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La lettera di Marco Lanzi, marito di una Operatrice Socio Sanitaria, riapre la discussione sul ruolo e sulla considerazione degli OSS nel Sistema Sanitario Nazionale e tra la gente.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

sono il marito di una Operatrice Socio Sanitaria (OSS); vi vorrei segnalare dei fatti che a seguito della fase due della pandemia, molti operatori del turismo e del commercio prevedono forti sconti o addirittura esenzione nei confronti di operatori sanitari quali medici e infermieri, escludendo di fatto gli OSS, sia ben chiaro non è questione egoistica dello sconto, la riflessione va al di là dello sconto o delle agevolazioni, ritengo che sia discriminatorio per tutta la categoria, e ancora di più nei confronti di quei OSS, che si sono offerti come volontari.

Mi domando a cosa sono serviti i sacrifici sul posto di lavoro e nella famiglia con il rischio e pericolo di contagiare la stessa e talvolta tali rischi hanno comportato cambiamenti anche in ambito familiare, fino a dormire in stanze separate! Sì, é vero, hanno avuto per un attimo visibilità quando si è trattato del lavoro svolto nelle RSA, ma poi…! Tutto è finito là!

Ritengo che tale categoria sia bistrattata, dove a tutt’oggi ancora non trova una collocazione specifica , una figura insita nel limbo, invece bisognerebbe attribuire pare dignità e pari riconoscimento alla categoria come sanitari, a tutti coloro che si sono impegnati e continuano ad impegnarsi per la tutela della salute altrui, in quanto chi più e chi meno per le proprie competenze hanno contribuito a sostenere da un lato le attività dei medici e degli infermieri e dell’altro hanno prestato assistenza ai pazienti.

Fiducioso che tale figura con questo governo trovi definitivamente la sua esatta fisionomia, con la concertazione con tutti i soggetti preposti.

Cordiali saluti.

Marco Lanzi, marito di una OSS