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Concorsi Infermieri Calabria. La delusione di un gruppo di colleghi: “Generale ci faccia il piacere”.

Concorsi Infermieri Calabria. La delusione di un gruppo di colleghi: “Generale ci faccia il piacere”.

Lettera aperta al “Generale” della sanità calabra: vilipesi, illusi, delusi, gli Infermieri in graduatoria protestano.

Delusione, questo è il sentimento che noi “Idonei” stiamo provando in questo momento. Delusione nei suoi confronti, nel suo operato e nel suo titolo di “Generale”. Si, perché con il suo titolo di Generale aveva acceso in noi una speranza di legalità e giustizia, cose che sono state disattese più volte. Dal giorno della sua nomina eravamo convinti che il vento fosse cambiato, che finalmente la giustizia avesse raggiunto la Calabria, un “Generale” a gestire la nostra sanità, la sanità calabrese.

Quella sanità che, solo pochi giorni prima, era risaltata alla cronaca per lo spreco di risorse, per il suo utilizzo come “bancomat”, per le strane nomine ai suoi vertici. Finalmente un “Generale”, finalmente la giustizia… invece no! Siamo stati dei poveri illusi, avevamo creduto nel tanto sbandierato cambiamento, non solo per la nomina del commissario ad acta, ma anche per la nomina del sub-commissario, il quale ha deciso poco dopo tempo di abbandonare la nave. Dopo la sua nomina la diatriba tra il governatore della regione Calabria e il ministro della Sanità diventò più aspra e sommato alla situazione critica della sanità calabrese, si decise di creare il famoso “Decreto Calabria”, pubblicizzato come l’arma per risolvere i problemi della nostra sanità calabrese. Il “Decreto” avrebbe dovuto dare pieni poteri a Lei, ma noi questi pieni poteri non li abbiamo visti.

In questi mesi è successo tutto e niente, il tutto è, come denominata dai giornalisti, la “guerra dei poveri”, il niente è la percezione del cambiamento.

La “guerra dei poveri” è scoppiata perché Lei, caro Generale, non ha voluto intraprendere la strada della legalità, della legge, non ha voluto prendere quella decisione, prevista da Costituzione e legge Nazionale, che non era complicata da prendere, d’altronde la stessa scelta giusta era stata ed è presa nel resto d’Italia, ma forse la Calabria non è l’Italia. Noi non conosciamo il perché di questa scelta, forse è stato consigliato male, forse i vari sindacalisti sono stati bravi nell’operazione di convincimento, resta il fatto che Lei descrive sempre i “precari”, termine usato spesso impropriamente, come vittime. Caro Generale, ma vittime di chi? Chi è questo oppressore? Chi li ha obbligati ad accettare un contratto a termine? Che poi, caro Generale, solo alcuni di loro dovevano lavorare part-time per un anno, molti sono stati chiamati per sostituire malattie e infortuni, ma per qualche oscuro motivo una volta entrati nelle aziende catanzaresi nessuno li ha mai mandati via, con proroghe su proroghe. Immagino che Lei sia sempre convinto che loro siano delle vittime, le facciamo i complimenti per la fantasia!! A giugno ha sottoscritto un accordo con le varie sigle sindacali per l’ennesima proroga fino al 31/12/2019, senza verificarne la legalità e la fattibilità, nonostante la presenza delle graduatorie a tempo indeterminato, nonostante la sottoscrizione delle “vittime” di un contratto a termine e con la clausola “fino a espletamento concorso”, nonostante il superamento del muro dei 48 mesi. Comunque la volevamo informare che per il T.A.R. della Calabria quell’accordo non esiste, non è un documento ufficiale, è, in parole povere, carta straccia!

Se loro sono le “vittime” allora noi idonei siamo i “carnefici”? Molti di noi, pur di lavorare, hanno dovuto lasciare la Calabria, la propria famiglia, non hanno avuto la fortuna di lavorare per una fondazione, poi fallita…..ma lasciamo stare questa è una storia nota a tutti. Poi finalmente vengono fatti i concorsi, si studia, per chi lavorava fuori si viaggia, si investe tempo e denaro per gli spostamenti, si superano le prove. Non siamo vincitori, ma abbiamo superato tutte le prove, ci eravamo illusi di aver dato una svolta alla nostra vita. Non avevamo fatto i conti con lei Generale e con il suo nuovo sub-commissario, non avevamo fatto i conti con chi simula di darsi fuoco, si abbiamo scritto simula, perché non è possibile dare fuoco alla propria maglietta e non avere neanche un segno su quella bella pancia bianca e pulita. Lei è subito andato in soccorso delle “vittime”, con questo termine Lei si riferiva ai “precari”, promettendo illegalità. Si è presentato con un politico, ma non siamo in piena campagna elettorale per le regionali? Ufficialmente no, ma solo ufficialmente.

07/11/2019, l’ennesimo abuso, un accordo nuovamente sottoscritto da Lei, le sigle sindacali, e da un altro noto personaggio della nostra sanità. Un accordo che per noi è di una violenza inaudita, una salva precari, un cambio di azienda che probabilmente non ha precedenti, un richiamo in servizio del personale licenziato per superamento limite massimo dei 48 mesi che non ha precedenti. Ma da dove verranno richiamati? Da quale graduatoria? Le ricordiamo caro Generale che le graduatorie di avviso pubblico restano in vigore per 2 anni, e oggi siamo nel 2019!!

Ciliegina sulla torta i concorsi, ci ha ribadito continuamente che sotto elezioni regionali non avrebbe autorizzato concorsi, ma affermare che i concorsi verranno espletati entro giugno del 2020, è la stessa cosa di farli sotto elezioni. Cosa cambia se anziché fare i concorsi a gennaio si faranno a febbraio? Le promesse si fanno durante la campagna elettorale.

Caro Generale, a noi viene il dubbio che in fondo le vittime siamo noi, ogni giorno riceviamo un pugno nello stomaco, toccava a Lei difenderci, toccava a Lei far rispettare le regole, ma a quanto pare ci siamo sbagliati, ma sa, caro Generale, noi al tappeto non ci andiamo, continueremo a combattere nelle sedi competenti.

La salutiamo.

Infermieri Idonei Delusi

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