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Perdere peso: come difendersi da truffe e rischi per la nostra salute?

Perdere peso: come difendersi da truffe e rischi per la nostra salute?
Dimagrire: come difendersi dai ciarlatani?

Rimedi per dimagrire: attenzione alla salute!

Un’inchiesta della dottoressa Valeria Galfano smaschera venditrice ciarlatana e ci spiega come affidarsi ai giusti professionisti può salvarci la salute!

“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, avremmo trovato la strada per la salute. Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.

Già nel 460 a.C. Ippocrate aveva compreso che alla base del benessere degli uomini ci sono gli alimenti, la dieta, quello di cui ci nutriamo quotidianamente. A partire dagli anni 2000, si assiste a una inversione di tendenza e a dettare le regole del benessere non è più il medico ma internet, i social media e qualsivoglia individuo privo di titoli ufficiali o competenze ufficiose. E qui sono proprio i numeri a parlare. Secondo il 28,4% degli Italiani, Dottor Google è affidabile e tra questa popolazione, quasi 9 milioni di persone si imbattono in informazioni false. Informazioni che troppo spesso portano ad attuare comportamenti alimentari scorretti e ancor più peggiorano lo stato di salute.

Il coaching nutrizionale mirato alla vendita online di pasti sostitutivi e prodotti dimagranti rappresenta un fenomeno in costante e preoccupante espansione; si tratta di un’orda incalzante di mamme casalinghe aspiranti al successo, giovani studenti universitari bisognosi di far quadrare i conti, disoccupati o annoiati in cerca di vita lussuosa, che, privi di specifica formazione professionalizzante, si improvvisano specialisti in scienza dell’alimentazione o dottori in medicina e dispensano, sicuramente non a titolo gratuito, consigli alimentari e diete personalizzate, trasmettendo il messaggio che il segreto della bellezza e della salute risiede in quelle polverine che troppo facilmente riescono a vendere.

Il successo e la crescita logaritmica delle piattaforme di social network ha indubbiamente favorito il dilagare del fenomeno ed è sufficiente navigare qualche minuto in rete per imbattersi in uno dei profili <<copia e incolla>> di venditrici che, pur di adescare la prossima vittima, arrivano a promettere guarigioni miracolose e dimagrimenti drastici e repentini, ignorando l’etica di indagare almeno la condizione medica e psicologica del probabile acquirente.

I contenuti e le pubblicazioni che costellano questi profili e pagine commerciali si ripetono come una imbarazzante cantilena di falsi confronti fotografici <<prima/dopo>>; testimonianze di donne rinate dalle loro ceneri dopo aver utilizzato il costosissimo prodotto in questione; esposizione artistica di piatti sgargianti, salutari e light tra le mani di soggetti inspiegabilmente in sovrappeso; post motivazionali che spiegano come anche tu puoi raggiungere la felicità e l’immancabile effigie “ho perso X chili in X giorni chiedimi come“.

Ed è esattamente quello che ho fatto, contattando una di queste venditrici esperte, tale Melissa, e le ho chiesto come. Mi fingo una ragazza in palese condizione di sottopeso, 50 Kg per 172 cm, che, nonostante il basso BMI esprime l’insana richiesta di voler raggiungere il peso ideale di 35 Kg. Ad onor del vero, devo dire che Melissa è stata di parola e, nonostante la richiesta irrazionale, mi ha spiegato esattamente come. Ovvio, attraverso il programma di dimagrimento che lei stessa avrebbe formulato per me, programma che prevede l’utilizzo di pasti sostitutivi, l’assunzione di integratori vitaminici e l’intake quotidiano di beveroni e shake proteici di una notissima azienda americana. Ho omesso un piccolo e insignificante dettaglio: Melissa non è un medico, non è un biologo nutrizionista, non ha ricevuto alcuna formazione specifica e non ha saputo o voluto comprendere che la richiesta della sua potenziale cliente cela il disagio di un pericoloso disturbo del comportamento alimentare tendente all’anoressia. La nostra Melissa e le centinaia di migliaia di Melissa in giro per il mondo giocano con la nostra salute, rischiano di aggravare o slatentizzare disturbi del comportamento alimentare pericolosi per la vita, creano stati di malnutrizione in eccesso o in difetto e vanificano i programmi terapeutici intrapresi dai clienti possibilmente in cura presso un medico abilitato alla professione.

Non volendo entrare nel merito della legalità dei sistemi di commercio multi-livello adottati da queste aziende, in cui il venditore riveste anche i ruoli di cliente e reclutatore di nuovi adepti, e non potendo trattare l’efficacia delle formulazioni in questione poiché non esiste studio scientifico, privo di conflitto di interessi, che ne convalidi sicurezza ed efficacia, resta solo da poter sottolineare quanto sia inammissibile promuovere una dieta composta da poverine e compresse come uno stile di vita sano o sostenibile nel lungo periodo.

La formulazione di un piano alimentare è un atto medico; la dieta rappresenta un efficace strumento di prevenzione e, in taluni selezionati casi, anche di cura. Deve scaturire da una approfondita anamnesi clinica e da una scrupolosa anamnesi alimentare, deve far seguito ad analisi ematochimiche e indagini diagnostico-strumentali volte a conoscere lo stato metabolico e la composizione corporea del paziente. Al pari della prescrizione di un farmaco, un errore di valutazione può determinare alterazioni dello stato di salute, che in alcun modo possono essere previste, valutate e trattate da personale non competente. Non può e non deve essere permesso a chiunque si improvvisi nutrizionista per gioco di poter prendersi gioco della nostra salute.

Dott.ssa Valeria Galfano

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