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Emergenza Coronavirus. Aniello Sodano, TSRM: “ho visto la morte in faccia, eppure ero risultato negativo a due tamponi consecutivi, invece avevo il Covid-19, l’ho preso sul lavoro; a Bologna mi hanno salvato, ma non sono tutte rose e fiori”.

Aniello Sodano è un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) ed è iscritto all’Ordine delle Professioni Sanitarie di Bologna, dove lavora. E’ anche un noto sindacalista e da sempre è al fianco dei lavoratori che soffrono nelle corsie. Qualche giorno fa è stato dimesso dal Bellaria dove aver passato giorni interi a combattere il Coronavirus, di cui si era infettato sicuramente durante la sua attività lavorativa.

Qualche giorno fa annunciava su Facebook la sua guarigione, in attesa dell’ultimo tampone. Si diceva sfinito e comunicava che “non dimenticherò mai quello che mi è successo e quanto devastante è stata questa battaglia”.

Aniello lavora in sala operatoria in una nota azienda sanitaria pubblica a Bologna (Ospedale Maggiore). Con ogni probabilità si è infettato durante il suo lavoro di TSRM a diretto contatto con i Pazienti.

“Sono stato ricoverato in Semintensiva al Decimo piano per più di una settimana, poi in Medicina al nono piano ala corta e infine per un solo giorno all’Ospedale Bellaria – ci spiega Sodano – non ho capito francamente il perché di questo ulteriore trasferimento e per giunta per meno di 24 ore. Non aveva senso, anche perché pur se negativo all’ultimo tampone potevo essere infettivo, come spiegano in questi giorni i maggiori virologi e infettivologi del mondo. Lasciatemi ringraziare tutti gli Infermieri, i Medici, gli OSS e i colleghi TSRM che mi hanno assistito in questo mio lungo viaggio verso la guarigione. In particolare vorrei ringraziare il dott. Carlo Coniglio, senza di lui non sarei qui a parlarvi. Scusatemi, ma mi commuovo ancora a parlarne. Il mio pensiero va a tutti i colleghi TSRM, Medici, Infermieri, OSS e di altre discipline che non ce l’hanno fatta. Un grosso abbraccio alle loro famiglie”.

Come si è accorto di essersi infettato?

Francamente i sintomi erano lievi, quasi impercettibili, eppure fin dall’inizio avevo capito che qualcosa non andava. Poi un po’ di tosse e problemi respiratori. I primi due tamponi hanno dato esito negativo. E’ stato solo dopo la broncoscopia che si è scoperto il fattaccio. Ero affetto da Covid-19. Ero uno dei malati di Coronavirus, uno dei tantissimi TSRM e professionisti sanitari che hanno contratto la malattia sul campo. Avevo paura, sono state giorni terribili per me e per la mia famiglia.

Come l’hanno trattata in ospedale?

Devo dire che sono stati tutti gentilissimi e mi hanno supportato e sopportato a lungo. Diciamo che il mio ruolo da sindacalista in uno dei principali sindacati bolognesi, ovvero la FIALS, non mi ha reso le cose facili, però alla fine sono stati tutti bravi e ripeto se sono qui a parlare con voi è perché abbiamo dei bravissimi professionisti in Italia.

Ha detto che è stato ricoverato per un solo giorno al Bellaria. Come mai?

Francamente non l’ho capita sta cosa. Non aveva senso andare al Bellaria, mi stavano per dimettere, per cui potevo rimanere dove ero, ma hanno preferito mandarmi via incrementando di fatto le spese per l’Azienda sanitaria, correlate al trasporto e all’utilizzo di personale. Qualcosa non mi quadra in questa vicenda e indagherò per capire meglio cosa sta accadendo a Bologna in alcuni ambiti assistenziali creati ad hoc per i pazienti Covid-19. Secondo me le dirigenze devono giustificare alcune spese fatte e alcuni posti letto che si potevano anche non realizzare.

Cosa si sente di dire a chi continua ad ignorare le regole anti-Covid?

Che devono provare da Pazienti quello che dico. Io ora so cosa si prova e quale mostro bisogna combattere. Per cui consiglio loro di stare a casa, di stare fermi sulle loro poltrone e di evitare di infettarsi e di infettare. Perché di Covid-19 si muore e si muore in solitudine.

Grazie Aniello.

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