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Alimentazione: il futuro è vicino, mangeremo insetti!

Alimentazione: il futuro è vicino, mangeremo insetti!
Insetti: il cibo del futuro!

Insetti edibili: ecco il futuro

Nel futuro mangeremo insetti: valori nutrizionali eccellenti, economicità ma anche gusto. Tantissimi motivi che forse non ci lasceranno scelta?

In un contesto di continua e frenetica ricerca del nuovo, anche la tradizione culinaria italiana ha subito l’influenza dei Paesi stranieri e accolto, a volte con entusiasmo altre con giustificata perplessità, le innovazioni gastronomiche che sono entrate a far parte del nostro bagaglio alimentare.
Ormai assuefatti agli involtini primavera e alle varianti di kebab e sashimi, abbiamo deciso di ampliare i nostri orizzonti e spingerci al punto da voler inglobare nella lista della spesa anche alimenti che fino a poco tempo fa difficilmente avremmo potuto concepire come cibo.
Gli insetti sono stati oggetto di recente attenzione come un’alternativa potenzialmente nutriente e sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto alle fonti proteiche tradizionali. L’entomofagia, ovvero il consumo alimentare di insetti, è praticato dall’uomo da millenni. Secondo quanto afferma la FAO (Food and Agricolture Organization), più di 2.000 specie di insetti vengono comunemente consumati in 90 Paesi del mondo, e di questi, i più palatabili sembrano essere i coleotteri, i bruchi, le api, le vespe, le formiche, le cavallette, le locuste e i grilli.

Vi sarà pure in abominio ogni insetto alato che cammina su quattro piedi. Però, fra tutti gl’insetti alati che camminano su quattro piedi, mangerete quelli che hanno gambe al disopra de’ piedi per saltare sulla terra. Di questi potrete mangiare: ogni specie di cavalletta, ogni specie di solam, ogni specie di hargol e ogni specie di hagab. Ogni altro insetto alato che ha quattro piedi vi sarà in abominio”. Levitico 11:20-23.

Già l’Antico Testamento documentava la consuetudine di mangiare insetti ma questa tradizione affonda radici ben più antiche nella storia evolutiva dell’uomo. Analizzando le abitudini alimentari dei Primati, è facile dedurre che gli insetti e altri invertebrati erano parte della dieta dei nostri primi antenati umani. Ad esempio, l’analisi isotopica delle ossa di Australopiteco indica una dieta in gran parte composta da insetti che si nutrono di Graminacee. Tuttavia, questi animaletti scatenano un senso di disgusto nella maggior parte delle persone dei paesi occidentali.
Non sorprende che siamo sempre più interessati a trovare nuove fonti di proteine ​​e, riconsiderando le risorse alimentari che vengono ignorate nella dieta moderna, gli insetti hanno attirato l’interesse di scienziati, chef e uomini d’affari. Come affermano la FAO e altre organizzazioni internazionali, il mini-bestiame potrebbe avere notevoli vantaggi economici, ambientali e nutrizionali se utilizzato per la produzione di alimenti e mangimi.

È difficile individuare caratteristiche nutrizionali comuni alle oltre 2.000 specie commestibili; però, rispetto alle carni di manzo, maiale e pollo, il contenuto di proteine è, in media, simile. I punteggi degli aminoacidi essenziali variano dal 46% al 96%, sebbene la maggior parte abbia livelli limitati di triptofano o lisina. Oltre alle proteine, gli insetti sembrano contenere quantità maggiori di acidi grassi polinsaturi (anche se il contenuto varia significativamente a seconda della specie e dalla loro dieta) e livelli più alti di minerali, come ferro e zinco, e di vitamine B1, B2 e B3 rispetto ad altri animali da allevamento. Questi dati risultano di particolare interesse per la dieta di donne e bambini, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Per i molteplici potenziali vantaggi tra cui l’ecosostenibilità, la Commissione Europea al momento investe notevoli risorse in un progetto di ricerca per esplorare la fattibilità dell’uso delle proteine ​​degli insetti nei mangimi. La Commissione sta anche valutando come sviluppare politiche che riflettano il potenziale uso degli insetti come nuovi alimenti per gli esseri umani e per gli animali.
Il regolamento europeo prevede che i cosiddetti “novel food” vengano sottoposti a una specifica autorizzazione all’immissione in commercio e alcuni Stati membri hanno già ammesso alcune specie di insetti in un regime di tolleranza, in attesa che venga concessa l’effettiva approvazione. In Italia, invece, nessuna specie è attualmente reperibile in commercio.
Le perplessità derivano dalla scarsa documentazione scientifica in merito ai potenziali danni per la salute, nello specifico, è necessario indagare adeguatamente il rischio di allergia, la contaminazione microbiologica dell’alimento in ogni fase della produzione (raccolta, stoccaggio e trasporto), la contaminazione chimica con sostanze note o anti-nutrienti, il rischio di malassorbimento e alterazione della crescita legati al consumo di insetti commestibili, il pericolo di patologie ematologiche, e non per ultimo, il rischio farmacologico. Il controllo dei processi di produzione, la tracciabilità, la sicurezza sugli standard qualitativi e sanitari si rendono indispensabili per questi così come per ogni altro alimento; e resta tuttora in sospeso la regolamentazione circa l’uso di antibiotici, necessari anche negli allevamenti di insetti.

+Nell’attesa che la Commissione Europea rilasci l’autorizzazione al commercio in Italia, abbiamo tutto il diritto di richiedere un risarcimento se troviamo un insetto nella nostra zuppa.

Dott.ssa Valeria Galfano

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