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Emergenza Coronavirus. Carmelo Gagliano (presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Genova): “ecco come sogno che sia il futuro degli Infermieri dopo il Covid-19”.

Continuiamo ad intervistare gli attori della guerra al Coronavirus. Questa volta diamo la parola a Carmelo Gagliano, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Genova che è da sempre in prima linea a favore della categoria lavorando sul campo. Già lo avevamo intervistato in occasione di un’altra maxi-emergenza, quella del crollo del Ponte Morandi proprio nel capoluogo ligure. Oggi gli abbiamo posto 5 domande impertinenti sui risvolti dell’Emergenza Covid-19, vediamo cosa ci ha risposto.

Gli Infermieri italiani sono messi a dura prova dall’emergenza coronavirus. Quasi 9000 sono gli infetti acclarati da Covid-19 e, secondo un nostro calcolo in 35 sono deceduti, senza dimenticare un collega Generico. Quali sono secondo lei i motivi di questi grandi numeri?

Gentilissimo Direttore, permettimi prima di complimentarmi per il contributo prezioso che Assocarenews.it aggiunge alla vita professionale degli Infermieri. A costo di sembrare stereotipato riconosco tre motivazioni fondamentali. La prima riguarda l’impoverimento della funzione infermieristica relativa alle competenze avanzate in materia di prevenzione delle ICPA. Per troppo tempo le Aziende sanitarie hanno svuotato e svalutato e svuotato il prezioso contributo di infermieri professionisti con tali competenze. La seconda riguarda il “Cuore grande” che la comunità infermieirstica ha mostrato durante l’emergenza rimanendo di fianco ai malati in qualsiasi condizione di lavoro senza mai abbandonarli (in italia gli infermeiri non hanno mai incrociato le braccia a protestare per la carenza di dispositivi….lo hanno fatto continuando a lavorare) e questo all’interno di spazi fisici dove proprio i metri quadri non erano assolutamente sufficienti a gestire malati contagiosi. La terza nell’incapacità organizzativa di provvedere all’approvvigionamento in tempo utile (parliamo di gennaio) dei DPI.

La Pandemia da Coronavirus in Italia non ha prodotto solo infetti e morti tra gli Infermieri, ma anche “rinunce” alla Professione, ovvero colleghi che hanno deciso di abbandonare o stanno per farlo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. E’ solo paura di infettarsi o la punta dell’iceberg di un malessere diffuso che già covava da tempo?

Confesso di non conoscere in maniera approfondita questo fenomeno e personalmente fatico a pensare che sia un numero importante quello dei colleghi che rinunceranno alla professione per questa pandemia. Esiste già da prima della pandemia una fetta consistente di DROP – OUT alla professione perchè dobbiamo migliorare i meccanismi di selezione nel percorso universitario e di valutazione delle conoscenze, competenze e attitudini personali all’assistenza.

Da Bologna il movimento “Infermieri in Ordine” ha lanciato la proposta di congelare le tasse di iscrizione all’OPI chiedendo alla Regione Emilia Romagna e alle Aziende sanitarie di farsene carico. E’ questa una battaglia fatta propria da tutti i sindacati anche prima della Pandemia da Covid-19. Il gruppo bolognese fa presente che tra gli iscritti all’Ordine provinciale ci sono anche tanti colleghi che si sono infettati (in tanti sono in Terapia Intensiva) o che non hanno un lavoro, tra questi tanti liberi professionisti o operatori interinali. Crede che sia una proposta fattibile in un momento storico che potrebbe portare al riconoscimento politico di un finanziamento pubblico degli Enti ordinistici?

Per rispetto al Direttore di questo giornale voglio essere onesto intellettualmente: perchè non congelare la quota di iscrizione al sindacato? perchè non congelare il bollo auto? cosa ne pensano TUTTI gli Infermieri di questa proposta? già quando un collega parla della quota annuale di iscrizione all’albo come la TASSA ANNUALE e allora abbiamo sbagliato noi Presidenti degli OPI a non riuscire a portare vicino agli iscritti la funzione dell’OPI… mi scuso io per primo. Concordo pienamente sul fatto invece che i Colleghi deceduti, le loro famiglie, i loro figli e anche i Colleghi ammalati e i liberi professionisti vengano adeguatamente risarciti per tutti i danni fisici, morali e professionali patiti.

La FNOPI ha avviato una campagna di raccolta fondi a favore della professione infermieristica. Lei come Ente come ha deciso di sostenerla?

Con il massimo delle energie nella diffusione su tutti i mezzi di stampa, social e quant’altro. Sarà questa una delle argomentazioni che presenteremo a tutti gli iscritti in occasione dell’assemblea annuale e ci rimetteremo alla loro volontà e adesione

Come dicevamo l’emergenza sta cambiando dal profondo la professione, che comunque ha risposto bene e con estrema professionalità alla Pandemia. Come cambieranno secondo lei gli Infermieri nel prossimo futuro? Ci sarà anche per noi tutti una Fase 2 della rinascita?

Io mi sento di essere ottimista perchè il mondo non potrà essere più quello di prima…e neanche il nostro mondo professionale. Già da anni bisogna riconoscere che la nostra FNOPI ha determinato e sensibilizzato tutte le istituzioni politiche e in generale all’importanza della professione infermieristica, il terreno è già stato preparato adesso serve solo la volontà politica di seminare i frutti che abbiamo proposto di far crescere e che daranno le giuste risposte ai bisogni dei cittadini e al completamento di uno dei migliori servizi sanitari del mondo.

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