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Emergenza Coronavirus. Una Operatrice Socio Sanitaria si sfoga con AssoCareNews.it: “sono tre giorni che indosso la stessa mascherina, ormai è sporca, ma non ci danno altro”.

Egr. Direttore,

Le scrivo da Firenze, sono una Operatrice Socio Sanitaria e lavoro in un’azienda pubblica Toscana. Nel mio reparto scarseggiano i Dispositivi di Protezione Individuale e ci vengono fornite mascherine con il contagocce. In pratica una a settimana. E’ una vera vergogna, dopo un turno di lavoro massacrante (io lavoro in una Medicina) si ha voglia solo di farsi una doccia e di andare a casa, di togliersi la divisa e di buttare la amscherina. Ma non possiamo farlo, la mascherina è preziosissima e se la perdi o la danneggi rischi anche un richiamo della Coordinatrice Infermieristica.

Siamo veramente degli eroi e sono eroi anche gli Infermieri che continuano a lavorare in condizioni di sicurezza al limite del ridicolo. Non sono la prima e non sono certamente l’unica a protestare lo so, ma è anche vero che fino a questo limite non ci eravamo mai spinti in Toscane e in Italia. So che le mascherine chirurgiche non servono a proteggerci dal Coronavirus, ma almeno si ha una parvenza di protezione e si tranquillizza i colleghi più agitati.

Nel reparto ormai vige il terrore, gli ospiti dobbiamo gestili, ma molti OSS si rifiutano di igienizzarli perbene, sono angosciati. Un collega ha avuto addirittura una crisi di panico ed è stato condotto presso il locale Centro di Salute Mentale.

E’ ridicolo che nel 2020 debbano mancare i DPI. Non abbiamo camici, non abbiamo visiere, non abbiamo mascherine. Al momento non mancano i guanti e l’igienizzante per le mani, almeno quelli ce li garantiscono.

Ieri sera quando sono tornata a casa ho aperto la porta e sono piombata in bagno, mi sono lavata con l’Amuchina, sono stata più di 40 minuti sotto la doccia. Non riuscire ad uscire dalla toilette, ero atterrita, mi sentivo un verme, avevo paura di infettare mia figlia e mio marito. Dopo un po’ il mio consorte mi ha convinta ad uscire, abbiamo preparato assieme la cena e ci siamo messi a vedere un film di Totò. Non volevo pensare a nulla, volevo solo dimenticare quella giornata di m…, volevo solo spegnermi e addormentarmi. Durante la notte solo incubi e il mattino successivo di nuovo al lavoro, questa volta con uno spirito diverso: mi sono tolta la maschera, l’ho buttata nel cestino e sono andata dalla Coordinatrice Infermieristica a pretenderne un’altra. Non mi interessava del richiamo disciplinare, ho urlato, ho fatto capire che ero a disagio. Dopo un po’ di tira e molla mi ha consegnato tre mascherine e mi ha detto “non lo dire ai tuoi colleghi mi raccomando, con queste sarai a posto per tutto il mese”. Peccato che eravamo ancora al 15 marzo 2020.

Non ho parole, La ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi.

Buon lavoro.

Cristina, Operatrice Socio Sanitaria e dipendente pubblico

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