Obesità: attenti al cibo industriale

Studio mette a confronto obesità e cibo industriale

Un lavoro di verifica condotto in laboratorio sulle abitudini alimentari e sulle loro conseguenze ha preso in analisi due gruppi di persone. Per quattordici giorni uno si è nutrito solo di cibi ultra-processati, l’altro solo di cibi naturali.

Entrambe le diete sono state bilanciate per offrire la stessa quantità di calorie, zuccheri, grassi  e macronutrienti.

Ai soggetti è stato chiesto di mangiare a volontà, e il risultato è stato sorprendente.

Infatti chi si nutriva di cibi ultra-processati assumeva 500 calorie in più al giorno, ingrassando in media quasi un chilo alla fine delle due settimane.

La maggior parte delle calorie di troppo provenivano da carboidrati e grassi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell.

“Il motivo potrebbe essere dovuto alle proprietà sensoriali degli alimenti ultra-processati, che ci farebbero venire voglia di mangiare con più foga”, ipotizza Kevin Hall, esperto di obesità e a capo dello studio “quando mangiamo troppo in fretta non diamo il tempo al tratto gastrointestinale di comunicare alla nostra mente che siamo sazi. Per questo poi esageriamo con il cibo”.

Chi si è nutrito di cibi non processati mostrava, dopo i pasti, quantità elevate dell’ormone PYY (naturale riduttore dell’appetito) e basse di grelina (l’ormone che stimola la fame).

Nel mondo scientifico c’è stato chi, seppur apprezzando lo studio, ha manifestato qualche perplessità.

Gunter Kuhnle, esperto di nutrizione all’Università di Reading (UK), ha sottolineato che la mancanza di una distinzione precisa tra cibo processato ed ultra-processato rende più difficile l’analisi dei risultati.

“Il cibo processato è diventato un modo di definire ogni tipo di alimento spazzatura. Questo non è corretto, perché la maggior parte del cibo viene in qualche modo elaborata”.

Lo afferma Kuhnle che continua “così, la categoria dell’ultra-processato è in un certo senso arbitraria, dal momento che definisce il cibo non in base ai procedimenti ai quali viene sottoposto, ma per la sua modalità d’uso. Per esempio, sono definiti così i pasti congelati precotti, anche se in realtà subiscono meno lavorazioni di molti altri cibi pronti”.

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