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sabato, Ottobre 1, 2022
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Un Paziente. Al Policlinico Federico II di Napoli non ci sono distributori automatici di acqua e bevande.

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Al Policlinico Federico II di Napoli sono banditi i distributori automatici di acqua e bevande. Per quale motivo?

Egregia redazione,

vi scrivo questa lettera per far emergere un’insostenibile ed indegna condizione situazione che si presenta in un ospedale Napoletano. Sono un paziente che necessita di una visita ambulatoriale e vorrei condividere con voi la mia esperienza e i miei pensieri di una semplice visita al Policlinico Federico II di Napoli.

In fila ad aspettare il turno nell’ambulatorio ne approfitto e cerco un punto ristoro, un distributore, ho sete perché ci saranno 40 gradi e si boccheggia. Giro tra i corridoi ma niente!

Chiedendo a un dipendente il quale mi racconta che è da un po’ di mesi che i distributori sono stati rimossi e la direzione generale non provvede ad assegnare la gara ad un’altra azienda.

Incredulo e rassegnato mi chiedo come sia possibile che in un complesso ospedaliero così grande come il policlinico dove ogni visita diventa l’avventura di una vita non siano previsti i distributori, almeno per l’acqua.

Per me è inammissibile che in un contesto sanitario dove la parola d’ordine dovrebbe essere prendersi cura del paziente, mancano i fondamentali dell’accoglienza!non viene offerta neanche la possibilità di acquistare uno snack oppure semplicemente bere un po’ d’acqua. Non è che si pretenda che l’acqua sia regalata, ma almeno che sia data la possibilità di acquistarla.

L’acqua che è il bene primario che non deve mancare a nessun essere umano mentre qui al policlinico viene eliminata. Tra le mura di questa azienda si sospendono i diritti umani basilari.

S’innalza la temperatura, le persone che mi circondano sono in palese difficoltà e a me sale la rabbia per queste condizioni disumane. Mi chiedo se dovessi svenire, se qualcuno avesse un malore di chi sarebbe la responsabilità?

Chiedo del bar, mi dicono che c’è, ma è troppo lontano da raggiungere a piedi e poi come potrei attendere il mio turno, rischio di finire per ultimo e questa odissea dovrà pur aver fine.

Per adesso voglio condividere i miei pensieri nell’attesa di uscire da questo girone infernale, ma certo scriverò in direzione sanitaria e generale denunciando il trattamento inumano che viene riservato ai pazienti di questa struttura ospedaliera.

Saluti un Paziente

Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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