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Sale, interviene l’OMS per un consumo corretto per la salute

Sale, interviene l’OMS per un consumo corretto per la salute

Sale: l’OMS detta le regole

Gli italiani amano la buona cucina ma ahimè la buona cucina è parecchio saporita. Che assumere troppo sale con la dieta quotidiana faccia male si sapeva già da tempo ma adesso è intervenuta direttamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità a decretare i limiti esatti di questo “troppo”.

L’analisi aggregata dei risultati di quattro grandi studi, il PURE, l’EPIDREAM, l’ONTARGET e il TRANSCEND, ha dimostrato un’associazione lineare significativa tra l’escrezione urinaria di sodio delle 24 ore e l’aumento della pressione sistolica e diastolica. Tuttavia, l’associazione tra escrezione di sodio ed eventi cardiovascolari rimane controversa.

La riduzione dell’apporto di sodio è raccomandata nelle linee guida della European Society of Hypertension, dall’American Heart Association e dalla società giapponese di Ipertensione. Sebbene il livello ottimale di assunzione sia ancora molto discusso, un programma di riduzione dell’intake di sale può essere utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle comunità in cui la popolazione ne consuma elevate quantità.

Il Regno Unito ha avviato un programma nazionale per la limitazione del consumo di sale a partire dagli anni 2003/2004, che ha avuto successo e ha portato a un 15% di riduzione nella popolazione (da 9,5 g al giorno nel 2003 a 8,1 g al giorno nel 2011). La Health Survey per l’Inghilterra ha mostrato riduzioni del 42% nei tassi di mortalità per ictus e del 40% per cardiopatia ischemica, insieme alla diminuzione della pressione sistolica e diastolica di 3,0 e 1,4 mm Hg, rispettivamente.

Il Giappone è un paese in cui le persone consumano una grande quantità di sale. La National Health e Nutrition Survey ha mostrato che in media l’assunzione di sale alimentare nel periodo dal 2007 al 2017 è stata di 9,9 g al giorno. Lo studio ESPRIT, uno studio prospettico osservazionale, ha dimostrato che in Giappone l’elevata escrezione urinaria di sodio (≥4,0 g / giorno) è associata all’incremento del numero delle ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari tra cui insufficienza cardiaca, sindrome coronarica acuta, eventi cerebrovascolari e decessi per cause cardiache.

Per quanto riguarda la popolazione italiana, il consumo medio giornaliero di sale è risultato superiore a 10 g negli uomini adulti e 8 g nelle donne adulte; anche nel campione di soggetti di età compresa tra 6 e 18 anni vengono superati i livelli massimi raccomandati dall’OMS (7,4 g di sale al giorno tra i ragazzi e 6,7 g tra le ragazze). Tra gli adulti il 95% degli uomini e l’85% delle donne consumano più di 5 grammi di sale al giorno; tra gli ipertesi superano i 5 grammi al giorno oltre il 90% degli uomini e l’80% delle donne, mentre tra i 6 e i 18 anni il 93% dei ragazzi e l’89% delle ragazze.

L’OMS raccomanda un consumo massimo di 2 grammi di Sodio al giorno, che corrispondono a circa 5 grammi di sale.

Circa il 64% del sale che assumiamo proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato, principalmente dal pane e dai prodotti da forno, dai formaggi e dai salumi. Considerato che il sale è naturalmente presente in molti alimenti e che quello utilizzato a casa influisce soltanto per il 36% sui consumi quotidiani, appare di fondamentale importanza promuoverne la riduzione presso l’industria alimentare. Non è, altresì, da sottovalutare la sensibilizzazione dei consumatori sulla possibilità di ridurne il consumo a tavola e per la cottura e preparazione dei pasti.

Il 24 luglio 2017 è stato firmato un Protocollo d’intesa tra il Ministero della Salute, l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori (ANCC–COOP) e COOP-Italia Società Cooperativa (COOP-Italia) nell’ambito del Programma “Guadagnare salute”. L’accordo prevede la promozione di stili di vita salutari, rivolti prevalentemente alla corretta alimentazione, attraverso campagne di informazione mirate, e in questo ambito anche la promozione di azioni di sensibilizzazione al fine di ridurre il consumo alimentare di sale.

Ecco alcuni consigli per ridurre il consumo alimentare di sale:

  1. Leggere attentamente le etichette per poter scegliere gli alimenti a ridotto contenuto, inferiore a 0,3g per 100g di prodotto
  2. Eliminare o limitare il quantitativo utilizzato per la cottura e la preparazione dei pasti
  3. Utilizzare il sale iodato
  4. Eliminare o limitare i condimenti contenenti Sodio come il dado da cucina, la maionese e le salse
  5. Utilizzare le spezie e le erbe aromatiche per insaporire le pietanze
  6. Allontanare il contenitore del sale dalla tavola durante i pasti
  7. Ridurre il consumo di alimenti trasformati come snack salati, crackers, patatine, salumi, formaggi e cibi inscatolati
  8. Utilizzare il succo di limone e l’aceto per condire il cibo
  9. Scolare e sciacquare le verdure e i legumi in scatola prima del consumo
  10. Evitare l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini
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Dott.ssa Valeria Galfano

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