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sabato, Ottobre 23, 2021
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Luigi Pais Dei Mori, un Infermiere alla Campionato Mondiale di Sci: “ecco come controllo il Covid”.

Intervista a Luigi Pais Dei Mori, Infermiere Libero Professionista e responsabile della gestione della positività Covid alla Coppa del Mondo di Sci: “ecco come controllo gli atleti e il loro staff”.

Luigi Pais dei Mori è un Infermiere Libero Professionista, è esperto in Infermieristica Legale e Forense ed è presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Belluno.

Fin dall’esordio del Covid-19 si è occupato della Pandemia Coronavirus in Italia, di indagini epidemiologiche nell’Unità di Crisi COVID-19 dell’AULSS 1 Dolomiti ed è stato scelto dalla Fondazione Cortina 2021 per occuparsi della gestione dei casi positivi che eventualmente emergeranno attraverso i vari filtri previsti dal protocollo di prevenzione.

Per i Mondiali di Sci Alpino di Cortina 2021 è stato elaborato un complesso protocollo COVID, validato dal Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, che fa della prevenzione del contagio il focus dello sforzo organizzativo della Fondazione Cortina 2021.

Oggi lo abbiamo intervistato. Ecco cosa e come ci ha risposto.

L’attività del suo staff prevede la presa in carico del caso positivo al Coronavirus, del suo isolamento, del contact tracing, della definizione di contatto e dei conseguenti provvedimenti contumaciali da esplicitare ed implementare, anche tramite i 3 COVID Hotel previsti. E’ stato completato mettere in piedi una organizzazione simile? Quali sono i pro e i contro di una simile strutturazione dell’assistenza per chi la pratica e per chi la riceve?

Il contesto è molto articolato. C’è un nutrito gruppo di infermieri della Croce Bianca di Cortina, che pianifica ed esegue centinaia di tamponi (da 300 a 1000 al giorno) di screening continuo a tutte le persone coinvolte nel Mondiale, siano essi atleti, staff, addetti alla logistica o ai servizi vari che gravitano attorno a questo evento, che coinvolge globalmente circa 6000 persone. Il principio cardine è preventivo: l’organizzazione generale è divisa in 4 “bolle” omogenee rispetto al ruolo e rispetto all’impatto sull’evento. La bolla più attenzionata è quella rossa, ovvero quella degli atleti e dei loro staff. Ognuno di essi deve aver preventivamente presentato due tamponi PCR (10 giorni prima dell’arrivo a Cortina e non antecedente a 72 ore prima). Superato questo filtro vengono eseguiti tamponi antigenici direttamente a Cortina nei 4 covid point operativi dalle 7:30 alle 21.00. Le persone inserite nella bolal rossa vengono testate ogni 3 giorni. Tutte le persone accreditate all’evento sono inserite in un sistema informatico che gestisce i test (programmazione, invito e telerefertazione) e triage giornaliero di automonitoraggio covid. L’accredito informatico deve essere valido per poter accedere a diversi luoghi sensibili, altrimenti la persona viene fermata al primo varco. Se manca un test, se un test è positivo o se manca il triage, l’accredito viene sospeso e la persona viene subito intercettata.

E’ un sistema complesso ed articolato, studiato per mesi dalla Fondazione Cortina2021, con la supervisione del Dipartimento di Prevenzione dell’AULSS 1 Dolomiti e validato dal Comtato Tecnico Scientifico.
La sensazione è di grande attenzione e posso comprendere che la contingenza obblighi a limitazioni e pressioni, ma è il primo evento mondiale in tempi di pandemia e l’attenzione alla salute pubblica è prioritaria.

Come si sente da Infermiere a prendersi carico dal punto di vista della salute di atleti di fama mondiale e del loro entourage?

