Infermiera costretta a fare l’OSS a Roma su ordine del Coordinatore

Infermiera costretta a fare l'OSS al Gemelli su ordine del Coordinatore.
Infermiera costretta a fare l'OSS al Gemelli su ordine del Coordinatore.

Gentile Direttore di AssoCareNews.it,

sono una collega Infermiera e lavoro presso una nota struttura ospedaliera come infermiera. Da tempo, ormai 10 anni o più, mi chiedono di fare spesso il “pinatonamento” a pazienti con particolari disagi pscichici. Da due o tre mesi mi capita spesso di dover sostituire l’Operatore Socio Sanitario. Mi spiego meglio. 

Per problemi miei personali sono “di giro”, ovvero la mattina il SITRA mi indica dove devo andare a prestare servizio. La scorsa settimana mancava l’OSS in reparto ed hanno mandato me a coprirlo; ho dovuto chiamare il mio coordinatore poiché mi sono rifiutata di ritirare i vassoi del pranzo che ritengo non mi competa e li ho avvertiti.

Stamani mi hanno mandato in un reparto per sostituire un Operatore Socio Sanitario in ferie (quindi una mancanza conosciuta già da tempo). Anche in questa occasione mi sono dovuta rifiutare poiché credo che ormai sia certo che io come infermiera non debba preparare il tè, caffè e latte e servirlo ai pazienti, imboccarli, fare i letti, passare il vitto e sparecchiare. Cosa che è  assodato deve essere compito dell’OSS.

Ho chiamato i servizi preposti ed il mio coordinatore ha pensato bene di cambiarmi reparto, ma non di mansione; infatti, ha mandato un OSS nel reparto dove mancava e mi ha chiesto di fare il giro letti con gli Operatori Socio Sanitari.

Chiedo consiglio su come muovermi e sarei contenta se poteste portare alla luce le grandi carenze che il mio ospedale ha nei nostri confronti. In un altro reparto colleghi che si erano lamentati del carico di lavoro sono stati spostati in gruppo in altra Unità operativa; per evitare ritorsioni molti di noi accettano di svolgere mansioni non proprie della Professione Infermieristica e di sottomettersi ai diktat dei coordinatori infermieristici.

La mia dignità professionale è stata più volte calpestata e ciò non è corretto.

Cordiali saluti.

Barbara, Infermiera

* * *

Grazie collega,

grazie per averci presentato il tuo caso. La situazione che ci narri è tipica di quasi tutte le strutture sanitarie d’Italia (e non si registra solo nel Lazio), nel pubblico e nel privato. Proprio ieri abbiamo sollevato il caso dell’Emilia Romagna dove, soprattutto di notte, gli Infermieri vengono lasciati soli in turno e sono costretti a svolgere mansioni tipiche dell’Operatore Socio Sanitario. E ciò con la compiacenza di Coordinatori Infermieristici, Dirigenti Infermieri, Dirigenti Sanitari, Manager di struttura e perché no qualche sindacato compiacente. Solo a Imola la FIALS ha avuto il coraggio di denunciare l’azienda sanitaria per la deprofessionalizzazione continua degli Infermieri e per il sotto-utilizzo degli OSS. Sai un Infermiere costa meno di un Operatore Socio Sanitario in aggiunta. I risparmi sul personale sanitario poi vengono ripartiti nei piani incentivanti ad esclusivo appannaggio di coordinatori e dirigenti. Ti diamo un consiglio, la prossima volta non accettare l’incarico, se vuole il tuo coordinatore può farti un ordine di servizio; se te lo fa denuncia subito la cosa alla magistratura e al tuo Ordine di riferimento (in questo caso l’OPI di Roma). Se il coordinatore continua a comportarsi male nei tuoi confronti o ti trasferisce di reparto puoi sempre denunciarlo per mobbing. E da quello che ci hai detto ci sono tutti gli elementi per farlo. Spero di essere stato esauriente, manderemo questo servizio all’attenzione del tuo OPI.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore AssoCareNews.it

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