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sabato, Luglio 31, 2021
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Cistite Emorragica: ecco cause, sintomi e trattamento.

La Cistite Emorragica è l’insorgenza improvvisa di ematuria combinata con dolore alla vescica e sintomi della vescica irritata.

Parliamo di Cistite Emorragica quando ci troviamo di fronte ad una insorgenza acuta di ematuria combinata a dolore vescicale e a sintomi tipici della vescica irritata. Essa compromette i capillari della sottomucosa vescicale.

L’ematuria (lieve, moderata, imponente) non è altro che la presenza di sangue nelle urine. La quantità di sangue può variare da una quantità minima che si verifica occasionalmente a un sangue rosso vivo franco che si verifica continuamente. Esistono diverse cause di ematuria.

Chi è a rischio di sviluppare cistite emorragica?

I Pazienti Oncologici, come risaputo, sono più a rischio di sviluppare la Cistite Emorragica. Tuttavia possono esserci altri motivi per cui occorre che il Medico indaghi.

Rischi correlati a Farmaci e Terapie.

I rischi riguardano essenzialmente i Pazienti che assumono terapie specifiche o si trovano in condizioni patologiche particolari:

  • Chemioterapici Cyclophasphamide e Ifosfamide;
  • Cancro alla vescica;
  • Radioterapia pelvica;
  • Radioterapia somministrata con la chemioterapia;
  • Aids;
  • varie sostanze chimiche (ad esempio, coloranti, insetticidi e droghe ricreative);
  • Antibiotici;
  • Virus (ad esempio, papovarius e adenovirus);
  • Infezioni persistenti del tratto urinario;
  • Trombocitopenia (bassa conta piastrinica);
  • Trapianto di midollo osseo (a causa di dosaggi più elevati di chemioterapia);
  • altri agenti chemioterapici, sebbene non siano solitamente associati a tossicità vescicale, potrebbero mettere a rischio un paziente.

La Cistite Emorragica può essere causa di emorragie e di urosepsi (infezione molto grave). In ogni modo i Pazienti oggi possono essere trattati dal Medico e dall’Infermiere in maniera celere e scientificamente provata. Nella maggior parte dei casi si arriva in breve tempo al successo terapeutico.

Quali sono le cause della cistite emorragica.

Le cause della Cistite Emorragica possono essere molteplici e avere eziologie differenti.

Conosciamo tre tipi di Cistiti Emorragiche:

  • infettiva;
  • non infettiva;
  • traumatica.

La Cistite Emorragica Infettiva, ad esempio, è prevalentemente provocata da:

  • Batteri, tra i patogeni più probabili troviamo l’Escherichia coli, il Proteus, la Klebsiella, l’Enterobacter, lo Pseudomonas e la Serratia (frequente)
  • Virus, tra gli agenti infettanti si annoverano l’Adenovirus, il Polyomavirus, l’Herpes simplex di tipo 2 (meno frequente);
  • Miceti (molto raro).

La Cistite Emorragica non infettiva deve essere tenuta in considerazione come quella infettiva. Essa è causata quasi sempre nell’utilizzo di farmaci chemioterapici (ciclofosfamide e ifosfamide) o radioterapici.

Queste sostanze sono in grado di provocare gravi ulcerazioni della mucosa vescicale con conseguente emorragia (lieve, moderata, grave).

La Cistite Emorragica Traumatica, a differenza delle prime due, è provocato da agenti eziologici esterni. E’ tipica, per fare un esempio, nelle complicanze correlate all’inserimento di un Catetere Vescicale.

Altri agenti eziologici.

Altri agenti eziologici della Cistite Emorragica possono essere:

  • tumori alla vescica;
  • infezioni perenni del tratto urinario;
  • uso prolungato di antibiotici;
  • trombocitopenia;
  • trapianto di midollo osseo (in soggetti immunodepressi e a rischio infezioni);
  • AIDS e patologie del sistema immunitario.

Cistite Emorragica nei bambini.

Si registra spesso Cistite Emorragica Acuta nei bambini: quasi sempre essa è provocata da infezioni da Adenovirus.

Segni e sintomi della cistite emorragica.

Abbiamo già abbinato la Cistite Emorragica all’Ematuria, ovvero alla presenza più o meno evidente di sangue nelle urine.

Analizzando la quantità di sangue presente nel flusso urinario è possibile stabilire la gravità della patologia.

Gli esperti parlano di 4 gradi di stadiazione:

  • 1° grado o microematuria, in questo caso il sangue non è immediatamente visibile e viene rilevato solo tramite analisi specifiche delle urine;
  • 2° grado, la presenza di sangue nelle urine è visibile attraverso tracce ematiche;
  • 3° grado: sono concomitanti tracce ematiche e coaguli di sangue;
  • 4° grado: la presenza di coaguli ematici è imponente tanto da inficiare il normale flusso delle urine.