Sento il peso della responsabilità, ma è anche un fattore motivante. La corretta applicazione del protocollo sta funzionando molto bene e di questo siamo molto contenti. Il grande lavoro di preparazione dell’evento e di filtro preventivo sta dando ottimi frutti. Al di là della mia persona, ritengo che sia davvero un buon segnale che un infermiere sia stato scelto per la gestione delle positività in un evento così importante. In un sistema sanitario in continua evoluzione ci sono posizioni professionali infungibili e posizioni contendibili, questa è una di esse e la scelta di un infermiere è frutto dell’impegno nell’evoluzione professionale, che stiamo perseguendo da anni.

Lei è un Infermiere Libero Professionista. In Italia ci sono tanti suoi colleghi muniti di P.IVA che hanno ruoli importanti in manifestazioni sportive e culturali piccole, medie e grandi. Tuttavia se ne parla poco dell’attività libero professionale nel nostro Paese e la stragrande maggioranza dei colleghi continuano a voler lavorare in regime di dipendenza. Crede che la FNOPI stia facendo abbastanza per questo settore e/o che si dovrebbe fare di più?

Io sono libero professionista per sceltas convinta da 20 anni e ho un’idea piuttosto chiara. Credo che nella libera professione infermieristica italiana ci sia un “peccato originale” che deve essere affrontato: l’identità libero professionale dell’infermiere. Ho conosciuto ed avviato alla libera professione moltissimi Colleghi, ma pochi di essi hanno espresso una scelta professionale radicata. Per la maggior parte degli Infermieri la scelta della libera professione è una parentesi professionale in attesa della stabilizzazione contrattuale desiderata. Nulla di male, intendiamoci, ma rimangono pochi i Colleghi che investono nella libera professione intesa come scelta professionale radicale, modello di sviluppo personale e professionale, sfida quotidiana in un mondo sempre più in cerca di soluzioni diverse, innovative. Credo sia un gran peccato, perchè vengono perse occasioni importanti, anche in chiave di innovazione di un sistema spesso stantio e parco di soddisfazioni. FNOPI da anni lavora su questo tema, con contributi fattivi di apporto e sostegno, ma il primo passo deve partire dalla convinzione del Professionista.

Oltre ad essere responsabile della gestione della positività Covid alla Coppa del Mondo di Sci, lei è anche presidente di OPI. Come si sta muovendo il suo Ordine nell’ambito libero professionale?

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Belluno, che ho l’onore di presiedere da 10 anni, ha istituito lo sportello di consulenza libero professionale ancora nel 2003, al fine di indirizzare e consigliare gli Infermieri che volevano approcciarsi, o anche solo conoscere meglio, gli aspetti connessi all’esercizio libero professionale. E’ attivo un servizio gratuito di consulenza fiscale e previdenziale con un Commercialista convenzionato con l’Ordine, che offre una prima consulenza di orientamento, per fugare i vari dubbi dell’ambito specifico.

Sono da sempre convinto che l’esempio valga più di mille parole, per cui cerco sempre di incontrare personalmente i Colleghi interessati alla libera professione, cercando di portare primariamente l’entusiasmo della mia scelta.
L’ambito COVID ha completamente sparigliato le carte, aprendo spazi ancora più ampi e differenziati, dove, dopo vari anni, abbiamo riacquisito anche un buon margine di contrattazione.
E’ un momento favorevolissimo per esplorare nuovi ambiti.

La sua partecipazione alla Coppa del Mondo di sci come sanitario addetto al controllo e alla gestione delle infezioni da Coronavirus è una risposta concreta al suo grande impegno per e nel settore infermieristico. Cosa vuole suggerire ai neo-laureati per affrontare la professione del futuro?

Mi piacerebbe molto che i Colleghi avessero fiducia ed entusiasmo in una Professione che offre molto e che chiede nuove soluzioni agli Infermieri.

Usciamo da vecchi modi di pensare e troviamo il coraggio di proporre e aprire strade nuove.

Siamo Infermieri ed è nel nostro DNA trovare soluzioni ai problemi.

Qualche volta dobbiamo ricordarci di questo nostro, innato, potenziale.

Grazie e buon lavoro!

Leggi anche:

Campionati Mondiali di Sci affidati per il controllo Covid ad un Infermiere.

Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.it
Nato in Puglia, vive e lavora in Puglia, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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