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Oramai è ufficiale: il ministro della salute Roberto Speranza chiude la porta in faccia agli OSS. E’ quanto si evince da un documento inviato a Migep e SHC, che chiedono unità e annuncialo lo sciopero in autunno.

Egregio Direttore di AssoCareNews.it,

il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ingessato l’operatore socio sanitario. Molti OSS non hanno colto che un’associazione come la Federazione MIGEP cerca di costruire un collegio, instaura un’esperienza seria, importante e altamente formativa, allena al dialogo, rispetto reciproco, è una palestra di democrazia, ma soprattutto consente di scoprire il valore di mettersi al servizio della comunità professionale e sociale.

Le origini, la storia del Sistema Salute, come le vecchie figure ancora esistenti, ad esempio l’infermiere Generico, l’infermiere generico psichiatrico, la puericultrice, hanno tentato nel loro percorso di costruire “un collegio professionale MIGEP”, ma erano troppo legati ai vecchi schemi sindacali, che bloccavano l’evoluzione di queste professioni.

Oggi questi schemi si rinnovano nella categoria dell’operatore socio sanitario, non sono molto diversi da ieri; la “vecchia generazione” di colleghi, che pazientemente stanno cercando di portare avanti quello che si è costruito col tempo, permettendo alla nuova generazione di avere un ruolo importante nel sistema assistenziale; i “vecchi” hanno, attraverso il MIGEP, hanno portato a casa il 5° livello e la fascia C, rientro nell’area sanitaria, e per l’OSS la Legge 3/2018, che porterà all’istituzione dell’area socio sanitaria; inoltre grazie ai “vecchi” si è avuta la partecipazione, come parte integrante, ad un tavolo tecnico Ministero – Regioni sul ruolo, formazione, funzioni e programmazione del fabbisogno dell’OSS, mettendo in luce una formazione disomogenea, e un lavoro storico con la Fnopi sul tema dell’OSS (percorsi molto importanti).

Gli Ordini che le professioni sanitarie intellettuali hanno acquisito (Infermieri, Ostetriche, Professioni Sanitarie) sono stati conquistati con tenacia, lungimiranza e determinazione politica.

Uniti in modo forte con un solo linguaggio; cosa che non accade con l’operatore socio sanitario che si frantuma in tante associazioni, molte si perdono per strada e altre rimangono in piedi solo per un’ideologia individuale ma, di fatto, non c’è nulla, se non le solite frasi ormai obsolete.

Il nostro impegno come Federazione MIGEP e SHC OSS può e deve essere valutato poiché è l’unico che rende evidente un’analisi politica basata su cose concrete, come nella riunione del consiglio della Regione Marche che ha dimostrato la nullità di un elenco regionale facoltativo, che è tutta una montatura per le elezioni di settembre, com’è tutta una montatura il diploma di maturità e l’elenco digitale nazionale degli OSS.

Seppur non condividendo i contenuti, la Federazione MIGEP ha chiesto fortemente che sia modificato il testo e integrando l’iscrizione obbligatoria, facendo anche deliberare un emendamento sull’area socio sanitaria.

Si auspica un vero cambiamento di fatto e speriamo vivamente che la professione esca dallo stallo attuale e si evolva qualitativamente a pari delle professioni europee integrandosi a tutti gli effetti nella Legge 3/2018 di diritto come professione nell’area socio sanitaria.

Dai vari ricorsi che abbiamo improntato, abbiamo finalmente compreso in modo forte il pensiero dei politici sull’operatore socio sanitario, permettendoci di costruire un’idea che dia forza alla categoria, e anche vero che è stato criticato da molte associazioni denigrandone l’azione, ma almeno pOSSiamo dire.” ci abbiamo provato e abbiamo vinto, ci siamo resi visibili e a ogni interpellanza abbiamo avuto risposta, conosciamo i loro pensieri.

La categoria ha bisogno essenzialmente di sostegno da parte dello Stato e delle Istituzioni e questi devono essere vicini a questa professione: “Perché avere cura delle persone è una professione”, devono saper ascoltare questi professionisti e non si può pensare di poter cambiare le sorti o estirpare problematiche importanti di questa categoria senza un sostegno, perché la Federazione MIGEP e SHC OSS stanno affrontando temi importanti e seri.

Stiamo sollecitando tutti i colleghi OSS a unirsi alla Federazione MIGEP e al sindacato SHC OSS in uno Sciopero Nazionale in autunno, così come si stanno organizzando gli infermieri, che stanno riunendo tutti i loro movimenti.

Riteniamo che oggi si debba costruire qualcosa di importante, ma nello stesso tempo è importante che ci sia da parte di queste associazioni unità e coesione verso SHC OSS e verso la Federazione MIGEP, con la stessa volontà di lavorare sulle linee indicate dai due sodalizi, che hanno improntato un percorso con grande spirito di sacrificio; speriamo che ci sia da parte di queste associazioni la volontà di mettersi in discussione con abnegazione e sacrifico e aderiscano allo sciopero.

