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Ospitiamo oggi l’appello di Fabio Guarnaccia, Infermiere dell’AUSL Romagna, che da tempo si dice scontento di come si sta evolvendo o involvendo la Professione. Lui fa un accorato invito ai colleghi a scendere in campo.

Ai colleghi infermieri,

ho sempre sentito lamentele da parte vostra in reparto perché le cose non vanno come dovrebbero. E se non vi lamentate, dovreste farlo.

Il trattamento riservatoci per l’emergenza Covid è solo la goccia in un vaso già saturo.

Ci hanno dato la mancetta (da restituire a fine anno se non lavoriamo almeno 8 ore in più del dovuto), un paio di medaglie, una pacca sulle spalle, “eroi, angeli” ecc e stronzate di questo genere.

Capito? Non solo si è gestita l’emergenza in assenza di DPI (che dovevano esserci), ma la mancetta è pure un prestito.

Io dico che presi per il culo più di così non si può.
Ma le cose andavano meglio pre-covid? 2,74 euro LORDI l’ora per l’indennità notturna.

Lo stipendio più basso in Europa a fronte di un’evoluzione normativa che dal ’94 ci vede RESPONSABILI dell’assistenza infermieristica.

Responsabilità aumentate, stipendi immutati.
Così vuole lo stato: botte piena e moglie ubriaca.

E cosa dicono gli studi sul rapporto infermiere:paziente? (Studio RN4CAST)
Che il rapporto ottimale sarebbe di 1:6. Già un rapporto 1:7 aumenta del 6% la mortalità e del 23% le cure mancate.

In Italia nel migliore dei casi si lavora con rapporti di 1:10. Nei peggiori 1:20, passando per tutti i valori intermedi.

Non parliamo poi del demansionamento. Che validità ha avuto l’accordo Stato-Regioni del 2001 (nascita dell’OSS) se nei reparti le sue mansioni vengono demandate all’infermiere?

Ora, se vi sta bene essere sfruttati, abusati, demansionati in questa maniera fatti vostri, ma non provate a lamentarvi dopo.

Cosa credete, che le cose miglioreranno per l’azione dello spirito santo?

Che dignità avete se vi lamentate e poi non scendete in piazza a protestare?

Scrollate le spalle e pensate che qualcun altro lo faccia per voi, dimostrando di che pasta siete fatti. Vuoti e senza spina dorsale.

Probabilmente vi sono anche fattori culturali alla base. Guardate in Francia, nel 2017, gli scioperi ad oltranza degli infermieri. Loro sì, gente con il senso di una coscienza di classe.

Beh, dopotutto parliamo di francesi. Gente che ha partorito l’illuminismo.

Probabilmente anni luce da noi.

Fabio Guarnaccia, Infermiere Ausl Romagna