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Mara, Operatrice Socio Sanitaria risponde al collega Marco: “gli OSS non hanno paura di evolversi, ogni lavoro ha la sua dignità”.

Buongiorno direttore di Assocarenews.it,

vorrei rispondere all’Operatore Socio Sanitario Marco Petrilli che ha scritto una lettera dove dice che la nostra categoria non vuole progredire, facendogli presente che con gli anni agli OSS sono state date tante mansioni, specialmente da quando agli Infermieri hanno fatto prendere la laurea e la loro non è più una professione che si imparava sul campo (…) ed allora hanno iniziato a dire all’operatore che quello che aveva fatto fino a quel momento era diventato improvvisamente invasivo, quando fino al giorno prima veniva fatto.

È stata la legge a relegarci in un ruolo dove siamo uguali a chi fa le pulizie, senza offesa per i colleghi che fanno le pulizie, ma chi ha iniziato come Adest nelle case di cura o di riposo faceva di tutto, metteva i cateteri, preparava e somministrava le terapie con il piano terapeutico preparato dal Medico, faceva le medicazioni che adesso fanno gli Infermieri e tu devi chiedere anche solo per mettere dell’eosina, mentre prima delle piaghe da decubito se ne poteva occupare l’OSS.

Ci sono delle OSS che da anni si preoccupano del diploma perché credo che, in questo caso parlo per me, a cinquanta anni non me la sento di rimettermi sui libri nel poco tempo libero che ho per me stessa e nello stesso tempo non voglio lasciare un lavoro che ho scelto e che mi fa sentire soddisfatta di me ogni volta che un paziente mi sorride e mi ringrazia solo perché non ho le credenziali che si vuole adesso, solo per sentirmi importante e, secondo qualcuno, istruita perché ho un diploma.

Si può essere istruiti in una cosa, anche solo leggendo dei libri che parlano di quello e non serve proprio un pezzo di carta, stiamo facendo impazzire i nostri giovani per farli studiare per forza per prendere un diploma od una laurea, quando delle volte serve di più un’operaio specializzato che può voler dire un falegname od altro che invece non si trova perché si pensa non sia prestigioso.

Vi voglio ricordare che ogni lavoro è dignitoso e che bisogna farlo con soddisfazione propria per riuscire ad andare avanti se no dopo un po’ si rinuncia o si inizia a farlo male.

Mara Camino Camarca, OSS

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