L’AADI difende Alfredo Sepe (FIALS) e bacchetta Andrea Bottega (Nursind).

L'AADI difende Alfredo Sepe (FIALS) e bacchetta Andrea Bottega (Nursind).
L'AADI difende Alfredo Sepe (FIALS) e bacchetta Andrea Bottega (Nursind).

Carissimo Direttore,

non vogliamo entrare in merito alla polemica sorta tra Nursind e FIALS Bologna che poco ci riguarda, ma è nostra premura invece come associazione che tutela la figura infermieristica sottolineare che, le affermazioni del Segretario Nazionale Nursind Andrea Bottega così per come sono state espresse nei commenti sono solo strumentali e non rappresentano la realtà dei fatti.

Dire che l’infermiere può costruirsi il futuro senza l’ausilio degli OSS è un falso clamoroso, volto solo a denigrare e screditare per ragioni di orgoglio sindacale, Alfredo Sepe, segretario FIALS Bologna, del quale, riconosciamo certamente lo spirito combattivo e le strategie di combattimento di Spartana memoria, ma che ad onor del vero, non ha mai nascosto di essere un OSS e di svolgerne la relativa attività sebbene sia in possesso di una Laurea Magistrale in Economia.

Conveniamo però che, il nuovo CCNL 2016/18 in realtà fa acqua da tutte le parti ed è stato il solito guazzabuglio sindacale che non ha per nulla riconosciuto e distinto le professionalità dai ruoli.
Il fatto poi di non averlo firmato è stata una scelta che in realtà non ha prodotto vantaggi agli iscritti e soprattutto agli infermieri, ed infatti, il Nursing Up, anch’esso in prima istanza non firmatario è subito corso ai ripari con una firma tecnica che gli consentirà di potersi poi sedere ai tavoli delle trattative.

Il fatto poi che Sepe sia sindacalista ed OSS e che, con tale ruolo, difenda i suoi colleghi OSS, gli amministrativi, i tecnici, ma anche gli infermieri, è solo una stortura che ha una sua origine di natura costituzionale, non essendo indicata nella nostra Carta Costituzionale la corrispondenza diretta della professionalità del sindacalista con quella dei propri iscritti per esercitare la loro difesa. Altrimenti non avremmo a tutt’oggi, sindacalisti con la sola terza media (con gravi carenze sintattiche e grammaticali) segretari nazionali, regionali o provinciali e perfino Ministri dell’istruzione.

Infatti l’art. 39 Cost. in parola, così recita; “L’organizzazione sindacale è libera.. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. E` condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”.

Come si vede quindi, il fatto che Alfredo Sepe sia un OSS, un tecnico o un cuoco, non rileva ai fini della tutela sindacale che esprime nei confronti dei propri iscritti, anche se infermieri e, quindi, come tale, è ininfluente.

Nel merito però, viste le affermazioni di Bottega, è doveroso da parte nostra intervenire, pur insistendo sul fatto che poco ci interessano le scaramucce sindacali sul chi “ce l’ha più duro…” rimembrando vecchie terminologie da prima Repubblica, ma se per screditare l’uomo o il sindacalista, si tenta di screditare una intera categoria allora è necessario rimettere in ordine i ruoli e le professionalità.

Bottega, esponente di rilievo nel panorama sindacale italiano, sa benissimo che il ruolo dell’OSS in sanità era, è e sarà sempre più pregnante e necessario, se non altro perché servirà finalmente a porre fine allo sfacelo che il suo stesso sindacato “Nursind” insieme ai “tre porcellini” CGIL, CISL e UIL, come anche la FIALS, hanno fatto della professione infermieristica negli anni, disconoscendo il fenomeno del demansionamento e dell’utilizzo improprio delle specializzazioni e delle competenze sempre più ampie, che l’infermiere come professionista ha acquisito negli ultimi anni, anche grazie alle intervenute novelle legislative.

Oggi, Nursind, come anche la FIALS e Nursing Up, iniziano a parlare di demansionamento infermieristico, sebbene in modo marginale, perché? Forse perché hanno fiutato che l’aria sta cambiando, gli infermieri reclamano sempre di più il loro ruolo nella sanità e le molteplici sentenze della Cassazione su tale aspetto sono oramai ius receptum.

Le sentenze dal tenore inibitorio sono oramai un fatto acclarato, quello che manca ancora è il riconoscimento di un congruo risarcimento dei danni non patrimoniali e professionali conseguenti alla marginalizzazione della professione, un aspetto sul quale l’AADI sta lavorando alacremente e che certamente non tarderanno ad arrivare mettendo finalmente una pietra tombale sulla mortificante condizione infermieristica.

E questo, potrà avvenire anche grazie al contributo degli OSS, figura più che mai necessaria e che come tale, deve essere considerata ed apprezzata poiché deputata a quelle attività domestico- alberghiere che fino ad oggi erano state dolosamente attribuite agli infermieri, grazie soprattutto alle compiacenze ed ai silenzi sindacali, nessuno escluso.

Bottega, sindacalista di lungo corso, che si batte per l’infermiere di famiglia, per i reparti a conduzione infermieristica, per la gestione manageriale delle attività professionali, dovrebbe incentivare la presenza dell’OSS all’interno delle equipe sanitarie anziché denigrarli a solo vantaggio di chi fino ad oggi ha sempre ribadito, a torto, che la centralità dell’assistenza al paziente anche dal punto di vista domestico alberghiera è in capo all’infermieri.

Altrimenti qualcuno dovrebbe poi spiegarci come possa essere possibile attribuire ulteriori competenze all’infermiere senza aver prima abbandonato quelle mansioni che ricordano un periodo storico oramai secolare, nel quale l’infermiere era un ausiliario, un supporto manuale, un mero esecutore di compiti elementari.

E dovrebbe poi spiegarci anche come mai, ad oggi, esistano ancora infermieri di serie A ed quelli di serie B, eppure la categoria è la stessa, la preparazione di base e la preparazione specialistica anche, ma chissà per quale sconosciuto motivo esiste una “elite” di soggetti (infermieri) che non ha mai visto un paziente o un reparto, che si dedicano solo alla ricerca, ai congressi, alle docenze, mentre la maggior parte degli altri “sfacchina” nei reparti di degenza occupandosi di tutto lo “scibile sanitario” dallo spolverare e disinfettare le plafoniere all’introduzione di picc e mid-line.

Questa distorsione del sistema, creata ad hoc da tutti i sindacati, non ha fatto altro che snaturare l’originalità, le capacità e la considerazione anche sociale della figura dell’infermiere.
Ben vengano quindi OSS con due, tre o quattro “S” poco importa, ma che finalmente consentano ai professionisti veri di potersi esprimere liberandosi di lacci e lacciuoli.

Bottega invece di perdere tempo in queste scaramucce inutili e strumentali, impieghi il suo talento per far emergere le capacità e le competenze dell’infermiere evitando che venga ulteriormente emarginato e impiegato solo per ruoli di secondo piano e di bassa manovalanza.

Il Direttivo dell’Associazione Avvocatura degli Infermieri

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