L'Oss di Gomorra: ha lasciato la malavita per dedicarsi alla cura dell'altro.
L'Oss di Gomorra: ha lasciato la malavita per dedicarsi alla cura dell'altro.
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La lettera di un Operatore Socio Sanitario riapre la discussione sulle competenze dell’OSS nella gestione delle lesioni cutanee. Solo come supporto all’Infermiere e per la prevenzione.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Riccardo Chiariello e sono un Operatore Socio Sanitario. Da alcuni anni mi occupo di pianificare, in supporto all’Infermiere, la gestione e la prevenzione delle lesioni cutanee e delle ulcere da decubito. Mi fermo solo al primo stadio, alla segnalazione di eventuali anomalie tessutali e alla movimentazione dell’ospite per prevenire insulti chimico-fisici all’apparato tegumentario.

Preciso che lavoro come OSS da 15 anni in una struttura pubblica e che la formazione ricevuta finire dall’Azienda sanitaria è eccezionale e per certi versi non ripetibile in altre realtà.

Ho letto con attenzione un servizio del vostro Ivan Santoro che parlava stamani del Ruolo Fondamentale dell’Operatore Socio Sanitario nel Wound Care. Condivido pienamente il suo contenuto.

Oss e Lesioni da Pressione: il ruolo fondamentale dell’Operatore Socio Sanitario nel Wound Care.

Spesso mi trovo di fronte a colleghi che non capiscono l’importanza di gestire correttamente le lesioni, di qualsiasi natura esse siano. L’OSS, così come sancito dal Profilo dell’Operatore Socio Sanitario, non ha oggi le competenze per farlo, ma può sicuramente gestire con apposite creme idratanti (non contenenti farmaco) le lesioni di primo stadio (il rossore) e prevenire ulteriori danni.

Poi attraverso un opportuno piano di mobilizzazione degli Assistito può contribuire alla loro non insorgenza.

Per il resto mi trovo perfettamente in armonia con quanto scritto dal dott. Santoro.

Ne approfitto per dirvi grazie per il lavoro costante di informazione e di formazione messo in piedi da AssoCareNews.it, l’unico quotidiano che rispetta gli Operatori Socio Sanitari e li valorizza come meritano.

Buon lavoro.

Riccardo Chiariello, OSS in Emilia Romagna, ma campano di origini

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