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Ci scrive un Operatore Socio Sanitario (OSS) e ci parla dell’ultima umiliazione subita ad opera di una Caposala facente funzione: “mi ha deriso, offeso nel profondo e mandato sotto la pioggia a recuperare materiale fuori dall’ospedale”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

Le scrivo per segnalarle quanto accadutomi qualche giorno fa. Abito e lavoro in Puglia dove una Caposala facente funzioni mi ha chiesto di andare in magazzino a prende dei camici; non lo ha fatto gentilmente come si addice in una Unità Operativa e nel rapporto tra chi dirige e chi lavora, ma urlando e inveendo contro di me. Sono un Operatore Socio Sanitario.

Chiarisco che non sono un tipo irascibile e che ho sempre fatto il mio lavoro cercando di rispettare quello degli altri. Nonostante il tono arrogante ed offensivo e il suo ghigno irriverente ho deciso di non reagire e di eseguire la richiesta fattami.

Sono uscito dall’ospedale, perché i camici erano ubicati in un locale posto a 500 metri dal nosocomio. Pioveva a dirotto, faceva freddo, non avevo nulla per coprirmi.

Al rientro ho espresso la mia perplessità, si gelava là fuori e mi ero letteralmente bagnato fino agli slip. Ho fatto presente alla facente funzioni, che peraltro non è nemmeno della mia Unità Operativa, di usare dei toni più garbati in futuro perché non sempre si troverà di fronte a persone tranquille come me.

Lei ha fatto finta di nulla, non mi ha risposto e non si è nemmeno sognata lontanamente di chiedermi scusa.

Assurdo lascio a voi le vostre valutazioni, serve rispetto e dignità per i lavoratori prima di tutto.

Sono rientrato col freddo addosso tremando e tutto bagnato nella mia Unità Operativa e ho dovuto spiegare quanto mi era accaduto anche ai miei colleghi. Basiti non hanno potuto fare altro che darmi ragione e rincuorarmi.

Questa non è sanità, non è lavoro d’equipe. Io rispetto quello che fanno gli Infermieri e i Caposala o Coordinatori Infermieristici che dir di voglia.

Grazie e buon lavoro Direttore.

Nicola, Operatore Socio Sanitario