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La storia di Michele, Infermiere, ci fa riflettere sulla stato di stress e disagio in cui vivono i colleghi: “ho lasciato l’indeterminato per accettare i 36 mesi dell’ASL di Bari; sono disperato, voglio tornare in Puglia”.

Carissimo Direttore,

la seguo da un po’ di anni, da quando dirigeva un altro quotidiano. Abbiamo superato assieme anche qualche concorso. Sono Michele (nome di fantasia) e sono un Infermiere che ha deciso di abbracciare la professione 10 anni fa.

Prima di allora mi occupavo di un’azienda privata e facevo in pratica l’imprenditore. Nel 2008 ho deciso di cambiare vita e mi sono iscritto al Corso di Laurea in Infermieristica a Milano, dove ho superato il test di preselezione ottenendo anche un ottimo risultato.

La vita universitaria mi ha cambiato molto, anche quella professionale, ma non ho mai abbandonato l’idea di tornare a casa, di stare con i miei cari, di portare con me anche mia moglie, pure lei pugliese.

Qualche giorno fa ci è arrivata ad entrambi la richiesta di assunzione dall’Azienda Sanitaria Locale di Bari a seguito della nostra domanda di adesione all’Avviso Pubblico per Infermieri (area BAT).

Ci abbiamo pensato un po’. Lei lavora on line, io sono dipendente pubblico. La scelta era quasi obbligata: ieri mi sono licenziato e ho scelto di tornare nella mia e nostra terra natia.

Caro Direttore anche lei è pugliese e so’ di cosa parlo quando le dico che la Puglia mi manca e che quella terra meravigliosa presto mi riabbraccerà e io la riabbraccerò calorosamente.

Grazie Direttore, continui ad informarci puntualmente come solo lei sa fare in questa professione che ci umilia e ci costringe ad un esilio che nemmeno nemmeno i carcerati possono immaginare.

Michele, Infermiere

PS = Sono anche stato dichiarato idoneo alla Mobilità Infermieri Puglia 2020 e sono tra i primi 283. Pertanto con questa mia scelta libero il posto a chi viene dopo di me, che certamente gioirà di questo mio sacrificio. E io sarò contento per lui o per lei. Basta così, sennò scoppio a piangere e non la smetto più.

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