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Calogero Spada (TSRM) risponde alla richiesta di smentita dell’avv. Marco Croce in rappresentanza degli Assistenti Sanitari di AsNAS). Il nostro getta acqua sul fuoco delle polemiche e tende la mano.

Gentile Direttore,

preso atto della odierna comunicazione e posizione del giornale online cui da diverso tempo ho reso il mio libero contributo, mi urge comunicare quanto segue.

Nel merito delle posizioni assunte dall’avv. Marco Croce, pur essendo impossibilitato a replicare su asserzioni non meglio specificate («affermazioni inusuali anche quanto ai TSRM, nella parte finale»),  non sussistono alcune figurazioni né di superficialità né tanto meno pregiudizievoli nelle affermazioni rese, in quanto le stesse oltre ad essere basate su uno studio incrociato del 2015 tra codice deontologico degli assistenti sanitari e D. M. 69/1997 del 17.01.1997 istitutivo della medesima professione, ove alcune precise lacune, pure al pari di altre professioni, siano emerse: ad es. nessun riferimento al campo di responsabilità nel decreto ministeriale e sovrapposizioni di ruolo con altre figure professionali nel codice deontologico, asserire che la FNO TSRM PSTRP abbia inserito nel proprio mega ordine una figura non tipicamente tecnica senza nemmeno porre in essere le opportune valutazioni ed interventi – dalla denominazione della professione stessa – ad una più adeguata e cronistica definizione del campo di azione e responsabilità, è una affermazione critica del tutto in linea con molti altri ragionamenti posti in essere nelle disamine già pubblicate in queste pagine (ma anche altrove), anche per le altre professioni (anche TSRM) ove, tenendo fede al mandato di un ente ordinistico, di tutela sia del rigore professionale ma anche di quella dei suoi iscritti, la medesima organizzazione rappresentativa dovrebbe interessarsi alla evoluzione delle figure professionali che rappresenti; il ricordato tema della ausiliarietà ed ancillarietà delle professioni sanitarie è centrale e molto più determinante di quanto comunemente si ritenga, ecco perché non promuovere una differente denominazione ed un più preciso campo di azione e responsabilità per l’odierno Assistente Sanitario (evitando ogni trasversale sovrapposizione con altre figure) lo porrebbe (ed in questo entra un criterio di opinione anche non condivisibile, ma certamente non rèo) in una situazione critica.

Posso condividere che se la espressione sia risultata eccessiva, ma in modalità di buona fede e giammai di preordinata formula offensiva, vi debbano essere delle scuse che qui sono pronto a presentare pubblicamente, non senza ribadire che la particolare opinione, sancita e tutelata dall’art. 21 Cost. aveva tutte le intenzioni di critica costruttiva e giammai lesiva di chicchessia in particolare.

Pertanto, a scuse rese a tutti i colleghi, in assenza di comportamenti avventati ed infondatamente ostili verso un’altra figura professionale, ma invece di legittima critica verso gli organismi di governo della stessa, la AsNAS ed anche la FNO TSRM PSTRP dovrebbero raccogliere tutte le istanze, anche quelle che risultino apparentemente più avverse e pensare più ai contenuti, ancor prima di organizzare grandi e facoltose istituzioni dagli assai suggestivi pronomi, che però poi risultino essere assai distanti dalle necessità e bisogni “tout court”, perché – come già altresì argomentato – gli stessi professionisti sanitari necessitano sviluppare, mantenere e conservare quello stesso “stato di benessere psico-fisico” titolato e destinato ai loro pazienti/utenti, che spesso e volentieri è però minacciato da sistemi professionali e di lavoro probabilmente non adeguati ai tempi.

Calogero Spada, TSRM

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