oss infermiera lisa
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La lettera di Elisa, Infermiera, ci fa riflettere sulle modalità di reclutamento del personale sanitario in Italia: “mi hanno chiamata in ASL per Avviso anti-Covid, ho ottenuto aspettativa, ma nessuno mi risponde per assunzione, chiamo i carabinieri?”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

la seguo da un paio di anni e conosco qual è la sua attenzione nei confronti di problematiche come quella che andrò a rappresentare in questa sede. Le spiego. Mi chiamo Elisa (nome di fantasia), ho 31 anni, e sono una Infermiera. Da tempo vivo e lavoro al Nord dove ho vinto più di un concorso e sono dipendente a tempo indeterminato di una nota azienda sanitaria pubblica.

Qualche settimana fa ho partecipato ad un Avviso Pubblico per Infermieri e ho deciso pertanto di mettermi a disposizione del mio Sud per la lotta contro il Coronavirus.

Qualche giorno fa sono stata convocata dall’ASL per questo Avviso e ho dato la mia disponibilità firmando anche un documento per uno specifico ambito assistenziale (ovviamente in Area Covid).

Lo stesso giorno ho inviato una PEC alla mia azienda e dopo una settimana ho ottenuto l’aspettativa per 12 mesi, così come richiesto. Il contratto era rinnovabile fino a 36 mesi.

Preciso che di questi tempi ottenere un’aspettativa dal lavoro essendo Infermiera è praticamente impossibile.

Ero felice, finalmente tornavo a casa. Ho organizzato trasloco e ho spedito tutti i miei averi giù al Sud a casa dei miei.

Subito dopo ho cercato di contattare l’Ufficio Personale dell’ASL: l’ho fatto al telefono, via mail, via PEC, recandomi personalmente in azienda, ma niente di niente. Nessuno ha mai risposto finora.

Sono in aspettativa dal 1 di dicembre e ad oggi non so se e dove prenderò servizio. Non rispondo al telefono, ignorano le PEC, sono disperata.

Come mi devo comportare? Ho pensato anche di mandare i Carabinieri per capire se in quell’ufficio sono morti tutti o sono, speriamo, vivi e vegeti.

Con la scusa del Covid ho l’impressione che accadano cose strane negli uffici della aziende sanitarie pubbliche, stanno infatti chiamando a casaccio dalla mia graduatoria, offrendo contratti a voce che poi non si tramutano in contratti scritti. E non rispondono, sembra di stare di fronte ad un muro invalicabile.

Siamo Infermieri, professionisti della salute o dei meri numeri da utilizzare a loro piacimento? Molti miei colleghi si sono anche licenziati, non avendo ottenuto l’aspettativa non sapevano come e cosa fare e oggi si ritrovano senza lavoro e probabilmente senza un incarico a tempo determinato annunciato via PEC e mai concretizzatosi.

Non so che fare, sono delusa, mi sento vilipesa dal profondo, nessuno ci aiuta e anche gli Ordini Infermieristici sembrano impotenti di fronte a tanto strapotere di chi dovrebbe favorirsi, ma ci getta nella disperazione.

Grazie per aver accolto il mio sfogo.

Elisa, l’Infermiera-Zerbino

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