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martedì, Ottobre 19, 2021
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HomePrimo PianoLettere ad AssoCareNews.itIn Calabria servono gli OSS, ma le aziende sanitarie non assumono.

In Calabria servono gli OSS, ma le aziende sanitarie non assumono.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’OSS Giuseppe al commissario della sanità calabrese Guido Longo: “si assumano Operatori Socio Sanitari dal concorso”.

Egr. Commissario Longo,

La storia ancora continua e perdura ma la speranza e la voglia di arrivare al proprio traguardo in molti Calabresi residenti fuori Regione per lavoro non si ferma.

L’annoso problema sanitario regionale calabrese è sempre attualità. Una realtà che viene riscontrata in ogni Azienda Sanitaria da Vibo V. a Reggio C, da Catanzaro a Cosenza via Crotone, presidi ospedalieri che arrancano proprio dalla base, i numeri sono più che alti e nelle corsie di ogni nosocomio di assistenza vera e propria non se ne riscontra.

Sono molti i lavoratori che attendono ormai impazienti quella famosa convocazione dopo aver superato il concorso pubblico di OSS completato già da due anni, graduatoria pubblicata a settembre 2019 con 282 operatori idonei.

Dai governi già passati M5S e Lega si era raggiunto un obiettivo ben preciso di far rilanciare la Sanità Calabrese sempre sotto pressione tra mal gestione e il malaffare ancora presente ad oggi con le solite infiltrazioni mafiose.

Il Decreto Calabria e il Decreto bis ha indirizzato delle risorse economiche per potenziare il settore sanitario pubblico, ora stando ai fatti il fabbisogno non tende ad arginarsi e le corsie sono sempre restie di personale sanitario, sarebbe un ottimo momento, qualche settimana fa il riconoscimento nell’Area Sanitaria fino ad ora lasciata nell’ombra.

A nome di tanti padri e madri e altri colleghi che causa forza maggiore, cioè la mancanza di un assunzione si ritrovano a svolgere la propria mansione fuori regione. Non credo si cerchi lo sbarco sulla Luna, credo sia un diritto poter lavorare e ad oggi ancor di più dove il disagio nelle varie realtà sanitarie della nostra Regione si manifesta in una maniera pesante se si pensa solo la chiusura di 18 ospedali e con dei livelli Lea che stentano ad arrivare al 50%.

Credo che ci debba essere una sinergia di tutti per poter ricreare quello che negli anni è stato purtroppo distrutto.

Quanto tempo ancora dobbiamo attendere, un cambio di mentalità pur ci dovrà essere non mi capacito a sapere che ci sia la possibilità di poter tornare alla terra d’ origine e dare quel piccolo contributo a far sì che ci si scrolli da dosso quell’etichetta negativa, un fardello che pesa come un macigno.

Giuseppe Ierace – OSS

Redazione AssoCareNews.it
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