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Gli OSS sono ad un bivio: o decidono di fare un salto di qualità o restano inchiodati al palo. Per farlo serve riformare la Formazione di base e post base. Ecco alcune proposte interessanti di Gianfranco Oliveri.

Gli Operatori Socio Sanitari hanno bisogno di rilancio e si deve ripartire necessariamente dalla riforma della Formazione di base e post base e dal necessario diploma minimo di Maturità. La pensa così Gianfranco Oliveri, OSS e noto attivista nel settore. Vediamo qual è la sua proposta di cambiamento.

Egr. Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Gianfranco Oliveri, sono un OSS e sono un lettore affezionato di AssoCareNews.it da sempre. Le scrivo per presentarle un mio Documento attraverso cui voglio contribuire a dare degli spunti costruttivi per rivedere la formazione degli Operatori Socio Sanitari all’interno del territorio regionale Pugliese, ma che può essere esportano in tutta Italia.

A quasi vent’anni dalla sua istituzione riteniamo fondamentale che si avvii ad una profonda revisione della formazione degli Operatori socio sanitari.

Revisionare gli enti che formano gli operatori socio sanitari, evitare soprattutto che si dia la possibilità ad enti poco seri di formare, dando vita ad un vero e proprio mercato di formazione, mettere dei criteri stringenti e soprattutto dei controlli rigidi agli enti che fanno formazione anche con dei controlli periodici.

La mia proposta per la riforma della Formazione dell’OSS:

  1. Innalzamento dei criteri di accesso anagrafici ovvero età minima 19 anni ovvero al termine del conseguimento del diploma di scuola media superiore di secondo grado ovvero altro requisito di accesso;
  2. Test psico-attitudinale per valutare la predisposizione del candidato a questo lavoro;
  3. Innalzamento ad un percorso di almeno 1.500 ore spalmato su due anni e non su 1 anno;
  4. Maggior monitoraggio sulla formazione, vengano svolte oltre all’esame finale delle verifiche periodiche che vadano inviate agli uffici regionali sulla formazione o in alternativa le verifiche devono essere on line su eventuale portale regionale;
  5. Si richieda la verifica della presenza digitale magari attraverso un applicazione regionale per evitare la finta frequentazione dei corsisti;
  6. Maggiore incentivazione alle strutture ad accogliere i corsisti, facendo sì che possano essere davvero tirocini formativi e non manovalanza a costo zero;
  7. A livello regionale creare un elenco di tutor autorizzati che possano essere inseriti nei contesti della formazione ovvero degli Oss di esperienza riconosciuta;
  8. Rivedere il percorso formativo creando dei moduli più accessibili e attuali rispetto all’evoluzione del nostro servizio sanitario nazionale;
  9. Maggiore importanza alle lingue straniere Inglese e Francese nei percorsi formativi, assistiamo spesso alla mancata comunicazione degli operatori per la scarsa conoscenza delle lingue straniere, anche alla luce della scarsità di mediatori culturali nei vari contesti;
  10. Assicurazione obbligatoria per chi decide di accogliere gli operatori socio sanitari e maggior importanza alla prevenzione primaria;
  11. Creazione di una rete formativa e divieto assoluto della formazione a distanza ma solo in presenza;
  12. A livello ospedaliero bisognerebbe creare dei percorsi programmati per far si che gli Oss durante il loro percorso di tirocinio possano avere accesso alle Aree Mediche, Chirurgiche ai Dipartimenti di Emergenza Urgenza in modo tale di avere piena consapevolezza delle varie realtà;
  13. Formazione post attestato, ovvero la creazione di una piattaforma regionale per formare gli Oss con il criterio degli Ecm durante la sua vita professionale;
  14. Valorizzazione e fondo di tutela per gli Oss in burnout;
  15. Aggiornamento continuo sull’evoluzione dell’assistenza al paziente con patologie degenerative, studio delle linee guida e delle nuove evidenze scientifiche;
  16. Confronto degli Oss in Equipe e richiesta dell’inserimento degli Oss all’interno dell’unità di Valutazione Geriatrica;
  17. Maggiori tutele e percorsi formativi mirati per gli Oss che lavorano nel privato e nell’assistenza domiciliare;
  18. Mirare alla creazione di un Albo per gli Oss;
  19. Attivazione dell’elenco regionale degli Operatori Socio Sanitari con una piattaforma dedicata.

Grazie per lo spazio accordatori e buon lavoro.

Gianfranco Oliveri, OSS