Devono rendersi conto queste associazioni che quotidianamente stanno dislocando questa categoria professionale in diverse associazioni con frantumazione e indebolimento con percorsi non coerenti per l’evoluzione della professione e sordi alle richieste da parte della categoria.

Ci rivolgiamo, anche alla nuova generazione di OSS che oggi lottano per il posto di lavoro e che contestano i sindacati tradizionali, unitevi in questo sciopero di categoria organizzato dal sindacato SHC OSS a rivendicare un diritto negato e a chiedere fortemente dei diritti fondamentali e imprescindibili e il riconoscimento di questa professione.

Se questo messaggio non sarà accolto dagli operatori e da questi movimenti o associazioni per il bene della categoria, si comprenderà che queste associazioni non hanno compreso il vero senso del problema ma continueranno a perseverare su allori che in questo momento non hanno nessuna utilità per la professione, dimostrando di essere completamente alla deriva, portando la categoria nel nulla poiché con l’elenco regionale serve solo a riportare indietro di anni la figura dell’OSS.

Come sentenzia il Giudice nel ricorso al Tar “la legge c’è applicatela”.

La lettera di Speranza al MIGEP.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ci scrive attraverso l’Avvocatura Generale Di Stato in data 25 giugno 2020:

  • L’OSS continuerà a essere un operatore con inquadramento economico d’interesse sanitario;
  • Resterà configurato nell’ambito degli operatori d’interesse sanitario perché è sprovvisto delle caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio, per mancanza di autonomia professionale, con funzioni accessorie e strumentali e con una formazione di livello inferiore;
  • Per tali operatori non è prevista l’iscrizione a un albo professionale;
  • L’OSS non può fare parte della consulta permanente delle professioni sanitarie e socio sanitarie istituita presso il Ministero della Salute Decreto del 7/1/2020 poiché l’OSS non rientrerà nell’ambito delle professioni socio sanitarie, (legge 3/18) ma nella differente categoria degli operatori di interesse sanitario art 1, comma 2 legge 43/2006;
  • Si evidenzia che il percorso dell’OSS è finalizzata allo svolgimento di attività rivolte alla cura della persona e del relativo ambiente di vita, con un orientamento prettamente rivolto al sociale, art 5 dell’accordo stato regioni 1) assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero – 2) intervento igienico –sanitario e di carattere sociale – 3) supporto gestionale, organizzativo e formativo;
  • In via generale, il legislatore non ha affatto inteso modificare lo status giuridico dell’OSS, in altri termini, l’art 5, comma 5 della legge 3/18 non incide sullo status delle preesistenti figure e identifica l’operatore socio sanitario come operatore d’interesse sanitario;
  • Per evitare che ci sia la parcellizzazione e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute, un ipotetico ampliamento di competenze in capo all’OSS potrebbe comportare la sovrapposizione con competenze riservate e specifiche di professioni sanitarie già regolamentate quali ad esempio quelle dell’infermiere (art 5 comma 3 dl 3/18) evitando e prevedendo l’illegittimità dell’istituzione di nuovi profili socio sanitari sovrapponibili a professioni sanitarie già esistenti (l’OSS in questo modo non rientra né come operatore sanitario né come area socio sanitaria);
  • I Sindacati davanti urlano “area socio sanitaria – area sanitaria” poi producono un documento con le regioni sulla revisione della formazione OSS che non include i criteri fondamentali per la categoria, e tende a legittimare le macroscopiche differenze che ogni regione ha in 20 anni dato vita al profilo, del quale il regionalismo sul profilo regionale ha creato e sta creando nella qualifica OSS identità diverse. Non chiarisce neanche le competenze, lasciando a discrezione di chiunque le interpretazioni, è un documento molto critico, tutto al ribasso, mancano i criteri, ognuno farà quello che gli pare, anche se vengono aumentate le ore di formazione e le competenze si avrà più incertezza, proponendo l’OSS come un operatore molto flessibile a convenienza e d’interesse sanitario (sempre area tecnica);
  • Le associazioni e movimenti OSS con il loro elenco regionale non comprendono che la categoria rimane ancorata all’accordo Stato Regioni del 2001 e non serve a nulla (area tecnica);
  • I Politici propongono un diploma di maturità, un elenco digitale nazionale per gli OSS, per una campagna elettorale, pur sapendo che non sarà mai attuato, ma bocciano gli emendamenti sull’area socio sanitaria per gli OSS.

Le speranze soffocate dal Ministro… Non vi sembra giunta l’ora di lottare tutti assieme contro una Politica che non ci ascolta?

Federazione Nazionale MIGEP e Sindacato SHC OSS
Angelo Minghetti

Il documento del Ministro della Salute: LINK.