Infermieri e Professionisti Sanitari non sono meri numeri!
Infermieri e Professionisti Sanitari non sono meri numeri!
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Ci scrive un Coordinatore Infermieristico in preda alla paura da Coronavirus. E’ costretto ad occuparsi di un reparto Covid, ma non vuole: “siamo tutti minacciati dalla Dirigente Infermiera”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

sono un Coordinatore Infermieristico, lavoro presso una nota Azienda Sanitaria nel Sud d’Italia. Le volevo chiedere un consiglio: ho un grosso problema con una Dirigente Infermieristica; lavoro in reparto di pediatria, in seguito all’inizio di Pandemia da Covid-19.

Qui hanno aperto reparti Covid, con reclutamento di Infermieri e Caposala presi da Reparti momentaneamente chiusi; dopo un mese mi arriva una mail con cui mi si costringeva ad andare al Covid e lasciare il mio reparto; si trattava di un ordine di servizio urgente; non me la sono sentito e in uno stato di ansia sono rimasto a casa.

Dopo 15 giorni ho cercato di rientrare, ma la Dirigente Infermiera, in tono minaccioso, mi ha mandato a dire che dovevo “scontare” quella disposizione. Stesso trattamento per un altro collega caposala di un altro reparto.

Le sembra giusto la parola “obbligo” come se avessimo infranto chissà quale legge? In fondo i nostri reparti sono funzionanti e senza caposala; questa Dirigente Infermieristica usa il suo ruolo per instaurare dittatura e minacce, essendo al servizio del Direttore Generale e avendo messo sotto scacco anche i sindacati con le solite promesse.

Mi dica come fare per poter rientrare nei nostri reparti, abbiamo pensato anche di adire per vie legali, ma sa bene, essendo anche lei un uomo del Sud, che qui vige la mafia, i nostri Primari non hanno mosso un dito, il Direttore Sanitario di presidio non conta nulla, anzi si fa comandare dirigere a bacchetta. Ci sarà una via d’uscita?

Poi volevo sapere per quanto tempo può obbligarci a stare nei reparti Covid qualora andassimo lì.

Non ultima sta obbligando il personale infermieristico a prendere ferie fino a quando decide lei.

Certo di una sua risposta le invio cordiali saluti.

Un Coordinatore Infermieristico impaurito

 


 

Carissimo Coordinatore Infermieristico (abbiamo omesso il suo nome per ovvie ragioni),

quello che dice è in parte grave, in parte normale. In una situazione di Pandemia come questa in cui stiamo vivendo gli ordini di servizio non devono essere letti come minaccia, ma come disposizione urgente di riorganizzazione dei servizi e come tutela per lo stesso lavoratore. Per il resto può rivolgersi ad un legale o ad un sindacato per far valere le sue ragioni di rivalsa e per chiedere all’azienda di rientrare nel suo coordinamento precedente una volta terminata la crisi.

Per il suo stato di agitazione può rivolgersi all’apposito supporto psicologico che tutte le aziende mettono a disposizione dei propri lavoratori.

La invitiamo pertanto a seguire le indicazioni della sua Dirigente, anche perché non può fare altrimenti. Buon lavoro.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore AssoCareNews.it

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