Diete Detox: perchè falliscono? Tutto quel che c’è da sapere!

Diete detox: ecco perchè falliscono!
Diete detox: ecco perchè falliscono!

Diete detox: cosa dice la scienza?

Le famosissime Detox sono strategie dietetiche che pretendono di facilitare l’eliminazione delle tossine e di favorire la perdita di peso, promuovendo così la salute e il benessere.

Sebbene l’industria della disintossicazione sia in piena espansione, ci sono pochissime prove cliniche a sostegno e solo una limitatissima manciata di studi hanno dimostrato che questi regimi alimentari migliorano la funzione epatica ed eliminano gli inquinanti organici dal nostro organismo, studi per altro ostacolati da metodologie imperfette e condotti su campioni di piccolissime dimensioni.

Le diete detossificanti rappresentano un campo che merita sicuramente maggiore attenzione da parte della comunità scientifica al fine di proteggere il consumatore dalle possibili truffe e per ostacolare il radicarsi di concetti errati e comportamenti scorretti difficili poi da modificare.

Allo stato attuale non esiste alcuno studio randomizzato controllato che suggerisca la validità dell’azione detossificante delle popolarissime trovate dimagranti anti-tossine. E allo stesso tempo, non c’è alcuna evidenza scientifica che ne attesti un effetto dimagrante, anzi, sembrerebbe che le diete troppo restrittive e stressanti possano creare le basi favorevoli per lo sviluppo di abbuffate e disturbi del comportamento alimentare.

Le Detox possono essere descritte come interventi nutrizionali a breve termine progettate per depurare l’organismo dalle tossine, promuovere il dimagrimento e favorire il benessere economico del venditore.

Queste diete coprono una gamma vastissima di soluzioni dimagranti, dal digiuno completo all’alimentazione liquida, dai cibi modificati all’utilizzo di lassativi, diuretici, preparati multivitaminici e alimenti detergenti, come se il nostro organismo fosse un pavimento sporco da dover lavare.  

Nonostante la crescente popolarità delle diete detox, il termine ‘tossina’ rimane poco e male definito. Nella medicina convenzionale, con il termine tossine in genere ci si riferisce a droghe e alcol, e ‘detox’ è quel processo di svezzamento dei pazienti dalle sostanze che creano dipendenza. Gli approcci alla detossificazione generalmente sfruttano percorsi che promuovono l’eliminazione dei prodotti chimici attraverso le urine, le feci, il sudore o il sebo.

Nel contesto commerciale delle diete disintossicanti, il termine “tossina” ha assunto un significato molto più ampio e generico che comprende sostanze inquinanti, prodotti chimici sintetici, metalli pesanti, alimenti trasformati e altri prodotti potenzialmente dannosi della vita moderna. Inoltre, bisogna sottolineare che le diete detox raramente identificano la specifica tossina che vogliono combattere e stanno ben attente a non fare il minimo cenno al meccanismo attraverso cui avviene la magia.

L’industria della disintossicazione fonda la sua ricchezza sulla nozione che le sostanze chimiche possono essere categoricamente divise in “buone” e “cattive”; in realtà, per la stragrande maggioranza dei prodotti chimici, volendo parafrasare le parole del celeberrimo medico rinascimentale Paracelso, è la dose che fa il veleno.

Il corpo umano ha sviluppato meccanismi altamente sofisticati per eliminare le tossine. Il fegato, i reni, il tratto gastrointestinale, la pelle e i polmoni giocano un ruolo determinante nell’escrezione delle sostanze nocive. Siamo, dunque, già in possesso di tutto ciò che è necessario per disintossicare il nostro organismo e ciò che è necessario è l’organismo stesso, siamo una vera e propria macchina autolucidante.

Ci sono evidenze preliminari riguardo alcuni prodotti come il coriandolo, l’acido malico (presente nell’uva e nel vino), l’acido citrico (negli agrumi), l’acido succinico (in mele e mirtilli), pectina di agrumi (presente nella buccia e nella polpa degli agrumi), la Chlorella (un tipo di alga verde) e la Nori (un’altra alga frequentemente consumata in Giappone) che mostrano proprietà chelanti naturali, suggerendo che potrebbero essere utili per l’eliminazione dei metalli tossici.

Purtroppo, queste ricerche sono state condotte esclusivamente su cavie animali ed è impossibile, in questa fase, stabilire quanto il risultato sia applicabile all’ambito della ricerca medica sull’uomo.

I principali rischi per la salute delle diete disintossicanti riguardano la grave restrizione calorica e l’inadeguatezza nutrizionale. Il digiuno estremo può portare a carenze di proteine ​​e vitamine, a squilibrio elettrolitico, acidosi lattica e persino morte. Ulteriori rischi sono legati al sovradosaggio di integratori e dal momento che molti prodotti e programmi detox sono promossi su internet sono difficili da gestire e regolare. La mancanza di regolamentazione in questo settore desta grande preoccupazione.

Una domanda sorge spontanea: perché le diete disintossicanti attraggono così tanto la popolazione? Il potere seduttivo delle diete detox presumibilmente giace nella loro promessa di purificazione e redenzione, ideali profondamente radicati nella psicologia umana.

Altrettanto spontaneamente sorge un’affermazione: le sane abitudini alimentari sostenute nel lungo periodo possiedono un valore estremamente più alto rispetto alle soluzioni rapide offerte dalle tanto affascinanti diete detox.

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