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Infermiera subisce violenza verbale, denuncia ma il suo aggressore viene scagionato.

Infermiera subisce violenza verbale, denuncia ma il suo aggressore viene scagionato.
Infermiera subisce violenza verbale, denuncia ma il suo aggressore viene scagionato.

Intervista alla collega Alessandra, vittima di violenza in ospedale.

Le violenze fisiche e verbali nei confronti degli operatori sanitari negli ospedali e nelle aziende sanitarie italiane non cessano mai. Stamane avevamo raccolto la testimonianza di Alessandra che è riuscita a riconoscere e a denunciare il suo aggressore citandolo in giudizio nel tribunale della sua circoscrizione. Non è servito a nulla perché l’uomo è stato scagionato dall’accusa di maltrattamenti e la collega è dovuta tornare al lavoro dopo mesi di cura per il danno psicologico subito. Noi di AssoCareNews.it l’abbiamo intervistata in esclusiva.

Le abbiamo posto 5 domande. Vediamo cosa ci ha risposto.

Cosa si prova da donna e da professionista della salute ad essere aggredita da parenti inferociti?

Mi sono sentita innanzitutto umiliata, inerme, vittima di un’ingiustizia profonda, con le spalle al muro e spaventa perché ho letto nelle offese  e nell’atteggiamento minaccioso del mio aggressore un odio profondo, una rabbia da dover scaricare sul primo che capita.ti senti un bersaglio facile su cui viene vomitata tutta la frustrazione e la rabbia accumulata per eventi sicuramente dolorosi ma non dipendenti da te.inoltre è molto più facile scagliarsi contro una donna perché fa meno paura rispetto ad un uomo.

Dopo l’aggressione hai ricevuto il conforto dell’azienda per cui lavori?

Dopo l’aggressione l’azienda per cui lavoro non si è minimamente interessata all’accaduto.

Dopo l’aggressione come si sono comportati i tuoi colleghi nei tuoi confronti?

I colleghi sono stati abbastanza solidali.

Come ti senti a veder vanificati i tuoi sforzi di ricevere giustizia da un tribunale italiano?

Credevo ciecamente nella giustizia ma quando dopo 2 anni di sofferenze e battaglie ho visto assolvere il mio aggressore per me è stato come riceve un pugno in pieno viso dalla giustizia italiana. Mi sono sentita doppiamente umiliata e non ricorrerò in appello perché non mi fido più di chi ti dovrebbe tutelare e invece non lo fa. 

In questo momento della tua vita professionale sei sicuramente ritornata agli anni del corso di laurea in infermieristica. Rifaresti la scelta di diventare infermiera?

Oggi gli ospedali sono diventati delle trincee e i reparti ospedalieri hanno perso negli anni la loro inviolabilità, quel rispetto che si aveva nei riguardi di chi si prende cura del prossimo non c’è più.c’è un’utenza piena di pregiudizi che ti punta il dito contro e ti giudica  ancor prima di entrare in ospedale e questa è la morte del professionista che ci mette corpo e anima nel suo lavoro, sinceramente no… tornando indietro non rifarei mai la scelta di diventare infermiera.

Grazie, siamo solidali con te e convinti che i giudici spesso prendono delle brutte cantonate. Purtroppo nessuno ci difende!

Redazione

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