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Dopo tre notti di fila Infermiere crolla in reparto e dorme in poltrona: richiamato in Direzione.

Dopo tre notti di fila Infermiere crolla in reparto e dorme in poltrona: richiamato in Direzione.

Lavora per tre notti di fila in UTIC e poi crolla in poltrona durante il turno. Giovane Infermiere richiamato in Direzione Infermieristica per aver aver omesso di vigilare sui pazienti. I colleghi lo hanno segnalato.

Ha lavorato tre notti di fila senza mai riposare perché in Reparto vi erano 5 malattie. Un Infermiere di 27 anni neo-assunto è crollato alla terza notte e si è accasciato sulla poltrona presente in uno dei box dell’Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) dove lavora. Il giorno dopo, segnalato da un collega, è stato richiamato in Direzione Infermieristica e ammonito: “il fatto non si deve più ripetere”. Al collega è stata data la facoltà di replicare, ma ha preferito non farlo perché ancora in fase di prova e in attesa dell’indeterminato. Ecco la sua lettera (omettiamo il suo cognome per ovvie ragioni di riservatezza sua e dei suoi assistiti).

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it

seguo da sempre il suo giornale perché anche se spesso in maniera superficiale, andrebbero approfonditi maggiormente i fatti per dare più veridicità agli stessi, riesce a raccontare le storie reali di vita professionale nelle Unità Operative dove tutti i giorni lavoriamo. Sono un Infermiere neo-assunto e lavoro in una rianimazione coronarica. Di notte siamo tre gli Infermieri in turno e ci alterniamo tra 6 box, ciascuno dei quali dedicato ad un singolo Paziente.

Vengo subito al sodo. Dopo un mese e mezzo di lavoro in UTIC ho già fatto 20 notti. Questo perché secondo il Coordinatore Infermieristico non sono ancora in grado, per mancanza di esperienza, di affrontare il reparti in autonomi di giorno e pertanto al momento è preferibile fare il notturno. E ci può essere come motivazione, non l’ho mai messa in dubbio. Il problema, però, è che sono molto stanco e che non riesco a sostenere più questi ritmi, ormai ho alterato tutti i miei ritmi circadiani.

L’ultima volta mi sono beccato un richiamo perché al terzo turno di notte consecutivo senza riposi per tamponare l’assenza di ben 5 colleghi in malattia sono crollato sulla poltrona presente in un box di un assistito. Non me ne sono nemmeno accorto, mi ero seduto perché ero stanco e stavo rilevando i parametri vitali dal monito. Erano più o mento le 2 di notte. Mi sono risvegliato tre ore dopo, con i miei colleghi che correvano da una parte all’altra per una emergenza, di cui non mi ero accorto di nulla.

Non mi sto giustificando, ma secondo voi è normare che un Coordinatore Infermieristico proponga dei turni del genere? Alla fine si fa solo del male ai Pazienti, perché l’operatore è stanco e può crollare come è successo a me.

Quando l’indomani sono stato richiamato in Direzione Infermieristica sono caduto dal però perché nessuno mi aveva avvisato. Ho pensato, ma sicuramente è così, che uno dei due colleghi in turno o tutti e due mi hanno fotografato mentre dormivo e hanno mandato tutto ai piani alti. Sono l’ultimo arrivati, questa è gente che lavora in UTIC da una vita. Si sentono supereroi, sanno tutto e non ti insegnano nulla. Hanno il doppio della mia età, ma spesso si comportano come ragazzini, facendo dispetti. Io provengo dal Sud e, ad esempio, non mi permetterei mai di dare delle consegne nel dialetto locale. Ci ho messo un mese e mezzo a capire qualche parola, quel po’ che riuscivo e riesco ad intuire poi lo cado a verificare sulle consegne in cartaceo. Siamo nel profondo Veneto che vanta una sanità molto efficiente, ma che in realtà si basa su un modi di lavorare tipico di 50 anni fa. Vedi i colleghi servili ai Medici, gli preparano anche il caffè alla mattina, arrivano un’ora prima in reparto e vanno via un’ora dopo. Si capisce che hanno dei problemi.

Inviare delle foto in Direzione, però, è da vigliacchi, anche perché sapevano che venivo da tre notti di fila. Quando mi è stato chiesto di spiegare perché dormivo non ho proferito parola, forse ho sbagliato.

Cosa mi devo aspettare ora?

Nicola A., Infermiere UTIC

* * *

Carissimo Nicola,

grazie per la tua segnalazione. Purtroppo sei stato tu a voler accettare quel tipo di turnistica, dovevi rifiutare o far presente al coordinamento infermieristico che non eri e non sei in grado fisicamente e psicologicamente di gestire questi ritmi. Per il resto ci spiace per quello che ti sta accadendo, ma l’unica arma che hai è quella di chiedere dei turni regolari. Per il resto hai sbagliato a non parlare al Dirigente Infermiere e delle Professioni Sanitarie. Dovevi spiegargli quanto sta accadendo, anche perché non è tutto regolare. Il Coordinatore deve attrezzarsi per garantire le assenza preparando un apposito piano di emergenza, non sfruttare l’ultimo arrivato perché non si può ribellare. Restiamo a disposizione. Un caro saluto.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore quotidiano AssoCareNews.it

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