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La lettera di un Paziente ricoverato presso l’Ospedale San Marco di Catania è commuovente. Dedicata a Medici, Infermieri e OSS: “sono come formiche bianche dall’animo gentile”.

Egregio Direttore,

mi chiamo Riccardo (nome fittizio) e sono un Paziente ricoverato in area Covid presso l’Ospedale San Marco di Catania. Voglio condividere con voi la mia esperienza da ricoverato. Ho trovato Medici, Infermieri e OSS meravigliosi, anche se non so chi sono, ma li riconosco dai loro occhi.

Non sono solo. Ci sono le formiche bianche. Spuntano in gruppo, piccole piccole, avvolte di candido, efficienti premurose e laboriose. Io non so più dove ho gli occhiali, e non le distinguo quasi mai, tutte uguali tutte animate e infervorate nei loro piccoli passetti veloci.

Ogni tanto si avvicinano a qualche alto palombaro di bianco vestito, chiedono istruzioni, danno suggerimenti, si offrono. Sono uniche nel loro sciamare, e tutte belle perché invisibili. Mi conoscono tutte, e tutti, mi salutano ed io devo fare finta di riconoscerle in una individualità che non conta. Sotto quei bardamenti e visiere solo occhi, appannati, piccoli grandi, chiari scuri, che in altre circostanze sarei in grado di distinguere, di apprezzare, di commentare. C’è Angela, c’è Luisa, c’è Mary, c’è Giusy, c’è Adriana… Alcune quando iniziano il turno vengono da me, controllano se dormo: se no mi salutano, se sì mi fanno una carezza senza firma e senza prezzo. E mi rimboccano il lenzuolo. E il mio ansimare diventa respirare. E non che conti meno la strizzata d’occhio, da sotto la visiera, di Gianluca, di Andrea, di Giacomo, di Lucio… Sono il meno vecchio e mi chiamano “il ragazzo con le lacrime”, tirando fuori da non so dove la salvietta lenitiva. Per non dire delle api dottoresse, care, magiche, preparate, pazienti.

Cari amori miei, è questo che vorrei lasciarvi (possibilmente senza andarmene…): investite sempre sul fattore umano, puntate sugli altri, abbiate voglia di conoscere, scoprire, amare, le persone che attraversano la nostra strada. Ci sarà sempre qualcosa da guadagnarci, da arricchirci. Magari senza esagerare come il nostro bAldo capo tribù… 😊, però non vi tirate indietro quando c’è da conoscere qualcuno e fare capolino nel suo mondo. Non è solo interesse e neanche narcisismo, ma è uno dei piaceri più grandi della Vita. Lo dico soprattutto ai più timidi di voi (pochi sanno quanto lo sia anch’io…), anche ai miei merafigli che a volte mi rimproverano amabilmente per certe mie esuberanti estroversioni. NON TENETEVI LE COSE, I SENTIMENTI, DENTRO. Non confondete il rispetto con la privacy, la timidezza con la discrezione; la curiosità è arricchimento. I risultati saranno in ogni tempo, in ogni luogo, queste formichine bianche; questi messaggi d’amore che mi arrivano da ogni dove, questo essere visto come un simpatico impiccione, questa collezione di amici ed amori che mai vorrei deludere. E che forse è l’unica cosa che so essere.

Riccardo, Paziente Ospedale San Marco Catania

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