Le Badanti ospedaliere percepiscono in nero fino a 4500 euro netti al mese.

Emilia Romagna: il regno delle Badanti ospedaliere in nero a 150 euro per notte.
Emilia Romagna: il regno delle Badanti ospedaliere in nero a 150 euro per notte.

Sono regolarmente autorizzate dalle ASL e guadagnano fino a 150 euro a notte

Ogni giorno assistiamo dentro agli ospedali ad una mancanza di sfiducia da parte dei cittadini. Ogni utente infatti che ha un parente ricoverato ci tiene a far sì che il proprio caro non rimanga da solo durante la degenza. Sarà forse mancanza di conoscenze oppure avranno udito troppi media scagliarsi contro la malasanità, sta di fatto che ad oggi gli ospedali sono sempre più pieni di assistenti non sanitarie e non qualificate. Persone che quotidianamente somministrano pasti e igienizzano i pazienti senza alcun tipo di formazione, ma soprattutto senza supervisione.

Gli operatori sanitari più acuti, in special modo gli Infermieri e gli OSS, cercano di far capire a queste persone che il loro ruolo è quello di fare compagnia e allietare con la propria presenza la degenza, altri operatori forse per furbizia o forse per negligenza lasciano che queste assistenti compiano cure igieniche o altre azioni che richiederebbero – all’interno di un contesto sanitario – una cura più attenta da parte dei professionisti.

Non finisce qui. Nell’Area Vasta Romagna, per esempio, è possibile usufruire di un elenco di persone dette “assistenti non sanitarie” che possono essere contattate per svolgere funzione di compagnia per gli utenti. Questo elenco viene modificato nel caso vengano fatte segnalazioni ed è la direzione stessa ad averlo emesso.

Passiamo a cosa accade nel quotidiano. Ogni persona presente di notte in ospedale è registrata dagli infermieri di turno, come se gli stessi infermieri fosse anche addetti dell’ambito amministrativo: incaricati a richiedere l’identità a chiunque si fermi durante le ore notturne. Inoltre avviene qualcosa di spiacevole ovvero che spesso le persone che fanno compagnia agli ammalati non solo non sono qualificate, ma magari lavorano in nero. Non vi è infatti alcun controllo della corretta fatturazione.

In alcuni ospedali dell’Area Metropolitana di Bologna – per esempio –  si erano create cerchie ristrette di “badanti” all’interno delle unità di degenza che non facevano avvicinare nessun altra assistente, perché in essere da molti anni un tacito accordo non scritto di “vivi e lascia vivere”.

Ora le Ausl sappiamo che si stanno muovendo per legalizzare e sorvegliare meglio la presenza di queste assistenti, il cui prezzo per il servizio notturno si aggira dai 90 ai 150 euro. In un mese possono raggiungere anche dai 3.000 ai 4.500 euro netti (più di un medico!), contro gli stipendi medi di 1.500 euro di un Infermiere e i 1.300 euro di un Operatore Socio Sanitario

Non sarebbe meglio chiedersi se invece di cambiare i nomi sugli elenchi o le norme di ingresso in reparto, fosse meglio una campagna informativa per infondere più fiducia nel cittadini nel sistema sanitario italiano? Oppure aumentare il personale durante le ore notturne per meglio andare incontro alle esigenze di ogni persona ricoverata?

Chi controlla però che siano:

  1. in regola con l’assunzione;
  2. dotate di apposite assicurazioni per danni contro terzi;
  3. dotate di apposita formazione nel campo dell’assistenza ad anziani o a inabili fragili.

Inoltre, rispetto alle responsabilità, chi è responsabile di eventuali danni provocati da queste persone a terzi, a se stesse e alle cose:

  1. i Medici in turno?
  2. il  Dirigente Medico?
  3. il Dirigente delle Professioni Sanitarie?
  4. il Coordinatore Infermieristico?
  5. gli Infermieri in turno?
  6. gli OSS in turno?
  7. le “Badanti”?
  8. la famiglia che le ha assunte?

Chi ne sa di più può scriverci a redazione@assocarenews.it.

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