Puericultrici: il MIGEP chiede incontro urgente ai Ministri della Salute e del Lavoro.
Puericultrici: il MIGEP chiede incontro urgente ai Ministri della Salute e del Lavoro.
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Le Puericultrici della Carceri italiane e quelle di Rebibbia si dicono “in agitazione” e chiedono incontro urgente ai ministri Speranza e Bonafede, al vice-ministro Sileri e al presidente della Regione Lazio Zingaretti: “ci avete abbandonati”. Si fa loro portavoce SHC.

Le Puericultrici italiane operanti nel Carcere di Rebibbia, con l’apporto del Sindacato SHC, scendono in campo per difendere la categoria e scrivono ai ministri della salute e della giustizia Roberto Speranza e Alfonso Bonafede. Si dicono ufficialmente “in agitazione”. La stessa missiva è stata indirizzata al vice-ministro della salute Pierpaolo Sileri e al Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. A firmare il documento la puericultrice Elisabetta Petrullo.

La lettera di SHC.

Alla cortese attenzione dell’Onorevole Ministro della Salute
Roberto Speranza

Alla cortese attenzione dell’Onorevole Vice Ministro della salute
Pierpaolo Sileri

Alla cortese Attenzione dell’Onorevole Ministro della Giustizia
Alfonso Bonafede

Al presidente della Regione Lazio
Nicola Zingaretti

Oggetto: Puericultrici della casa circondariale femminile di Rebibbia Roma.

La scrivente O.S presa visione della lettera delle operatrici e di cui Vi alleghiamo copia, si evince come le puericultrici esprimano in modo dettagliato la loro situazione attuale.

Nel corso degli anni abbiamo tentato più volte un riconoscimento di questa professione, riconosciuta dal Ministero della Salute, la nostra convinzione è che, si assume una forma di ricatto lavorativo ”senza però ottenere alcuna soluzione.

Operatrici che sono anche sotto le leggi del Ministero della Giustizia, tutto in un clima di cambiamento importante e di conflitto tra i due Dicasteri, spesso per aspetti legali di gestione.

Nel 2019 si era aperto un tavolo di lavoro con i Vostri Dicasteri, però, da parte Vostra ha dettato il silenzio a non proseguire, portando questa figura ad avere continue umiliazioni inflitte dai vari dirigenti con ricatto di essere sostituiti dagli operatori sociosanitari; L’operatore socio sanitario non può sostituire la puericultrice, senza contare la perdita economica in assenza di chiarimenti sul loro ruolo all’interno del sistema assistenziale.

Nella stessa nota viene indicato che in questa emergenza covid 19 le puericultrici sono state in prima linea.

La scrivente chiede con forza che per questi operatori sia attuato il processo di stabilizzazione a tempo pieno e indeterminato ai sensi dell’art. 20, comma 1, del D.lgs 75/2017 essendo operatori precari da molti anni con profilo di puericultrice con garanzia sulla prosecuzione del proprio posto di lavoro, rammentando, inoltre, che le stesse hanno già presentato regolare richiesta di Stabilizzazione ai sensi della norma Madia.

La scrivente chiede maggior attenzione sul problema, poiché, è inaccettabile che le puericultrici dopo anni di lavoro presso il penitenziario rischino il licenziamento, e su quanto esposto si chiede che sia nuovamente istituito un tavolo di lavoro con i due Dicasteri e la nostra organizzazione Federazione Migep per proseguire i lavori iniziati nel precedente tavolo affinché si possa trovare una soluzione adeguata per questa figura.

In attesa di un incontro urgente si porgono distinti saluti.

Distinti saluti.

Angelo Minghetti – SHC / MIGEP

Per errore era stata pubblicata la lettera di una Puericultrice, che abbiamo poi rimosso. Ci scusiamo per eventuali conseguenze per l’interessata e per la struttura.