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Ci scrive Carmela, 45 anni, Operatrice Socio Sanitaria: “voglio tornare al Sud, nella mia Salerno, l’azienda mi impedisce di farlo, sono allo stremo, dirigenti senza cuore”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

la seguo da tempo, complimenti per il lavoro che fa e per quello che fanno i suoi collaboratori. Le scrivo per raccontarle la mia storia. Mi chiamo Carmela Papagno, ho 45 anni e sono originaria della Campania, più nello specifico di Salerno città. Lavoro in una nota azienda sanitaria pubblica dell’Emilia Romagna.

Ho un contratto a tempo indeterminato e da anni desidero di tornare al Sud, nella mia terra, dove ho i miei affetti e dove vivono i miei genitori anziani.

Tempo fa avevo trovato un cambio alla pari, un OSS aveva intenzione di salire qui in Emilia Romagna e di cedermi il suo posto ad Avellino. La mia azienda ha rifiutato lo scambio utilizzando mille scuse, anche adducendo la motivazione che io appartenendo a quella categoria di lavoratori altamente formati e che non si poteva prendere il lusso di mandarmi via.

In realtà le cose sono ben diverse, seppur pubblica l’ospedale dove lavoro è gestito in maniera privatistica. Tutto è affidato al volere di alcuni dirigenti, tra cui una ex-OSS, poi diventata Infermiera e ora RID. Una di quelle che ha fatto carriera verticistica nel giro di pochissimi anni pur non avendone le capacità, ma semplicemente perché appartenente ad una determinata categoria politica e ad un sindacato di sinistra.

Quando mi hanno detto no non mi sono arresa. Ho partecipato anche ad una mobilità e l’ho vinta a piena voti. Anche in questa occasione, però, al sopraggiungere dell’assunzione da parte dell’azienda campana non mi è stato concesso il nulla osta.

E non è tutto. A fine maggio ho chiesto di scendere a casa per 12 giorni + 6 per la Legge 104/92 e le concessioni del Decreto Rilancio. Mi è stato risposto che non potevo, che eravamo sotto di personale e che potevo usufruire solo di tre giorni a maggio e di tre giorni a giugno. Ho preso solo quelli, poi una volta a Salerno mi sono fratturata un dito e ora sono in malattia fino alla guarigione e al prossimo controllo.

E stato il caso, ma è stata anche una evenienza che mi ha fatto riflettere su quanta disumanità ci sia in alcune aziende del Nord, con Dirigenti Infermieri (ed ex-OSS) che hanno dimenticato di provenire dalla base.

Ora sto pensando di licenziarmi o di chiedere un comando, ma credo che non me lo permetteranno.

Grazie per aver ospitato il mio sfogo, ma credo che questa sia la situazione di tanti colleghi e di tanti Medici, Infermieri, Professioni Sanitarie che sono stanchi di farsi sfruttare al Nord e cercano invano di tornare al Sud, dove non c’è lo stile di vita del Settentrione, ma almeno si vive!

Carmela Papagno, OSS delusa