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Giuliano, Infermiere attivo negli anni della primavera infermieristica degli anni ’90, oggi si dice deluso.

Dura lettera di Giuliano, Infermiere di lungo corso che è stato attivo ai tempi delle grandi conquiste dell’infermieristica e che oggi è deluso.

La sua lettere non ha bisogno di commento.

“Gentili redazioni,

scrivo questa lettera alla soglia della pensione. Infatti tra 5 mesi esatti smetterò di fare l’infermiere, mentre per sempre lo continuerò a essere.

Ho iniziato nell’87, dopo la scuola regionale. Eravamo poco più che operai della sanità. Ma sapevamo di avere grandi capacità e grande impatto nella vita delle persone.

Sono sceso in piazza quel famoso 1° luglio del 94, quando sembrava che la sanità pubblica fosse solo un costo senza risultati.

Mi sono battuto per firmare raccolte firme contro il mansionario.

Ho partecipato senza mai candidarmi al collegio.

Ora, che sto per andare in pensione, mi guardo addietro agli ultimi 20 anni e tra tanti ricordi trovo molta delusione.

Non solo verso i migliaia di colleghi che pensano solo allo stipendio o al posto fisso.

Verso la “testa” della professione, la parte intellettuale, la parte politica e accademica. Siete deludenti, fatevelo dire. La maggior parte di quelli che vedo sono rimasti infermierucoli solo che adesso siamo arricchiti dal fatto che possiamo farci chiamare dottori.

So di essere ingiusto verso alcuni ma è così. L’infermiere dirigente non è guida della professione ma è servo del dirigente medico. Troppo spesso lo è, non prendiamoci in giro con i buonismi.

Nei reparti prima c’era ignoranza ma anche umanità. Era l’ignoranza di un sapere che ci veniva negato. Ora c’è ignoranza umana, la disgregazione della categoria è vile e triste.

Scusate la tristezza nelle mie parole, spero servano a far riflettere qualcuno.

Infermiere (per sempre!)

Giuliano”.