunzione può causare anche effetti indesiderati. Pertanto si consiglia sempre un consulto medico.

Interazioni Farmacologiche.

L’utilizzo di Artemisia è sconsigliata per chi assume:

  • Terapie ormonali;
  • Farmaci neurostimolanti.

Effetti Indesiderati dell’Artemisia ed Avvertenze.

Anche se non vi è una vera e propria letteratura scientifica legata all’assunzione della pianta per fini curativi e benefici, sono stati registrati e segnalati effetti collaterali anche importanti dopo la sua sporadica o reiterata assunzione:

  • reazioni allergiche;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea;
  • crampi all’addome.

Tuttavia, se rispettate le indicazioni dei produttori, l’assunzione corretta di Artemisia è ben tollerata dall’organismo umano.

Attenti alle controindicazioni.

Anche se non è un farmaco approvato dalla scienza e non vi è letteratura in merito alla sua assunzione, i Medici sconsigliano di assumerla:

  • durante la gravidanza (provocherebbe aborto);
  • in presenza di gastrite (acuta o cronica);
  • in presenza di ulcera peptica;
  • se soggetti a disturbi epilettici;
  • in soggetti che hanno già mostrato ipersensibilità alla pianta.

Utile alla preparazione di amari.

L’industria di liquori la utilizza prevalentemente per la preparazione di amari.

Redazione AssoCareNews.it
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