Liste d’attesa, violenza e autonomie regionali: medici baresi chiedo incontro al governatore Michele Emiliano.
Liste d’attesa, violenza e autonomie regionali: medici baresi chiedo incontro al governatore Michele Emiliano.
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Ecco una lettera aperta del papà di un Infermiere a Michele Emiliano: “caro Governatore permetta a mio figlio e ai suoi colleghi di tornare in Puglia con la mobilità o il comando, sennò chi ci assisterà?”.

Preg.mo Sig. Presidente,

sono uno dei tanti genitori, invalidi e bisognosi di assistenza continua per via di handicap grave (con ossigenoterapia continua 24 ore su 24 ore), riconosciuto ai sensi dell’art. 3, Legge n. 104/92, costretto a vivere nel proprio domicilio in uno dei tanti piccoli borghi del Subappennino Dauno in provincia di Foggia.

Fino a poco tempo fa mi aiutava nelle faccende quotidiane mia moglie, ora un po’ meno per via del diabete mellito aggravatosi negli ultimi tempi assieme alla quasi totale cecità, riducendo notevolmente la sua capacità comportamentale.

Ho tre figli che vivono e lavorano al Nord: due OSS e un Infermiere. Il maggiore dei tre, Infermiere dipendente presso una Azienda Sanitaria pubblica, usufruisce mensilmente dei permessi retribuiti. Ma è troppo poco, in quanto la maggior parte del tempo è speso
in viaggio. Mi rimane accanto solo poche ore. Per di più il viaggio comporta, oltre ai possibili rischi automobilistici, preoccupazioni eccessivi sia per i delegati sia per gli stessi assistiti.

Da qui la necessità di un avvicinamento urgente tra genitori anziani e malandati e i loro figli. A tale scopo, mio figlio da tempo ha partecipato al concorso per la mobilità e al mega-concorso poi da lei annullato, entrambi bloccati in passato a causa del CoVid 19.

Proprio ieri è stato annunciato dalla Regione Puglia l’elenco degli ammessi alla Mobilità, ma ancora non si è capito se la graduatoria verrà messa fuori a breve o sarà rinviata come il mega-Concorso per Infermieri.

Non resta che il trasferimento per comando presso l’ASL di Foggia o gli Ospedali Riuniti del Capoluogo, dove giace da tempo la relativa domanda, giustificata da documenti validi e veritieri.

Non mi resta che salutarLa cordialmente, ponendo in Lei tutte le mie speranze relative alla soluzione di questo problema che affligge assai non solo me, ma l’intera famiglia.

Buona elezione e spero di rivederla alla guida della Puglia.

Matteo, papà di un Infermiere