Infermiera: medico disumano e maleducato, è giusto denunciarlo?

Medico disumano: che fare?
Medico disumano: che fare?

Medici e cattive maniere

Un’infermiera è messa a disagio con i pazienti dell’ambulatorio: la causa è il modo di fare del medico! Che fare?

Un’infermiera ambulatoriale ci chiede un parere riguardo una questione importante: uno dei medici che assiste si comporta malissimo con i pazienti. E’ giusto denunciarlo?

 

Gentile AssoCareNews

sono infermiera ambulatoriale a Napoli e vi scrivo dopo avervi contattato telefonicamente riguardo questa vicenda.

Per lavoro assisto diversi dottori ed uno di essi mi mette in forte imbarazzo. Maleducato, aggressivo e offensivo, comunica le notizie ai pazienti quasi mandandoli a quel paese!

Io ormai ci ho fatto l’abitudine e so cosa posso chiedergli e quando farlo ma le persone che vengono all’ambulatorio spesso incappano in reazioni esagerate e senza motivo.

Dato che spesso diventa pure offensivo vorrei denunciarlo ma non so forse farei meglio a tacere. Ci sono precedenti a vostra memoria?

Grazie.

Ps vi seguo sempre!

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Cara Collega,

ti ringraziamo per averci voluto coinvolgere su questa questione spinosa.

Sapere che hai colto proprio la mela marcia dall’albero ci dispiace e cercheremo di aiutarti ma non avendo esempi chiari del comportamento del medico in questione, la valutazione dovrai farla tu!

Se pensi che questi possano andare in contrasto con l’etica e deontologia medica, ti invitiamo a denunciare i fatti all’ordine dei medici di competenza (il medico è iscritto all’albo di napoli?).

In ogni caso sarebbe opportuno tentare per prima cosa un dialogo con l’interessato volto a capire le motivazioni, le possibilità di autocritica e ammissione di questi comportamenti scorretti e la possibilità di correzione degli stessi. In area aziendale ci saranno sicuramente figure preposte a raccogliere la tua segnalazione.

Di precedenti ce ne sono ma non quanti necessari a tracciare una soluzione tipo della questione: ti consigliamo pertanto di valutare se puoi trovare prove tangibili o testimonianze solide tenendo sempre a mente però che si tratta di azioni mirate a tutelare il paziente ed il servizio aziendale, non a diffamare il collega medico.

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