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La lettera di Mara, Operatrice Socio Sanitaria, riapre la discussione sul futuro degli OSS in Italia: “molti colleghi hanno iniziato questo lavoro per bisogno e con la terza media, ora si devono diplomare?”.

Caro Direttore di Assocarenews.it,

in risposta alla lettera di Guido e della sig.ra Ramunno Michela che parlano tutti e due di cose che non sanno, vorrei far presente il mio punto di vista. Mi chiamo Mara, sono un’operatrice socio sanitaria che, alla fine, ha scelto di essere un’operatrice di casa di cura.

Io nasco come badante sia a casa che in ospedale nel 1995 quando chiunque può, con un po’ di impegno, diventare un’operatore in struttura avendo solo la terza media ed anche senza nessun’altra titolo di studio, ma alcuni solo per passione nata dopo che hanno visto come vengono trattate le persone (di solito un familiare) e sperano di poter fare la differenza. Non tutti hanno solo la terza media, alcuni hanno diplomi di vario genere forse non la maturità).

Nel duemila nasce la figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS) e il governo italiano che fa nascere questa figura per dare un profilo unico ai vari operatori tipo OTA, ADEST ed altre figure che lavorano nella sanità sotto gli infermieri professionali. Peccato che non gli viene chiesto a queste persone di fare il corso di 1000 ore per questa figura che comunque all’inizio non è molto chiara, ma basta che il datore di lavoro dichiari che questa persona sta lavorando nell’ambito e viene fatto una specie di corso di aggiornamento ma senza sapere se questa persona ha già fatto uno dei corsi che servirebbero per entrare in quest’ambito.

È questo è stato già un’errore perché molti si sono messi a fare questo lavoro per bisogno, ma il secondo errore fatto dal governo è stato quello che i primi corsi come oss sono stati usati per integrare e far lavorare gli immigrati al quale è stato accettato che sapessero e capissero la nostra lingua più o meno, quindi per forza di cose, è stato necessario richiedere come titolo di studio per partecipare solo la terza media perché ammesso che queste persone avessero preso un diploma nel loro paese, in Italia non era valido.

Ho raccontato tutto ciò come permessa per dire che, nonostante, io stessa sono partita senza nessun titolo per poter lavorare nell’ambito, ho lavorato cinque anni come ADEST prima di fare uno fra i primi Corsi OSS di 1000 ore e scegliendo di farlo completo e non il presunto aggiornamento nonostante potessi, come me altri operatori hanno fatto questa scelta.

Quindi vorrei dire a Guido che non tutti i vecchi operatori sanitari sono persone con poca cultura ma che questo può essere successo perché prima di dare la possibilità di lavorare a una persona straniera, bisogna che gli venga insegnata la lingua sia scritta che parlata del paese dove vanno ad abitare e non che queste persone la imparino dai figli che vanno a scuola qui e non accettare che loro anche sul posto di lavoro possano parlare la loro lingua.

Quindi non pensiamo che tutti gli operatori sanitari vecchi siano così, perché sia oggi che allora c’era chi sceglieva questo mestiere per passione e chi, invece, per lo stipendio.

Mara Camino Camarca, OSS

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