C’era una volta l’Infermiere…

C'era una volta l'Infermiere...
C'era una volta l'Infermiere...

Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione anonima

C’era una volta l’infermiere, il professionista che a seguito di adeguata formazione universitaria impiegato in strutture pubbliche o private provvedeva in collaborazione con personale di supporto a identificare e risolvere bisogni della persona assistita. Questa non è la solita favola. ma la storia di un Operatore attore basilare del sistema sanità che a distanza di anni ritroviamo non più vicino ai bisogni persona assistita, ma sempre più lontano, al di là di una scrivania, nascosto dietro ad un computer, unico strumento di lavoro e di pianificazione assistenziale del paziente. 

Questo Operatore non più contatto diretto con la persona ma contatto telematico di un’assistenza alla persona garantita di fatto sempre in più unità operative dal solo personale di supporto, l’operatore socio sanitario.

E’ da segnalare ad esempio lo strano caso successo in un reparto di degenza del presidio ospedaliero di Empoli dell’azienda Usl Toscana centro.

A seguito di una richiesta da parte di un paziente allettato, operato di gastrectomia parziale, con ossigenoterapia in corso, 4 drenaggi posizionati, terapia antalgica e endovenosa in corso, nutrizione di tipo parenterale attraverso Cvc, presenza di catetere vescicale, sondino naso gastrico, presenza di barriera linguistica poiché straniero e in isolamento funzionale per sospetta klebsiella, chiedeva all’unico Oss di reparto di essere sottoposta a igiene perineale a seguito di evacuazione.

Raccolta la segnalazione l’Operatore socio sanitario si recava dall’Infermiere presente in reparto per richiedere aiuto. Quest’ultimo rispondeva di essere impegnato con l’inserimento al computer dei dati di un nuovo ricovero e che non poteva staccarsi dal lavoro. Chiedeva all’Oss di effettuare da solo l’assistenza al paziente. Di fatto sottoponeva l’operatore e l’assistito a possibili rischi correlati all’attività solatia. 

L’Oss si rifiutava pertanto di assistere da solo un paziente così complesso, così l’Infermiere presentava apposita segnalazione al proprio dirigente che, senza neanche ascoltare l’Operatore socio sanitario, avvalorando quindi in via esclusiva solo il lavoro effettuato dall’Infermiere al proprio computer, raccoglieva la denuncia di un comportamento a suo dire oltraggioso.

Il dirigente avviava nei confronti dello stesso, secondo quando previsto dal codice di comportamento di cui DPR 62/20013, codice disciplinare previsto dall’art. 66 CCNL 2018 comparto sanità, dal art. 64 del citato contratto e dal D.lgs 165/2001, una contestazione di addebito disciplinare.

I quesiti che nascono naturali da questa bizzarra vicenda sono:

  1. Era davvero più prioritario il lavoro amministrativo svolto dall’infermiere al computer o il bisogno del paziente che in quel momento attendeva e necessitava di aiuto?
  2. Qualora un domani si ripresentasse la stessa situazione potrebbe l’Operatore socio sanitario richiedere il supporto dell’infermiere o nella consapevolezza di creare danno alla persona assistita potrà azzardare un’attività assistenziale in autonomia?
  3. E’ stato veramente oltraggioso, viste le oggettive difficoltà, aver richiesto la collaborazione al collega Infermiere?

Ovviamente poiché ancora da risolvere il procedimento ai danni del solo Operatore socio sanitario coinvolto tralascio il desiderio di dare giudizi personali sul comportamento dell’Infermiere, potenzialmente perseguibile alla stessa stregua del collega. 

Sarebbe da valutare meglio tutte le realtà lavorative nelle singole unità operative, ma di sicuro credo che non tutti gli infermieri avrebbero agito con lo stesse modalità del collega, che ha pensato solo all’aspetto burocratico e ha sottovalutato quello assistenziale.

Un’altra domanda ci sorgono spontanee altre domande:

  1. Che fine ha fatto l’Infermiere? 
  2. Dov’è andato a finire l’operatore che per fornire all’uomo l’assistenza, il sostegno e la cura della persona malata?
  3. Davvero il futuro riserva a questi operatori un’attività volta esclusivamente agli aspetti burocratici e manageriali?

La risposta probabilmente la si ritrova in quella contestazione di addebito disciplinare, dove il dirigente ufficialmente ha sottolineato che l’attività burocratica prestata dall’infermiere diventa prioritaria all’interno dell’unità di degenza. Ha ignorato le necessità di un collega che ha chiesto collaborazione o, peggio ancora, l’obbligo di fornire al paziente una adeguata assistenza.

Un Operatore Socio Sanitario Deluso

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Pubblichiamo la sua missiva nell’attesa di capire cosa è successo realmente. Abbiamo letto la sua versione, ma per meglio capire cosa è successo è necessario ascoltare anche l’Infermiere e il Dirigente. Continui a seguirci.

La Redazione

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