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Angelica, Infermiera: Sono stata obbligata a lavorare positiva asintomatica, ora è positivo con sintomi tutto il turno.

Angelica B*, infermiera, racconta le conseguenze di una scelta aziendale discutibile.

“Gentile AssoCareNews.it,

vi scrivo per raccontarvi le conseguenze di quella che reputo una scelta discutibile.

Lavoro in Pronto Soccorso ed il 5 Ottobre scorso sono risultata positiva ad un tampone di controllo.

Non avevo sintomi ma il medico del lavoro mi aveva detto di stare a casa.

Sono passati 10 giorni e sono di nuovo risultata positiva al tampone. Passati altri 11, ero arrivata alle 3 settimane.

Ma ancora il tampone era positivo. La dottoressa del lavoro mi disse di stare ancora a casa.

Ma dopo pochi giorni ecco quindi il retro front: dovevo tornare a lavoro se al 28° giorno fossi risultata ancora positiva. Me lo hanno detto per telefono e mi sono rifiutata se non di fronte ad un ordine scritto.

Il quale mi è regolarmente arrivato il 29° giorno, dopo l’ennesimo tampone positivo.

Ho protestato ma di fronte a questa mail non potevo non presentarmi, come mi hanno confermato il mio medico, il medico del lavoro ed il sindacato.

Ho chiamato tutti, credetemi.

Mi sono dovuta presentare quindi a lavoro.

In turno (sono rientrata di notte), c’erano 11 colleghi, 9 infermieri (di cui io) e 2 oss.

Durante il libero (uno dei pochi non revocati), mi chiamano e mi chiedono se sto bene perchè quasi tutti erano con sintomi più o meno lievi.

I risultati dei tamponi hanno evidenziato come tutti, sintomi o meno, fossero positivi.

Tutti!

Ovviamente ho risposto alla coordinatrice senza nessuna gentilezza visto che la prima positiva ero io e lei lo sapeva, come tutto il sistema.

Mi hanno messo a casa ed ho fatto passare quel minimo tempo necessario per poterne parlare pubblicamente.

Reputo la cosa ingenerosa verso noi lavoratori che affrontiamo l’emergenza in prima linea.

Roba da matti.

Angelica“.

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