Cistite Emorragica e dolore/bruciore.

Ci sono poi altri sintomi specifici che compaiono quasi contemporaneamente all’ematuria.

Tra gli altri ricordiamo:

  • dolore al basso ventre;
  • senso di pesantezza;
  • dolore o bruciore durante la minzione (Disuria);
  • incontinenza urinaria;
  • stranguria;
  • tenesmo;
  • ritenzione urinaria;
  • nicturia;
  • brividi;
  • mal di schiena;
  • febbre altalenante nelle ore serali;
  • spossatezza correlata all’anemia;
  • nausea;
  • irrequitezza;
  • altri.

In alcuni casi la Cistite Emorragica può essere silente e non dare origine ad alcun sintomo.

Urine e minzione: definizione, classificazione e alterazioni.

La diagnosi di Cistite Emorragica.

Il Medico, con l’aiuto dell’Infermiere, dovrà attentamente valutare la presenza di una Cistite Emorragica, per quanto detto finora.

Le indagini diagnostiche ematiche possono essere utili per accertare la presenza di infezioni o di anemia.

Pertanto l’esame delle urine permette al medico di capire se vi è la presenza di:

  • microematuria;
  • infezione batterica;
  • sedimenti;
  • cellule di natura cancerosa;
  • pus (piuria).

Può essere utile per la Diagnosi, al fine di scongiurare la presenza di tumori, anche:

  • la cistoscopia, che può indurre anche ad un eventuale prelievo bioptico;
  • l’ecografia (soprattutto nei casi di Cistite Emorragica grave);
  • la risonanza magnetica;
  • la TAC.

Il trattamento.

Il trattamento della cistite emorragica di solito varia e non esiste un protocollo stabilito per il trattamento della cistite emorragica. Spesso può risolversi da sola.

E’ utile ad esempio:

  • interrompere il trattamento che causa problemi alla vescica;
  • utilizzare Analgesici antidolorifici (prescritti dal Medico);
  • utilizzare Antibiotici se preoccupati per un’infezione sottostante o come misura preventiva (prescritti dal Medico);
  • trasfusione di sangue se l’anemia è dovuta a sanguinamento;
  • instillazione di farmaci nella vescica per fermare l’emorragia;
  • prevedere sedute in Camera Iperbarica.

E’ possibile, inoltre, provare con:

  • irrigazione continua della vescica con soluzione fisiologica normale;
  • assunzione aggressiva di liquidi per bocca o per infusione endovenosa (IV) (per eliminare i metaboliti dalla vescica);
  • slcalinizzazione delle urine da parte dei diuretici (Foley o il paziente svuota frequentemente);
  • somministrare Diuretici EV per pazienti con bassa produzione di urina;
  • uso di Mesna (un composto che protegge il rivestimento della vescica legandosi al metabolita acroleina nella vescica per formare un prodotto inattivo che viene prontamente escreto dalla vescica); l’utilizzo di questo non compromette l’attività antitumorale della chemioterapia.

Complicanze correlate alla patologie.

Se ben trattata la Cistite Emorragica non porta a particolari complicanze. Se, al contrario, il trattamento non avviene in maniera precoce si possono verificare infezioni renali (ad esempio Pielonefrite).

Quando contattare il Medico o l’Infermiere.

Vi consigliamo di allertare il Medico o per lui l’Infermiere quando si presentano:

  • febbre superiore o uguale a 38 ° C;
  • brividi (potrebbero nascondere possibile infezione);
  • sangue nelle urine;
  • sintomi di irritazione della vescica: sangue nelle urine, frequenza, difficoltà o bruciore durante la minzione, dolore.

Pielonefrite Acuta e Cronica. Infezione renale improvvisa (e non) che può sottendere una problematica renale.

Sono soggetti a maggiori complicanze:

  • Pazienti Pediatrici;
  • Pazienti Geriatrici;
  • Pazienti Immunocompromessi.

Prevenire è sempre meglio che curare.

Prevenire è sempre meglio che poi intervenire con le cure. Alle cure Mediche e alle precauzioni nei soggetti a rischio possono essere associati corretti stili di vita.

Ed esempio può essere importante:

  • una corretta idratazione (bere molta acqua);
  • una dieta ricca di frutta e verdura (non assumere assolutamente melone, arance, limoni, ananas, pompelmi e agrumi in genere);
  • l’utilizzo di integratori naturali a base di mirtillo e uva ursina;
  • l’assunzione di vitamina A;
  • l’assunzione di fermenti lattici;
  • evitare l’assunzione di sostanze stimolanti le vie urinarie;
  • evitale l’assunzione di cibi non adatti e anch’essi irritanti (aceto, senape, paprica, peperoncino, pepe, chiodi di garofano, senape, maionese, insaccati, sottaceti, alimenti contenenti conservanti chimici).

Bibliografia e Sitografia.

Redazione AssoCareNews.it
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