Rosa De Santis, da Militare ad Infermiera!

Rosa De Santis, dopo un breve percorso nell'Esercito Italiano ora è diventata Infermiera!
Rosa De Santis, dopo un breve percorso nell'Esercito Italiano ora è diventata Infermiera!

Rosa De Santis ha 26 anni e sogna di fare l’Infermiera. Con un recente passato nell’Esercito Italiano ora spera di indossare un’altra divisa e di lavorare magari nel settore dell’emergenza-urgenza in Italia o all’estero. Lei proviene da Rignano Garganico, piccolo comune nell’entroterra Foggiano e la sua storia ha già fatto il giro del web. Scopriamo assieme il perché!

Qualche anno fa è stata costretta ad abbandonare l’Esercito Italiano e la carriera militare per una infezione ad un occhio. Per lei gli amici in divisa militare erano come una seconda famiglia, una speranza per il futuro, un obiettivo da seguire fino alla metà finale: dirigere i suoi commilitoni. Il suo sogno, però è stato interrotto sul nascere, ma lei non si è arresa e ha deciso di iniziare una seconda carriera in divisa, seguendo la sua passione per l’assistenza e l’aiuto incondizionato di chi sta male.

Così è riuscita a superare la selezione per l’ingresso ai Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie presso l’Università degli Studi di Foggia e si è laureata in Infermieristica (Polo didattico di San Severo).

Ma chi è Rosa De Santis?

E’ oggi una Infermiera. E’ vissuta fino alla maggiore età nella sua Rignano Garganico, ma ha studiato lingue presso il Liceo Scientifico di San Marco in Lamis.

Dopo il diploma ha scelto di arruolarsi nell’Esercito Italiano: “in quel periodo avevo bisogno di qualcosa che mi rendesse più responsabile di quanto non lo fossi già, avevo bisogno di soddisfazioni, di una rivincita, di rimettermi in gioco! Ero pieno di speranze e quando sono partita dal Gargano non credevo di dover abbandonare così presto la carriera militare e per giunta a causa di una infezione oculare. Non mi sono arresa, anche perché i miei genitori mi hanno sempre abituata che nella vita bisogna lottare per quello in cui si crede; dopo circa un anno e mezzo dal mio ingresso nell’Esercito l’occhio destro ha iniziato a darmi dei problemi e una infezione mi ha costretta a mettermi in malattia. Da quel momento è iniziata la mia diaspora. Avevo paura per il futuro. Sono stata congedata in anticipo, con l’impossibilità di ritornare tra i militari. La diagnosi medica era inimpugnabile. Che peccato! Senza i miei genitori non ce l’avrei fatta a superare il periodo di crisi che è susseguito al mio congedo coatto; mi hanno spronata a riprendere gli studi e a provare il test di Infermieristica; alla fine ce l’ho fatta e ora spero di concludere gli studi e di lavorare come Infermiera!”.

Ti sei rimessa in gioco dopo la delusione. Quanto la prima esperienza ha condizionato la seconda?

Non volevo interrompere la mia carriera militare, i problemi di salute mi hanno costretta ad abbandonare. Se non avessi avuto questo brusco stop forse non avrei mai iniziato l’Università e il Corso di Laurea in Infermieristica. Non tutto il male vien per nuocere ovviamente. Alla fine ho scelto e ho lottato per studiare Infermieristica perché era la scelta giusta, quella che più si avvicinava al mio primo progetto di vita e alle mie aspirazioni, ovvero aiutare il prossimo e rendermi utile per qualcosa e a qualcuno. Volevo partecipare a missioni di pace all’estero, ma non è stato possibile nell’Esercito Italiano, spero però di riuscirci come Infermiera!

Perché a questo punto non pensare ad una tesi sugli Infermieri Militari?

Ci ho pensato molto, potrebbe essere un’ottima ipotesi di lavoro, ma richiede una lunga fase di documentazione. Resta interessante. Mi affascina l’idea di studiare la nascita e l’evoluzione della Sanità Militare in Italia e le basi su cui essa si fonda. Inoltre, mi darebbe l’opportunità di rafforzare il legame che c’è tra queste mie due esperienze di vita. Stavo pensando, per esempio, alle vicende storiche dell’Infermieristica Militare e all’impiego dell’infermiere militare per esempio nelle maxi-emergenze. 

Vuoi rimanere in Puglia dopo la laurea in Infermieristica o emigrare al Nord e/o all’estero?

Qui sarà difficile trovare lavoro, altri colleghi che hanno deciso di rimanere non lavorano o se lo fanno lo fanno in nero o in maniera precaria. Pochi sono i fortunati che hanno trovato occupazione dopo la laurea. Ho messo pertanto in preventivo la possibilità di lasciare la mia terra e di cercare fortuna altrove. Non mi sono data alcun limite. Se dovesse presentarsi l’occasione di un lavoro andrei ovunque. Un lavoro stabile mi permetterebbe di rifarmi una vita, di essere economicamente più stabile, di non dipendere più dai miei genitori e di fare esperienze professionali differenti. Non importa se lavorerò nel pubblico (dopo un Concorso) o nel privato (tramite colloquio o con la scelta della Libera Professione Infermieristica).

Sogni di vincere un concorso quindi? O ti accontenti di un lavoro nel privato?

Il mio sogno e quello di tanti colleghi è quello di vincere un Concorso Infermieri nel pubblico, anche se oggi superarlo è come vincere un terno al lotto! Tuttavia non mi illudo e qualsiasi sistema per lavorare va bene. Spero solo che una volta terminato il mio percorso di studi di superare una selezione pubblica. Come ex-militare ho delle agevolazioni importanti per entrare a lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale, ma dovrò mettercela comunque tutta per vincere un concorso. Come risaputo è previsto dagli artt. 1014 e 678 del Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 del Codice dell’ordinamento Militare la cosiddetta “riserva dei posti” in favore dei volontari nelle assunzioni presso le Pubbliche Amministrazioni nella misura del 30%.

E la scelta estera?

Vorrei restare in Italia, ma se non sarà possibile non escludo la scelta estera, non ho assolutamente problemi ad allargare i miei orizzonti. Ad oggi non ho alcuna preferenza, ma non mi dispiacerebbe lavorare in Germania o in Inghilterra. Chi vivrà vedrà!

Grazie Rosa e in bocca al lupo!

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