Mango (frutto): proprietà nutrizionali, ruolo nella dieta e come si mangia.

Mango (frutto): proprietà nutrizionali, ruolo nella dieta e come si mangia.
Mango (frutto): proprietà nutrizionali, ruolo nella dieta e come si mangia.

Servizio a cura di R.Borgacci per My-Personaltrainer.

Mango è il nome comune di un frutto tropicale e della pianta indiana che lo produce (Genere Mangifera); la specie più diffusa è senz’altro la M. indica, anche nota come mango comune o mango indiano. E’ parte integrante della Famiglia botanica Anacardiacee, l’albero del mango è imparentato con quello dell’anacardio, la pianta che produce gli anacardi – semi oleosi comunemente utilizzati come frutta secca.

Il mango potrebbe essere inquadrato sia nel penultimo, sia nell’ultimo gruppo fondamentale degli alimenti – frutta e verdura ricche di vitamina A e frutta e verdura ricche di vitamina C. Va comunque sottolineato che il livello di acido ascorbico (vit C) pare superiore rispetto al contenuto di vitamina A equivalenti (RAE) – costituiti da beta carotene e luteina zeaxantina. È anche una fonte nutrizionale di acqua, fruttosio, fibra alimentare e minerali – soprattutto potassio; ha un apporto calorico medio-elevato – simile a quello dei nostri frutti autunnali ad esempio cachi, uva, spremuta di melograno, mandarini ecc.

Nella dieta italiana, il mango ha lo stesso ruolo di tutti gli altri frutti carnosi dolci ed aciduli. Non ha controindicazioni per i soggetti sani, ma può dare origine a reazioni di ipersensibilità allergica sia di tipo metabolico che dermatologico – vedi sotto. È da assumere con cautela in caso di obesità grave, diabete mellito tipo 2 e ipertrigliceridemia.

Il mango ha gusto dolce, poco acidulo e caratteristiche organolettiche e gustative – sapore e profumo – assolutamente inconfondibili. Forma, colore, consistenza della buccia e della polpa possono cambiare molto in base alla varietà e soprattutto alla specie – che può provenire da coltivazioni situate in diversi posti del mondo.

Nel nostro paese, il mango si consuma principalmente crudo e fresco, oppure sotto forma di succo di frutta, centrifugato, estratto; in ambito culinario, può costituire un ingrediente per dolci, gelati e granite. All’estero invece, dove fa parte della tradizione gastronomica locale, il mango si mangia anche cotto e all’interno di moltissime ricette.

Etimologia

Mango è un termine tamil che nasce da “māṅgai” o “mankay”. La prima traduzione europea è stata in italiano e risale al 1510 per mano di “Ludovico di Varthema”. A partire dal 17° secolo, il termine “mango” ha cominciato ad acquisire il significato di conservazione “sott’aceto/salamoia” o comunque “in barattolo”, poiché durante i lunghi viaggi navali – vista l’assenza di tecniche refrigerative – il frutto veniva manipolato per incrementarne la conservabilità.

Proprietà nutrizionali del mango

Il mango crudo apporta un valore energetico medio-alto, costituito prevalentemente da carboidrati solubili, seguiti da quantità poco rilevanti di proteine e lipidi (fruttosio). I glucidi sono costituiti da fruttosio, i peptidi hanno basso valore biologico – non contengono cioè, tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni e quantità rispetto al modello proteico umano – e tra gli acidi grassi è apprezzabile una piccola quantità di acidi grassi essenziali del gruppo omega 3 e omega 6.

L’acqua è abbondante e la fibra è notevole. Lattosio e glutine sono assenti. Il livello di istamina non è noto. L’amminoacido fenilalanina è molto scarso, così come le purine – ma, come vedremo sotto, ciò non significa che si presti alla dieta contro l’iperuricemia.

Il mango è ricco di vitamine, tra le quali spiccano soprattutto l’acido ascorbico (vitamina C), il beta carotene e luteina zeaxantina (retinolo equivalenti o RAE, provitamina A). Il mango è ricco di polifenoli – quercetina, acido gallico, acido caffeico, catechine, kaempferolo, mangiferina, tannini e xantoni.

Il profilo minerale invece è meno ricco e, ad eccezione di un buon apporto di potassio, non rivela alcun contenuto degno di nota.

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