Pubblicità

Emergenza Coronavirus. Raccogliamo le lamentele di Carmela, Operatrice Socio Sanitaria in Lombardia: “ci hanno prima fatti infettare, ora ci chiamano eroi, la mia dirigenza ci ha costretti al silenzio”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

la vostra è una delle poche testate che ci dà spazio come categoria OSS. Vi leggo spesso, dite le cose come stanno a differenza di altri siti. Sono una Operatrice Socio Sanitaria da ormai 10 anni. Prima lavoravo in banca, facevo le pulizie per un’azienda di servizi. Ora presto la mia opera si assistenza in una nota struttura dell’hinterland di Milano. Sono in Lombardia da 6 anni e lavoro a tempo indeterminato. Da noi il Coronavirus sta mietendo vittime e contagiando tanti operatori e pazienti.

Ho una laurea in Sociologia, ma non avendo trovato lavoro ho deciso di occuparmi di assistenza diretta a chi ha problemi di salute. Il mio sogno era da sempre quello di fare l’Infermiera o il Medico, ma alla fine anche per esigenze economiche ho scelto di fare OSS e devo dive che ho fatto una giusta scelta.

Vengo al motivo della mia missiva. Lavoro in una Casa di Riposo gestito da una nota comunità di religiosi cattolici. Nella mia struttura ci sono diversi casi di Covid-19 positivo, alcuni morti e operatori e pazienti in attesa di tamponi e controlli sierologici.

Ora voglio denunciare qui quello che è accaduto all’inizio dell’epidemia. Medici e Infermieri, ma anche OSS, hanno cercato in tutti i modi di far capire che servivano protezioni (DPI) per gli operatori e per i pazienti, quasi tutti anziani non auto-sufficienti. A nulla sono servizi gli appelli e la presentazione di studi scientifici in merito. Il direttore ci ha riuniti tutti e ci ha detto letteralmente: “dobbiamo avere fede, il Signore sa cosa stiamo facendo e ci aiuterà con la preghiera a superare questa emergenza, lo dice anche il Papa”.

Ci hanno lasciati praticamente soli a combattere il Coronavirus, noi e i nostri assistiti. Invitati a pregare anziché proteggerci. Ci hanno mandati al massacro, ci hanno mandato in guerra come se fossimo martiri e missionari. Invece non è così, in una Italia del 2020 non può essere così. Va bene la fede, ma la fede non può essere in questi casi superiore alla scienza, perché qui si muore, questi poveretti non hanno fatto nulla di male, sono solo affetti (e per fortuna) di demenze e Alzheimer.

E’ vergognoso il loro comportamento, anche perché ci hanno intimato il silenzio assoluto e l’obbedienza cristiana. Io non obbedisco, io ho a cuore la salute dei miei colleghi e dei miei Pazienti.

Grazie per lo spazio che mi darete. Ciao.

Carmela Botta, Operatrice Socio Sanitaria