Partono le denunce: finti infermieri o infermieri abusivi che arrotondano!

Cristian Pediconi, presidente dell'Ordine degli Infermieri di Teramo.
Cristian Pediconi, presidente dell'Ordine degli Infermieri di Teramo.

Attenti truffatori, a Teramo scovati due infermieri abusivi grazie all’aiuto delle forze speciali NAS dei Carabinieri e alla segnalazione di alcuni cittadini all’ex-Ipasvi (oggi OPI – Ordine Provinciale Infermieri). Così il Presidente del Collegio infermieristico di Teramo, Cristian Pediconi, racconta di due infermieri abusivi che facevano prelievi domiciliari a basso prezzo a pazienti al loro domicilio.

Ricordiamo a tutti i lettori sanitari e non che gli infermieri che si recano a casa delle persone  sono dei liberi professionisti e non lavorano nella sanità pubblica, pagano le tasse, la loro Cassa di Previdenza, tutto il materiale occorrente per un prelievo a domicilio e pure le borse termiche per conservarlo correttamente fino alla consegna in laboratorio, inoltre un’assicurazione che tutela il cittadino da qualsiasi danno arrecato cosa che invece, gli abusivi, non hanno e non fanno. Da qui il costo che il cittadino paga o dovrebbe pagare per un prelievo di sangue al domicilio.

Il Presidente di AssoCare.it Gioacchino Costa riceve quotidianamente segnalazioni sui costi esigui tenuti nel SUD Italia e quelli del Nord.

“Riceviamo segnalazioni di persone, non voglio e non posso credere che siano INFERMIERI, che vanno a casa dei cittadini con in tasca le provette, nell’altra una siringa, effettuano il prelievo di sangue e lo portano in laboratorio per soli 5 euro”.

Sentita la rete dell’Infermiere di Famiglia, tutti infermieri liberi professionisti, da anni eseguono prelievi al domicilio comprandosi tutto il materiale necessario ma soprattutto la borsa termica per il trasporto in laboratorio, borsa che deve essere certificata e a norma cui costo non è proprio a buon mercato. Vi assicuro che abbiamo controllato di persona i costi del materiale e delle borse, senza escludere quelli del carburante, dell’usura del mezzo senza contare la probabilità, di chi sta in giro tutto il giorno, di possibili incidenti che possono capitare durante l’erogazione del servizio al domicilio. Erogare tale servizio a meno di 20,00 euro a prelievo è impossibile ed antieconomico.

Lo confermano Il Tuo Infermiere di Novara, Maurizio Zucca, il quale effettua prelievi domiciliari a non meno di 20 euro nella sua zona e 25 euro nel raggio di 10 km dal suo Comune di residenza.

Lo stesso vale per Il Tuo Infermiere di Pordenone, Jessly Izquierdo. Invece per Francesca Perego della rete di Como il prezzo lievita per la conformazione geografica del luogo: “da noi, racconta Francesca, ci sono molte montagne, continui su e giù in mezzo al traffico ed è impensabile eseguire un prelievo al domicilio per meno di 30 euro, alle volte si perde più di mezz’ora tra un prelievo ed un altro. Per queste cifre la rete è organizzata con refertazione online garantendo standard di sicurezza elevati. E’ impensabile portare di persona il referto e fare la strada due volte per 30 euro. Ci affidiamo ai pazienti stessi o ai loro caregiver per consegnare gli esiti via mail oppure istruirli per la lettura attraverso il portale della Regione”.

A Trapani, Leonardo Mazzarella, della stessa rete, ci racconta che fa molta fatica a chiedere 15 euro per la grande concorrenza con gli abusivi del posto. “Non posso fare un prezzo inferiore, e per mantenere questo prezzo giro in bicicletta con la borsa termica in spalla”.

Possiamo dire a tutti i liberi professionisti di stare sereni e tranquilli che lo Stato esiste, le Forze dell’ordine vegliano e agiscono se sono correttamente stimolate, così come la FNOPI che può fare qualcosa se noi stessi facciamo qualcosa. Invitiamo dunque a segnalare agli organi competenti, così come è avvenuto a Teramo e in altre città italiane.

Sulla salute non si scherza, sul lavoro onesto di tanti professionisti del settore, che sudano quotidianamente per tirare avanti, nemmeno.

Come si ricorderà il Collegio Ipasvi della Provincia di Teramo, apprese le notizie di stampa circa la denuncia da parte dei carabinieri del Nas di Pescara di due infermieri abusivi che praticavano servizi socio-sanitari a domicilio, esprime profondo compiacimento e gratitudine per l’operazione delle forze dell’ordine. La denuncia dei due soggetti, infatti, fa seguito a un esposto circostanziato e corredato da dettagliate testimonianze presentato dal presidente del Collegio Ipasvi di Teramo, Cristian Pediconi, dopo numerose segnalazioni di cittadini e colleghi infermieri sull’attività abusiva praticata.

“Come organo rappresentativo della professione infermieristica e a tutela delle migliaia di iscritti della nostra provincia – dichiara Pediconi – ci stiamo battendo da tempo contro forme di abusivismo che, purtroppo, riscontriamo anche sul nostro territorio. Mesi fa abbiamo lanciato una campagna informativa contro l’abusivismo nella professione infermieristica proprio per mettere in guardia i cittadini da tali pratiche, potenzialmente dannose per la loro salute e screditanti la professionalità degli infermieri in regola con l’iscrizione al Collegio Ipasvi, alla Cassa di previdenza sociale e in possesso di un’assicurazione professionale. In questo percorso di sensibilizzazione siamo stati subito affiancati dai presidenti degli altri Collegi Ipasvi abruzzesi, Giancarlo Cicolini di Chieti (componente del direttivo nazionale), Maria Luisa Ianni de L’Aquila e Irene Rosini di Pescara”.

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